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26 gennaio, 2016

Benvenuto Brunello 2015 – Degustazioni a Montalcino – 15

ROSSO 2013

Ventolaio

Immediato, schiettamente fruttato (fragola, lampone, anguria) con cenni di erbe (salvia, maggiorana). Acidità svettante e avvolgente, ricordi di arancia e ciliegia, tannini sottili e infusi, progressione continua e persistenza all’insegna del frutto rosso fresco.

Albatreti (2012 uscita ritardata)

Arioso e ampio con nitide percezioni di ciliegia, ribes, melagrana, rosa, salvia, alloro. Pieno e slanciato. Trama fitta ma sorso disteso e dinamico, avvolgente, punteggiato di tannini croccanti che accompagnano l’intero sviluppo. Sapidità saliente e succulenza di frutto rosso.

 

BRUNELLO 2010

Agostina Pieri

Una ricca macedonia di frutta fresca rossa e nera, con melagrana, anguria, amarena e sorba in bella evidenza. Maturità. Un cenno marino aereo e avvolgente. Bocca già in equilibrio, sapida e rispondente nelle sensazioni fruttate, progressiva e non frenata dai tannini robusti e saporosi che si impongono in persistenza ma senza gravami gustativi.

Albatreti

Amarena, ribes, terra, menta e origano. Una traccia di pietra calda sullo sfondo. Unità espressiva e profilo pacato. Palato di grande rigore e soddisfazione, con tannini perentori e grande freschezza infusa che governano una materia ricca e varia, precisamente declinata in progressione e lungamente ripercorsa in retrolfazione. Molto bello il finale con la sottile permanenza di armelline, mandorla, fragole e menta.

Argiano

Pieno, scuro, compatto, immediato. Generoso negli aromi di frutti di bosco e spezie dolci,  ingentilito dal soffio balsamico. Corteccia e grafite abbastanza sensibili. Al palato apre succoso e molto fresco, riproponendo il frutto e la vena mentolata. Si assottiglia in progressione e chiude stretto e asciutto per vigoria dei tannini e ritorno delle note legnose, con un’incoraggiante freschezza del frutto che riemerge in retrolfazione. 

Armilla

Ampio e originale il ventaglio aromatico ma molto equilibrato e reso in unità espressiva: frutto scuro e spezie, sorba, ciliegia e melata, muschio, geranio e un tocco di incenso. Segna il palato di una chiara e infusa freschezza, rimarcata dalla traccia mentolata e dai richiami a ribes e aronia. Sapidità delicata e fondente. Coeso nello sviluppo, sostiene un lungo finale con tannini nettanti e chiude il cerchio in un adagio, morbido, col ritorno dei frutti e delle spezie del principio.  

Baricci

Apre mimetico. Non ostenta, si lascia sondare in profondità e complessità. Libera in lenta distensione cenni delicati di amarena, tabacco dolce, prugna, pigna, muschio. Il bouquet giovanile si arricchisce poi di ribes, chinotto, neroli, carne cruda, ginepro, pepe, malto e un fondo denso e terragno – creta e humus – con svariature marine. L’assaggio impressiona subito per ampiezza e immediatezza dello spettro aromatico; in progressione si fanno valere il volume, il piglio, l’intima coesione, il modo del liquido di amministrare potenza e materia slanciandole. La grande stratificazione aromatica è di là da svolgersi. Per ora è un coro all’unisono, poi verrà il tempo delle polifonie. Intanto: tannini di grande spessore ed eleganza; struttura prestante; alcol presente, non invadente; freschezza ingente e infusa.

Uccelliera

Un coinvolgente, appassionante ensemble sensioriale che ben fonde gli alti di freschezza e balsamicità ai bassi terrosi, amarostici, silvani. Una giostra vorticosa tra calore e acidità ingenti e non confliggenti. Naso riservato e caldo sulle prime, che poi si apre in una gioiosa parata di arancia sanguinella, lampone, ciliegia, spezia nera, rosmarino, timo, un soffio di canfora e conifere, il tutto in ciclica riproposizione e con sottili variazioni. Bocca potente ma soprattutto energica, pressante, di grande presenza e progressione continua, gestita dal possente volano di un’acidità infusa, rossa di frutto fresco. Fase finale con bellissime note terrose e ritorno del frutto croccante. Tannino radente e preciso. Un grande vino.

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