Anni che mancano: 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012

Ogni produttore di vino considera ogni sua bottiglia come un figlio;  il vino contenuto nelle botti della cantina di Case Basse avrebbe prodotto 80mila bottiglie.

Ci sono notizie su cui è necessario scrivere, sebbene molte delle parole che salgono in bocca abbiano il sapore amaro del fiele.
A Case Basse, dove l’intera produzione presente in cantina è stata distrutta, finita nei tombini di scolo, i 600 ettolitri che componevano le annate  2007, la 2008, 2009, 2010, 2011, 2012 non ci sono più.

In ogni verticale ci sarà una voragine temporale, in ogni degustazione comparativa di Brunello di Montalcino l’etichetta di Soldera brillerà solo per la sua assenza.
Ormai la notizia è conosciuta, nella notte tra domenica e lunedì, dei vandali sono entrati nella cantina di Case Basse ed hanno aperto i rubinetti delle botti, distruggendo in un colpo solo cinque anni di lavoro.
Non è stato rubato nulla, non è stato distrutto nient’altro, solo (solo!) l’apertura dei rubinetti. Un atto mirato, una intimidazione, un sfregio.
Le ipotesi sulle motivazioni sono più di una, la maggior parte di esse originano dalla posizione intransigente che Gianfranco Soldera (e non solo lui) ha avuto di fronte alla vicenda di Brunellopoli.
Il mondo che ruota attorno al Brunello di Montalcino è talmente complesso, che questa è forse solo una delle motivazioni.

Forse hanno colpito Case Basse perché era più comodo rispetto a qualche altro, per dare segnali, per ripicca, per vendetta nei confronti di chi riesce a fare un vino spettacolare basandosi solo sulle proprie forze o magari solo per astio personale.
Questo atto ha fatto anche di più che  distruggere il lavoro di un decennio, tra passato e futuro.

E’ un evento che vuole distruggere la fiducia tra i produttori di Montalcino ed aumentare il distacco tra modernisti e tradizionalisti nella produzione di Brunello.

Lo scandalo di qualche anno fa ha lasciato molti strascichi, forse il vandalismo nella cantina di Case Basse è uno di questi.  Certamente è strano che la vendetta sia giunta a distanza di così tanti anni (il Brunellogate è del 2008), ma è proprio quando meno te lo aspetti che fa più male.

Lo spirito combattivo di Gianfranco Soldera e della moglie Graziella non sembra perduto, almeno stando alle parole lette su WineSurf. E sicuramente i molti attestati di solidarietà da parte di tanti di coloro che, in un modo o nell’altro, si occupano di vino,  gli saranno in parte di aiuto; basta fare una ricerca su Twitter per #Soldera, e guardate cosa esce fuori.

I produttori ilcinesi dovranno tenere i nervi ben saldi (e le telecamere ben accese nelle loro cantine) nei prossimi mesi: un’azione di questo tipo è stata ben organizzata e studiata, non si improvvisa.
Dovremo seguire con attenzione i prossimi passi di Montalcino, sarà interessante vedere le iniziative che i vignaioli ilcinesi produrranno per dimostrare la loro solidarietà.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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