3 indicazioni sul futuro del vino in Cina

E’ ormai un dato di fatto che la Cina sia diventata un mercato estremamente interessante per il vino. Ci si attende che entro il 2020 la Cina diventi il secondo mercato per il vino, arrivando alla spettacolare cifra di 6 miliardi di litri venduti.

Numeri del vino cinese

Nel 2016 l’import è arrivato a 638 milioni di litri, di cui 481 milioni imbottigliato, sul totale di 2,4 miliardi di $ del commercio del vino in Cina.

I vini cinesi non sono però molto richiesti in patria, preferendo quelli Francesi, che è riuscita ad accaparrarsi ottime fette di mercato essendo arrivata prima ed in forze.

I vini della Francia rappresentano il 44% dell’import di vino imbottigliato, e quelli Australiani il 24%, grazie anche ad un progressivo diminuire della tassazione dell’import che si azzererà entro il 2019.; seguono Cile, Spagna, Italia. I vini più costosi, per litro, sono quelli della Nuova Zelanda, 9.95$/litro, e quelli meno cari sono gli spagnoli, con 1.45$/litro.

Nel vino cinese Volumi e Valori in controtendenza

Un trend che si inizia già a vedere è un aumento in volume, per le importazioni, ed una diminuzione in valore: 45% di aumento nell’import dei volumi, solo il 37% di aumento per il valore, con ovvio discapito per i rossi francesi.

La Cina quindi si dimostra ancora una volta un ottimo mercato per i vini a minor prezzo, visto che iniziano ad assumere una certa importanza quelli spagnoli e portoghesi. Anche l’età media dei consumatori si sta abbassando, il 40% dei wine lovers cinesi è compresa nella fascia 18-29 anni.

Tre spunti di riflessione per il marketing del vino in Asia

Questo trend fornisce alcune indicazioni:

1 – sta aumentando il numero di consumatori cinesi di vino, arrivando quindi anche alle fasce più basse della popolazione. Mentre le classi abbienti continueranno a bere il vino di Bordaux, la middle-class che si avvicina a questa bevanda è rivolta a vini più accessibili;

2 – c’è spazio per i vini del nuovo mondo, come Australia e Nuova Zelanda che, anche aiutati dalle nuove tecnologie di produzione e marketing, sono in grado di offrire prodotti accettabili al prezzo desiderato

3 – sempre più famiglie cinesi riescono a spostarsi dal proprio paese per turismo, e tra le mete più gettonate troviamo, oltre alle ‘vicine’ Australa e Nuova Zelanda, anche il Sudafrica. Questo si traduce in una migliorata visione di questi vini e dunque un aumento della domanda in patria.

Il gran numero di importatori cinesi è concentrato praticamente in due o tre zone, e ben presto assisteremo ad una sequenza di M&A (Merge & Acquisition, fusioni ed acquisizioni) che porteranno alla nascita di importatori di dimensione enorme, tale da mettere pressione alle società che fino ad ora hanno governato il mercato del vino (ad esempio, Constellation).

A questo punto l’Italia dovrà decidere cosa fare del sempre più ampio surplus di vino dovuto alle grandi produzioni annuali, se non vuole continuare a venderlo sfuso ed a prezzi di costo.

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