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9 luglio, 2012

Benvenuto Brunello 2012 – Institutional Session #3/1

La terza parte delle recensioni di Emanuele a Benvenuto Brunello 2012, ed ancora una volta mi mette alla prova con conoscenze musicali. I Kinks non sono esattamente il genere di musica che ascoltavo un tempo, ed anche ora li riascolto raramente.

Grazie però a queste sessioni enologiche mi sono riascoltato qualche brano di un tempo; la musica ed il vino sono aspetti della vita completamente personali, pentagrammi ed etichette sono sempre legati ad istanti del nostro procedere.

Ma quando si ascolta una canzone ben fatta, quando si assaggia un vino ben strutturato, i gusti personali possono essere rimessi in discussione, e spingerci a nuove scoperte.

Ray Davies

Il drag wine non l’ho incontrato solo in un club a Soho. È inutile farsi illusioni: anche a Montalcino ci si può imbattere in un drag wine: un vino-tutto, un po’ maschio e un po’ femmina, anfibolo e anfotero, formosissimo ma anche angoloso, muscoloso e irsuto ma al contempo onusto di lip-gloss e morbide rotondità posticce. Ha tutta la roba, soddisfa ogni fantasia e lascivia.

Ebbene, l’ho incontrato proprio a Montalcino. Anche là può accadere di bere un vino dal sapor d’ogni cosa e, tra l’altro, di un’altra bevanda. Ebbene, questo mi è stato portato su consiglio d’un vicino. L’ho accostato, subito mi ha salutato e chiesto da accendere. Poi di ballare. Mi chiedevo, mentre ballava, come potesse ancheggiare così e avere al contempo un timbro così virile. L’ho assaggiato, mi ha ricoperto di effusioni ed ecco, non che io sia un ercole, ma di solito non accade che un vino mi stringa talmente forte da stordirmi. Un attimo per riprendermi, quindi ho assaggiato di nuovo. Lui mi ha sollevato e preso a sedere sulle ginocchia. Si è avvicinato e, bisbigliando in un orecchio, mi ha invitato a trascorrere la notte da lui.

Insomma, ho pensato o sognato che Ray Davies avesse scritto un vino. Girls will be boys and boys will be girls, it’s a mixed up muddled up shook up world. Questo ho pensato o sognato. Infatti l’ho interrogato sul nome e lui, il vino, in a dark brown voice ha risposto: «Lola»

ROSSO DI MONTALCINO 2010

Querce Bettina (2009 uscita ritardata)

L’anno supplementare di affinamento si coglie nell’evoluzione delle sensazioni fruttate – mature e “dolci” – ma un inedito e ampio corredo floreale, dal fragrante al carnoso (rosa, ortensia, begonia, geranio), estende il campo delle possibilità espressive e anticipa uno slancio aereo, verticale. Questo, infatti, si manifesta all’assaggio e dura finché l’acidità basta a fendere e introdurre le rimembranze di frutto più fresco. In fase intermedia volge a suadenza, preambolo di un finale declive che esalta i tannini. Lascia comunque una traccia piacevole in retrolfazione (ciliegia, chiodo di garofano).

Sesta di Sopra

Dopo una prima bottiglia difettosa, la seconda prova restituisce un vino pulsante e aereo già per impatto olfattivo, vibrante e articolato in progressione: anice, macis, ribes, fragola, cardamomo e garofano rosso. Acidità e succulenza del frutto di bosco sono al gusto fedele prosieguo di quanto l’esame olfattivo aveva anticipato. È quell’acidità liquescente a caratterizzare il sorso, dall’inizio fino al riflesso più tardo, ovvero con il lascito di piccoli e succosi frutti rossi che chiude la prova in dissolvenza. Nel mezzo, lo sviluppo è contraddistinto da continuità e tensione “nervosa”, definizione degli aromi e espressione corale. Tra i migliori.

Sesti

Spiazzante per varietà e maturità dei profumi: marmellate, senape, fumo e fondi di caffè. Al quadro olfattivo fanno riscontro facilità di beva e una semplicità quasi “familiare”: lo sviluppo è piano ma non cedevole, l’espressione del frutto di una pulizia rimarchevole. La sorpresa torna con le note retrolfattive di camino, succo di fragola, marshmallow.

Tenuta La Fuga

Naso ampio e variegato: terra rossa, ruggine, sorba e ciliegia. Fresco, buono per articolazione e sviluppo, abbastanza lungo ma disturbato verso il finale dal morso e dal riflesso gustativo del tannino (legno secco, matita).

Tenuta Le Potazzine

Riservato e lento in avvio, quando si ricompone esala eleganze fruttate (mora, durone, ciliegia sotto spirito) e balsamiche (eucalipto, muschio, radice di liquirizia). Di grande articolazione già al naso. In bocca la sua vivace, succosa acidità fruttata rinfresca e sostiene lo sviluppo, restituendo con precisione mora e aronia, fragolina e ciliegia, gesso e magnesia. Finale lungo, punteggiato di tannini temperati e avvolgenti.

LOLA (I)

Ci sono il balsamico australe, il das e il vinile, un frutto scuro poco distinguibile, una nota di colore a olio. La bocca è iperbolica: un coacervo di frutta esageratamente intenso in attacco, di durata istantanea, schianta sotto il maglio di un’acidità esacerbata, tanto da risultare acre; tuttavia è incapace di contenere la deriva dolciastra, capacissima invece di esaltare l’effetto mordenzante del tannino.

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