Benvenuto Brunello 2012 #4 III: Who’s Next?

Benvenuto Brunello 2012 #4 III: Who’s Next?

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2006 E SELEZIONI

17. Tiezzi Vigna Soccorso 2007

Di terra e di selva. Le note di sottobosco e selvaggina sono appena coperte in apertura dalla riduzione, poi marcano un olfatto intenso e originale, senza alcuna grevità, né troppo umido, né banalmente ormonale. A felice complemento, si colgono marasca, salvia, cipresso e crusca. Bocca seria e piena per corpo, calore e presenza, appagante nel suo comporre armonicamente gli opposti: è infatti agile e denso di materia, spigliato nella beva e pieno, simmetrico nella progressione che fa spola tra le sponde sapide e quelle morbide, duro ma mai arido. Una promessa.

18. Tiezzi Vigna Soccorso Riserva 2006

Il vino vive al nucleo, sotto una coltre compatta, è giovane e noncurante dei giovani esploratori; quasi presciente, a differenza di quelli, della propria dimensione a venire. Le singole prospezioni olfattive dicono meno dell’impressione di unità e tensione ancora compressa. Al momento sono solo minimi caroselli, casualmente proiettati oltre il liquido: rosa rossa, concia, genziana, torchiato, ferro dolce e sciroppo d’amarena. Bocca già più accondiscendente: densità aromatica, tensione battente, un quadro organolettico che si prefigura articolato e di là da svolgersi. Qui, ai prodromi, una stilla di mora e ribes, una d’incenso, una di chiodo di garofano e una amara-pungente (pastinaca). Poi l’altra coltre – aculeata, asciutta e altrettanto compatta – ricopre tutto.

19. Castello Banfi Selezione Poggio alle Mura 2007

Opulento, polposo negli accenni al frutto (mora, mirtillo), ispira sensazioni di grassezza anche nelle note di terra, crema, lardo. Più in fondo, cipresso e richiami balsamici. Il sorso corrisponde, acquista tensione grazie all’acidità, vivacizzato anche dalla venatura ferrosa. Difetta forse di definizione e non gli giova la preponderanza, almeno in questa fase, di corpo e tannini, che finiscono per impacciarne e tagliarne lo sviluppo.

20. Castello Banfi Riserva Poggio all’Oro 2006

Di densità quasi saturante al naso, propriamente carico, invero non caricaturale. Emergono note di confetture di frutti scuri, sottobosco, grand marnier e incenso. Sorso pieno, largo, materico, grosso di trama e molto caldo, ai limiti della causticità nei tannini. C’è tanto, fin quasi all’eccesso, ma un vino del genere nella fase preliminare merita attesa e attenzione più che giudizi veloci.

21. Fattoria dei Barbi Vigna del Fiore 2007

Compostezza, precisione e understatement. Svela lentamente un variegato corredo floreale e tenuemente vegetale (rosa, giglio, verbena, lavanda e rosmarino), prima di ribes e ciliegia ancora ritenuti, sullo sfondo silvestre. Al sorso è di spesso velluto: riempie e tocca senza forzare, però si insinua e procede senza pause, con passo lungo e di slancio, che solo tannini ancora immaturi imbrigliano.

22. Fattoria dei Barbi Riserva 2006

Non sorprende la compatta ritrosia, dalla quale recede solo minimamente per lanciare cenni di bosco, terra, borovnica, dragoncello e ciliegia, poi fragola e terra rossa. La bocca è nervosa, percorsa di tensione profonda, serrata nella sua espressione unitaria. E a ogni retorica. Ho scritto altrove: un saggio di impulsività. Cioè una Riserva in anteprima.

23. Canalicchio di Sopra Riserva 2006

Un coacervo olfattivo intrigante, già apertamente declinato, magmatico: largo e spesso per impatto, fluido in progressione. Ciliegia, ribes, sottobosco, rooibos, cannella, olio di lino, tabacco dolce, gianduia. In bocca si rivela solare e disteso, già più di molte altre Riserve. Irrorato dalla freschezza che detta, tra sprone e regolo, la dinamica. Tannini crudi, piccanti e carbonosi.

24. Capanna Riserva 2006

Profondo e stratificato il naso, che impressiona per unità e varietà. Prugna, composta d’uva, mirtillo, aronia, cumino, ginepro, crème de cassis, quindi curcuma, paprika e tabacco dolce. Vivace per freschezza e sapidità, severo per nerbo e avvolgenza, stentoreo nella progressione che, senza discontinuità, sostiene un corpo ingente e non soffre la grana cospicua dei tannini.

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Un pensiero riguardo “Benvenuto Brunello 2012 #4 III: Who’s Next?

  1. Grazie per i giudizi, precisi, puntuali e meditati.
    Leggerti è sempre un piacere, una prosa ricca e scorrevole, come molti dei vini degustati.

    ps La foto ha la mia completa e totale approvazione.

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