Benvenuto Brunello 2015 – Degustazioni a Montalcino – 12

BRUNELLO DI MONTALCINO SELEZIONE 2010

San Polino Helichrysum

Seconda, dovuta menzione per una grande bottiglia di 2006 tra le degustazioni godute nell’inverno scorso, che questo 2010 mi riporta alla mente. Sensazione di densità e stratificazione aromatica ma senza alcuna pesantezza, l’olfatto si svolge invece lento e con precisione su note iniziali di frutti neri, mirto, carruba, poi un intreccio complesso di spezie scure e cenni balsamici, quindi salmastri. Il sorso rende l’idea di un grande vino in potenza e in cammino: serissimo, denso, molto sapido, dai tannini serrati e robusti che si imprimono al palato e lo accompagnano per lungo tempo, contrappuntando richiami gustativi a frutto scuro, carne secca e salagione. Compresso e composto. Vino propriamente racé

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2009

Sesti Phenomena

Sensazioni generali di solarità e grande stratificazione degli aromi, con un minimo debito di definizione al momento dell’assaggio. Amarena, composta di fragola, mirtillo, erica, felce, cera, rosmarino, ambra e pelle insieme a suggestive note terrose e silvestri. Il sorso è subito un trionfo di dolcezza acidulata,  la sensazione netta di amarena e ribes nero, anche nei loro aromi in persistenza. Potente e rotondo, aiutato nello sviluppo da una vivida, pungente mineralità salina. Tannini grossi, terrosi e dolci, già ben integrati: il riflesso gustativo di cacao si fonde al frutto nell’immagine di una ciliegia matura vestita di cioccolato fondente.

Tassi – Franci Riserva “Franci”

Anche in questo caso si tratta di un vino del 2009 atto a smentire il sussiego e il luogo comune che avevano ridotto l’annata a sparring partner della 2010. Anche questa Riserva, infatti, si oppone al giudizio generalizzato: buonissima e peculiare, si appariglia al Franci 2010 per la prima impressione di calore, spessore e concentrazione, nonché per le idee di spezie (zenzero, curry rosso), sottobosco e frutto scuro, qui ancora più concentrato e in preparazione (conserva, sciroppo). Nelle degustazioni, in bocca rivela scioltezza sorprendente: è equilibrato, per nulla contratto, agile e progressivo in distensione, di beva quasi spigliata, preciso nei riscontri fruttati e speziati, con tannini già aggraziati a dare impronta e ritmo giusti. 

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