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14 ottobre, 2014

Benvenuto Brunello 2014 – 5.2


zz-top-articoloLe note di degustazione da Benvenuto Brunello 2014, Selezione e Riserva.

BRUNELLO 2009 SELEZIONE

Il Marroneto Sel. Madonna delle Grazie. Molto serrato, ma rispetto al Brunello la sensazione globale è più articolata e coordinata: profondità e compressione che si schiudono lentamente in impressioni di energia, ampiezza e calore, dettagliate di lampone, ribes, fiori blu, alloro e cannella. Al palato, dopo tracce minerali terrose e ferrose, chiave espressiva incentrata su frutta rossa matura e in composta, carnosa e dolce, già nitida. Tannino austero. In progressione risalta la freschezza, permeante e dai riflessi amarognoli, delle bacche rosse. Persistenza ragguardevole, pulita e intessuta di cenni balsamici e speziati.

BRUNELLO 2008 RISERVA

Cupano. Denso e profondo alla vista, proprio come il Brunello dell’annata; rispetto a questo è tuttavia, se possibile, ancor più ampio e stratificato al naso. Qui si compongono erbe aromatiche e officinali (timo, malva, artemisia), fiori macerati, una vena balsamica sottile e varia, tra aria e terra (menta, origano fresco, edera, propoli), una presa generosa di spezie, mora, sciroppo di ciliegia, ardesia e note grasse tra lardo e bollito. Al gusto è ancora molto rinserrato, in tal senso poco espressivo oltre una netta sensazione di energia. Progressione lenta, un rodaggio, oppure una marcia ridotta per governare le asperità della partenza. Tannini duri e presenti, che tuttavia non frenano lo sviluppo, né ottundono i riscontri retrolfattivi. Uno tra gli assaggi più intelligenti: tanto impegnativo, quanto divertente. Una partita a scacchi: con gambetto di Donna e difesa di Merano.

Fattoi. La densità olfattiva del Brunello dell’annata evolve in vero spessore. Pochi tratti distintivi e molto compressi, prevalentemente scuri (mirtillo, cassis, caffè). Più distesa, quindi indicativa, l’esperienza gustativa: grande presa, materia ingente e sensazione d’energia ad animarla, progressione moderata ma freschezza di fondo a garantire tensione. Tannini ruvidi, non rudi e comunque buoni.

Fuligni (2007). Un soffio caldo d’alcol, densità di frutto maturo, cenni di carne e note terrose. Graduale nello svolgersi la trama olfattiva, fitta fino all’insondabile quella gustativa: la tensione del vino è contenuta, la progressione lenta, la freschezza pulsa sullo sfondo e i sapori sono cifrati. Ritroso e serrato, fitto di buoni tannini radenti. In breve, una Riserva comme il faut, promettente e di grandi prospettive.

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