Assaggi di Langa e Piemonte – I

Per le etichette assaggiate durante Vignaioli di Langa e Piemonte, il 17 e 18 novembre a Roma, occorrerebbero ben più che un paio di post, perché i bicchieri assaggiati erano tutti di ottimo livello. 
Ne indicherò solo alcuni.
Cappellano
Dolcetto 2010 ancora giovane, un tannino piuttosto duro sebbene ben fatto, ma da attendere.
Barbera 2008, profumi di fiori rossi recisi e di frutta matura, crostata di lamponi, ciliegia, cortile di campagna. La grande morbidezza viene accompagnata da acidità dissetante e sapidità.
Barolo 2007 Piè Rupestris, ancora chiuso, ritroso, verdi aromi lignei, freschezza che nonostante tutto non riesce ancora a tenere a bada il tannino.

Canonica
Barolo 2008 Esce con profumi di panpepato, e poi più soffusi come il talco. Aspettandolo nel bicchiere arriva l’uva schiacciata, la mela cotogna, la balsamicità. Un gusto ancora giovane, forse ostico in bocca ma ingentilito dalla freschezza e soprattutto dall’alcolicità.

Le Torrette
Bella scoperta, quella de Le Torrette, il Colline Novaresi 2007 completamente di nebbiolo, con profumi dolci, ricorda la patata appena estratta dal terreno, fiori rossi; tannini delicati e lievemente speziato al palato. 
Anche il DOCG Ghemme 2007 è un vino che val la pena di assaggiare con calma, con un tannino certo più duro del precedente ma molta morbidezza. E sicuramente il prezzo (10-15€) è un altro punto di forza.

Vaira
Langhe Nebbiolo 2010, un naso che si prolunga anche al gusto, nessuna concessione alle fantasticherie, la parte seria del Nebbiolo.
Barolo Bricco delle Viole 2008, fiori blu e terziari ancora accennati per questo cru di Barolo, un vino da attendere ancora ma già in via di definizione, con il suo tannino importante ed ordinato, acidità e sapidità che ne alleggeriscono i toni.
Barbera 2009, stranamente, ma giustamente, offerto alla fine della carrellata di Vaira. Un vino che ha il grande pregio di dare riposo e profumo alla bocca ed al naso, tra i migliori bevuti.

Le Piane
Croatina 2007, lento ad aprirsi sui toni scuri dei terziari, addolciti da prugna e rosa rossa quasi appassita; un vino che si fa masticare, tanta è la materia nel bicchiere.
Boca 2008, duro, accipicchia come è duro, ostico, il tempo della degustazione è veramente poco per assaporarlo come si deve; esce al naso molto lentamente così come alla bocca lascia il gusto dei tannini e di una velata sapidità.
Boca Campo delle Piane 1991, una bottiglia ormai passata, che però il produttore ha voluto portare come attestato storico, l’ultima rimasta dell’annata.
Vigne di cinquant’anni.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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