Benvenuto Brunello 2013 – Brunello 2008 (continua 2)

Cloud BrunelloIn figura la ricorrenza dei termini usati da Emanuele per la descrizione degli assaggi del Brunello di Montalcino 2008. Ricorrenza di frutto rosso e sottobosco, tannino e freschezza. La progressività e la dinamicità dei vini assaggiati non lascia dubbi. (Wine Roland)

Donatella Cinelli Colombini. Nonostante l’aperta varietà di aromi e tra questi l’intensità di molti, il naso non è scontato: pieno di frutto (fragola, ciliegia, susina) ma anche ricco di sottigliezze speziate (anice, chiodo di garofano) e balsamiche, nitido nei ricordi di fiori, terra e creta. Bocca che apre apparentemente per rivelarsi poi dritta, nervosa e di buona, presente sapidità. Progressione e chiusura ancora all’insegna del frutto, non invadente, e dei tannini graffianti.

Fattoi. Naso spesso e maturo, non fa della finezza la sua cifra ma compensa con l’ampiezza e la morbidezza dei suoi tratti: frutta matura e secca, tabacco dolce, sottobosco, salsa Worcester, gelatine di fragola, salvia e accenni di pelo e cenere. Acidità composta, tannini accessibili, tende a plenitudine ma non manca di slancio. Finale articolato, dai vari riscontri fruttati.

Fornacella. Ciliegia, alloro, timo e noce moscata dichiarati, più in fondo caffè e fuliggine. Al sorso l’impatto è buono, la cifra di freschezza e magrezza – un’impressione di “crudità” – è equilibrata e piacevole. Questo,  fino alla fase centrale, quando il tannino satura la progressione fino ad arrestarla e invade il finale.

Fuligni.  Abbastanza leggero di corpo, ben proporzionato, misurato nel corredo aromatico (spezie dolci, frutti rossi e scuri), originale per il ricordo di metallo caldo. Scarno e severo al sorso in apertura: spiccano la freschezza di frutto rosso e la mineralità tra calcare e sale rosso. In progressione acquista in ampiezza e polpa, senza mai sovraccaricarsi, fino al lungo e vibrante finale, ritmato da tannini piccoli e puntuti.

Gianni Brunelli – Le Chiuse di Sotto. Quadro olfattivo complesso, dotato di profondità, in cui si colgono subito ferro, sottobosco, ribes rosso e interessanti tracce marine. Al contatto con l’aria acquista progressivamente slancio e finezza, e si arricchisce di tracce balsamiche, di olio di noce e cuoio. Sorso di bella e immediata tensione, piuttosto magra ma precisa, sostenuta nella dinamica da un’acidità da frutto rosso e da tannini decisi ma dolci e persistenti, non alleganti.

Il Marroneto. Festoso. Ricco e intenso. Frutto rosso maturo e integro, di più varietà, poi succo di ciliegia e buccia di pesca. A seguire cedro e arancia canditi, maggiorana, menta, anice, pino e sottobosco. Un suggestivo intreccio e nitido di profumi incisivi e delicati, pungenti e dolci. Al palato l’ampiezza è movimentata da vive sensazioni di energia e freschezza (la vena asprigna della bacca rossa), la progressione è quindi continua e slanciata e la souplesse non deborda mai in eccesso. Succoso, elegante nella trama dei tannini, serio.

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