Benvenuto Brunello 2013 – Selezione e Riserva (continua)

Schermata 2013-05-28 alle 21.51.24Erbe, sottobosco e ciliegia matura per il Brunello 2008 Selezione, terra, energia e frutto, acidità e sapidità per le Riserve 2007: questi i temi ricorrenti dell’analisi organolettica di Emanuele. (Wine Roland)

BRUNELLO 2008 SELEZIONE

Bellaria Assunto. Per fattura ricorda la base, rispetto alla quale spiccano la sapidità più infusa e il più ampio spettro aromatico. È infatti più varia la dotazione di frutta rossa, più articolata quella d’erbe, compaiono cenni ad agrumi dolci e sottobosco. Bocca brusca, nervosa, converge all’unità espressiva ma è ancora scomposta: beccheggia tra la rotonda dolcezza del buon frutto maturo (ciliegia, mora) e un tannino arcigno.

Citille di Sopra Vigna Poggio Ronconi. Prima bottiglia bouchonnée! Seconda bottiglia: le percezioni di frutta sotto spirito, alcol, slivovica e erbe macerate descrivono un profilo caldo e maturo ma non piatto. In bocca spicca subito la parte alcolica, che prima di farsi bruciante viene tuttavia irrorata di una buona freschezza fruttata, dolce nelle sfumature, bastevole per una progressione corretta. Tannino abbastanza allegante. 

Podere le Ripi Lupi e Sirene (2007).  Molto intenso, soprattutto nelle note di ciliegia, ribes rosso, gladiolo, arancia tarocco e pepe rosa. Sullo sfondo il sottobosco, la menta romana e l’edera. Buona profondità, come buono e profondo è l’impatto al gusto, con l’eco della ciliegia aspra goduta già al naso a dettare linea e tempo. Incede carezzando e ravvivando la bocca con tannini di trama robusta ma nobile, riscalda, infine si scioglie nei ritorni del frutto. Procede di sostanza e slancio, senza passi falsi o pesanti; chiude con pari coerenza, in equilibrio e pulizia.

BRUNELLO 2007 RISERVA

Canalicchio di Sopra. Slancio e intensità all’olfatto. Articolato equilibrio tra le componenti, tra le quali spiccano frutti rossi, spezie ed erbe aromatiche (alloro, tè nero, salvia), oltre a cenni di terra e balsamici. Al sorso non si offre propriamente, è presente ma serrato, quasi fermo. In quest’assaggio troppo precoce demanda al sale, al fervore dei tannini e a una sotterranea sensazione di freschezza l’espressione di una compiutezza solo intuibile.

Capanna. Profondo e variegato al naso: amarena, sottobosco, una netta vena marina (dal sale al nero di seppia), tabacco, tracce di tostatura e una parte balsamica di grande spessore. Bocca molto articolata e profonda, nella quale si conserva la parte fresca e aromatica del frutto, unita in progressione a terra, torba, pelliccia, cumino, sanguinaccio; chiuso, ché corpo e sostanza sono molto più che pochi riconoscimenti, ma tutto in precisione e regola, teso per l’acidità che vi è infusa e il tannino nobile, svariato di distillato di malto.

Col d’Orcia Poggio al Vento (2004). Naso pieno, onusto, saturo, molto scuro per i riferimenti a bosco e bacche (mora, ribes) mature e amarena, terra e tabacco, tè e cacao. Lento a svolgersi in fase gustativa, si percepisce potente e compresso, la sensazione pressoria è al limite del peso e l’insieme poco slanciato. Buoni i sapori di frutto scuro e la nota profonda di sale dolce. Il tannino è radente.   

Collelceto. Ha quello che manca al 2008 Annata di quest’azienda di Camigliano: verve, profondità ed energia. Più dei riconoscimenti, quindi più della bella declinazione di maturità del frutto, sono questi caratteri a contare e a connotare questa Riserva. Il sorso è pressione ed espansione, equilibrio tra alcol e acidità, caldo e rotondo. Buona espressione di energia. 

Cupano. Caloroso e fervido, un vino accogliente e appagante per l’energia che lo riempie e innerva. Profumi di frutta matura, cassata, canditi, pane di segale, terra e pelliccia. Stimola alla beva e alla ricerca: è al contempo immediato e profondo. Persistenza molto lunga con una netta sensazione di pienezza e gli ornamenti di erbe officinali e malto.

 

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