Benvenuto Brunello 2015 – 19

Una veloce analisi del testo, anche contando la frequenza delle ripetizioni, mi ha dato l’idea del progressive rock, ma qui sorgevano i miei dubbi: Gentle Giant o Jethro Tull? Li vedo entrambi perfettamente adatti a queste note, dove la parola più utilizzata è Progressione. Per non far torto ad entrambi ho scelto i King Crimson, ma la scelta dell’album da ascoltare è stata complicata. Non mi sembra di trovare la perfezione di Lizard, nei vini di queste note, e non si parla nemmeno di lingue d’allodola in gelatina (Larks’ Tongues in Aspic), così ho preferito andare sul sicuro con Red, album del 1974. (Wine Roland)


 

BRUNELLO DI MONTALCINO 2010 SELEZIONE

Banfi Poggio alle Mura

Naso da parata con prugna, sottobosco, mora, mirtillo, succo d’arancia rossa, noce moscata, alloro, nocciola e cioccolata al caffè. Intenso e imponente. La frutta occupa il palato all’esordio, la progressione è scalare, giocata su potenza/succulenza più che precisione, verso il finale c’è un ritorno prepotente d’acidità agrumata ad accompagnare tannini duri e foderanti.

Barbi Vigna del Fiore

La finezza e la definizione consuete: il bouquet composito ma unitario nell’espressione, con fiori blu, anguria, amarena, melagrana, ghisa e fieno greco. Più slancio e profondità che in altre annate, texture più fitta, presa più ferma e tannini più robusti. Risoluto ed elegante nello sviluppo con il sale e il succo di frutto nero che precedono l’acidità squillante di quello rosso. Lungo e nitido il finale con ricordi di iris, rabarbaro, ribes rosso ed erbe aromatiche.

Bellaria Assunto

Scuro, spesso e ridotto. Resta all’inizio su frutta matura e candita, marmellate, incenso, nocciola, felce. Molto fitto nella trama olfattiva, un po’ disordinato. Al palato si fa apprezzare, più che per definizione, per la sensazione di energia e coinvolgimento. Progressione scalare, con il finale su frutto scuro, pepe e una traccia balsamica.

Caparzo Vigna La Casa

La tradizione è che nelle famiglie d’alto e antico lignaggio vi sia un primogenito e poi vengano i cadetti. Sono idiosincratico per questa regola retriva ma alcuni la applicano ancora con meticolosità. La Casa è un vino tutto pompa e circostanza, lento e pieno di profumi e di sapori, grosso eppur si muove: vino per pasticcieri ed ebanisti, regala mon cheri e boero di qua, sandalo e ginepro di là; ma anche per speziali e fioristi, con chiodo di garofano e cannella, rose e viole. C’è molta attenzione all’arrangiamento ma, per tanta sostanza, anche ritmo e tanta baldanza: il sorso è inaspettatamente facile, fresco e minerale, ben scandito in progressione e con una coda fruttata di grande effetto tra composte di ribes e gelso e il segno acido-amaro del chinotto. Pop-rock barocco lui, Rocco Barocco il secondogenito.

BRUNELLO DI MONTALCINO 2009 RISERVA

Camigliano Ris. Gualco

Riserva curiosamente gentile, distesa, nitida nel frutto con gelatina di fragola e ribes insieme a menta e resina di pino. Altrettanto disinvolta e pronta al palato, abbastanza fresca e tesa, quasi meccanica nella progressione e timida in allungo. Buona materia, poco coinvolgimento.

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