Benvenuto Brunello 2014 – 8.1

Montalcino
La fortezza di Montalcino – John C. Bruckman (CC BY-NC-ND 2.0)

Rosso 2012

 

Poggio di Sotto

Slanciato, souple, delicato: frutto croccante e di immediata rispondenza, freschezza saliente. Oltre a ciliegia e melagrana si colgono anguria, muschio bianco, menta e armelline. Sorso veramente goloso, fresco e pieno, di una sapidità nitida che segna con eleganza il palato e accompagna l’intera progressione, accentuata dalla delicata nota amaricante e dalla vivace presenza tattile. Buona persistenza.

San Polino

Un Rosso spesso e carnoso, profumatissimo: ciliegia, rosa canina, buccia di pesca, tè al gelsomino ed henné. Al gusto ha la forma del Brunello con meno sostanza e più prontezza e spigliatezza nello sviluppo. Ma struttura e presa sono da categoria superiore. Veramente molto buono.


 

Brunello 2009

 

Biondi Santi (non presente al BB)

Naso pieno, quieto, aggraziato. Dote floreale molto ricca, con nota spiccata di rosa appassita. In più melagrana, muschio, ciliegia, aloe, radici e ruggine. Grande coerenza dell’insieme. In bocca è fine, contratto, preciso e sottile nei molti dettagli fruttati: rossi, freschi e dolci. Note di incenso e conifere. Calore presente e ben dosato nella progressione, che si attiene a dirittura e nessuna effusione, nessuna compiacenza, pochi gesti ed essenziali: la presa, l’infusione e la grana dei tannini, l’agio dell’attacco, le sensazioni complessive di nettezza, coesione e riservata potenza: la riserva di potenza la sapremo cogliere, per entità e qualità, al trascorrere degli anni.

Poggio di Sotto

Immaginiamo un dipinto di grandi dimensioni la cui visione d’insieme colpisca per l’equilibrio delle forme, per la resa prospettica – profondità, proporzione – per la padronanza degli effetti chiaroscurali. Soffermandosi su sezioni e dettagli, di questi risultano con evidenza la ricchezza, la definizione e l’intimo coordinamento: ben eseguiti, ben composti, non banalmente calligrafici. Il “dipinto” è sinuoso, pieno sì ma di leggerezze tra rosa mosqueta e anguria, fiume e ciliegia, timo selvatico e melagrana. Al sorso risulta subito la rispondenza aromatica del frutto rosso (in essenza: ricorda l’essenza, la sublimata integrità del frutto nelle migliori acquaviti). Calore e rondeur dosati, progressivi e non additivi. Slancio netto, non impulsivo, presenza decisa, ricorsività e precisione degli aromi. Lunga persistenza con una traccia balsamica-erbacea e mirabili sensazioni finali, sia aromatiche, sia tattili.

Querce Bettina

Sottobosco, pepe, mirtillo, alloro e carne salata. Bocca piana, corretta, di moderato slancio, lenta e non pesante, con riscontri vari di frutta rossa e chiari di tamarindo, cipresso e alloro. Si alleggerisce dopo la fase centrale e allega un poco, perdendo in presa e definizione.

Sanlorenzo

Avvolgente, ampio e sinuoso alla prima impressione; complesso e profondo, ricco di riferimenti ben composti a frutta rossa fresca (susina, melagrana, lampone), ruggine, terra, felce e nobilitato da una sottile traccia balsamica (edera). Presenza e tensione: la percezione di carnosità al primo impatto si svolge ordinatamente in freschezza e succulenza di frutto rosso, la fase centrale è percorsa da una coinvolgente vena sapida e felicemente segnata dalla presa dei tannini forti e calibrati, dalle sensazioni di energia e calore. Rimarchevole corrispondenza gusto-olfattiva (frutto), lunga e netta in persistenza.

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