Benvenuto Brunello 2012: Callimaco

ROSSO DI MONTALCINO 2010

Lisini

Avvio tipo Schnellpolka. Frutti rossi maturi, succulenti – fragola, ribes, ciliegia e susina – svariati di ricordi fragranti e amari, timo, salvia, mallo di noce e ruta. Il secondo movimento si apre con più percussioni: tannini incisivi e acidità battente, due attacchi sulla cui fervida scia si incanalano mora, ginepro, rosmarino e sorba. Precisi e squillanti come timpani. Finale più lento con i riscontri retronasali del frutto e sensazioni di nettezza vicine al minerale calcareo.

Loacker – Corte Pavone

Linea tematica svolta sui frutti di bosco, con arancia sanguinella e refoli balsamici a far da contrappunto. Il patrimonio si accresce al passare del tempo (prugna, roiboos). Quadro olfattivo canonico, intenso ma non ostentativo. In bocca dispiega acidità fruttata e un suo riflesso amaricante, il nocciolo di ciliegia. Tensione continua e appaganti sensazioni succose, giusto contraltare per il corso flessuoso, morbido dell’allungo. Riscontri fruttati e cenni nuovi di spezie. Dinamica allegra e finale di graziose astringenze. Vino facile, quando questo aggettivo è un elogio.    

Mastrojanni

Frutto rosso maturo, tapenade, bacca di ginepro, humus, china e pepe nero per rendere l’idea dell’articolazione all’olfatto. Bocca tesa, calibrata per portamento e precisione dei riconoscimenti, veicolati dalla svettante spalla acida. Lo svolgimento al gusto è regolare, la materia è molta ma si sgrana in giustezza e senza pesantezze. Tannini freschi, di particolare riflesso gustativo (spezie). Finale lungo e di cadenza raffinata.

Mocali

I sentori di fiori, terra rossa, ruggine, sorba, aloe, mela granata e acerola ispirano una freschezza liquescente e nervosa. In bocca entra fresco e teso, progredisce in giustezza spiegando le parti più morbide e mature. Spinta potente e corpo snello. Si restringe verso il finale, sgranando tannini pastosi e chiudendo lento, pulito.

Piancornello

Spiazzante per la varietà e il corredo di sentori inusitati: oliva, fiore di cappero, maggiorana, aneto e rafano fregiano il più caratteristico blasone (mela granata, ciliegia, fragola, rovo e creta). Attraverso prove ripetute il ventaglio pare estendersi e intensificarsi (anice, benzoino). In bocca è altrettanto ampio ma non ricercato. Spicca anzitutto la facilità di beva, promossa da un’acidità dai riflessi dolci, planare più che acuta, fautrice di una dinamica distesa e definita così nei sapori, come nella punta di sale rosso e terracotta (una mineralità inequivoca, gustativamente definibile!). Tannini di grande pulizia, mobili e dissetanti. Persistenza col frutto in primo piano e cenni balsamici in filigrana.

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