Stelle come polvere

Nelle sere tra il 10 ed il 15 agosto fioriscono quasi ovunque manifestazioni serali dove l’abbinamento con il vino non è il cibo, ma le stelle.

Il periodo è il migliore, sia per godersi un calice di vino in compagnia, senza necessariamente andare a ritrovare tutti i riconoscimenti olfattivi, che per quel che riguarda lo spettacolo del cielo, e forse lo guardiamo troppo poco.

“Sono belle, vero?” “Cosa?” “Le stelle. E’ tanto che non le guardavo” (Man In Black, dialogo tra K e D all’inizio del film, e tra K e J alla fine)

E’ infatti in queste notti che si assiste al fenomeno astronomico delle lacrime di San Lorenzo, o ‘stelle cadenti‘.

Si tratta in realtà di uno sciame meteorico della famiglia delle Perseidi, particelle di polvere e ghiaccio che incontrando l’atmosfera terrestre bruciano a causa dell’attrito dovuto alla forte velocità.

Il loro nome è dovuto dalla sorgente apparente dello sciame, il radiante situato appunto in direzione della costellazione di Perseo.

Il primo a comprendere cosa fossero queste stelle cadenti fu Giovanni Schiaparelli nel 1866, lo stesso che forse è più noto per la scoperta (errata) dei canali di Marte.

Schiaparelli notò infatti che la cometa Swift-Tuttle aveva avuto il proprio perielio, ossia la distanza minima di avvicinamento alla Terra, nel 1862 e, combinando osservazioni precedenti della cometa e dello sciame di meteore, ipotizzò correttamente che queste non sono altro che i detriti della coda della cometa.

Quando la Terra, nel suo moto di rotazione attorno al Sole, incontra la regione di spazio dove sono presenti questi detriti, li attira a se grazie alla forza di gravità, e questi ripagano i Terrestri bruciando nell’atmosfera.

Non è raro vedere scie colorate, durante lo sciame: i detriti infatti sono composti da vari materiali e gas intrappolato alll’interno che, bruciando, emette luce colorata. E’ il principio delle lampade a mercurio o al sodio.

La cometa Swift-Tuttle è passata l’ultima volta nel 1992, e la prossima sarà nel 2126; metterò un link a questo post, quel giorno, e dunque ha un periodo di 135 anni. Attualmente è lontana 22 AU, ossia 22 Astronomical Unit: ogni AU è pari alla distanza Terra-Sole, diciamo attorno ai 150 milioni di chilometri.

Noi però, ossia la Terra, incontra ogni anno parte dei detriti che la cometa ha lasciato passando vicino al Sistema Solare: le Perseidi quindi non sono altro che le ‘piume’ della coda della cometa.

Il momento in cui è massimo il numero di meteore avvistabili è variabile con gli anni, e si sposta continuamente in avanti a causa del moto di precessione dell’asse terrestre. Quest’anno il momento di massima visualizzazione è nella notte tra il 12 ed il 13 agosto.

Immaginate una trottola che ruota su se stessa: per quanto voi tentiate di farla ruotare perfettamente verticale, dopo pochi istanti l’asse della trottola inizierà a ruotare attorno alla posizione originaria.

Alla Terra accade la stessa cosa, e questo provoca alcuni effetti, come la precessione degli equinozi e, tra l’altro, lo spostamento del giorno in cui si incontrano le meteore.

Bene, non pretendo di essere stato completamente esauriente, ma spero di essere stato abbastanza chiaro.

In ogni caso godetevi lo spettacolo, meglio con qualcuno vicino da tenere abbracciato, ed esprimete un desiderio per ogni stella cadente che vedrete: si avvereranno tutti, se vi darete da fare abbastanza per farli accadere.

Il titolo del post è la traduzione del titolo originale di un romanzo di Isaac Asimov pubblicato in Italia con il titolo Il Tiranno dei Mondi.

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