Close

13 febbraio, 2016

Benvenuto Brunello 2015 – Degustazioni a Montalcino – 18

Basta un cenno alla musica, ed ecco scattare l’introduzione fuori tema, come in una suite classica con intemezzi cacofonici. La suite è ovviamente l’insieme delle note di Emanuele, la cacofonia è opera soltanto mia. Però leggendo la descrizione di uno dei vini riportati, in perfetto stile prog ho capito che i Camel potevano essere adatti a prestare la propria sonorità al bicchiere. Ho scelto Mirage, album del 1974 che a mio avviso è uno dei migliori album dell’epoca. (Wine Roland)


 

Brunello di Montalcino 2010

Canalicchio di Sopra

Naso funambolico, in equilibrio non precario ad altezze ragguardevoli e con evoluzioni spettacolari: frutto nero fresco, fragrante, da dolce ad amarotico – aronia e mirtillo – a ancora bacca di ginepro, mirto, chinotto. Il tutto espresso nella cifra di un’eleganza vera perché già composta al primo assaggio e rifinitasi in quelli successivi. Delicata e croccante la frutta al palato, più spiccate e immediate le note d’erbe officinali e la dote sapida che lo proietta al mare, salsedine e alghe. Stratificazione aromatica, intensità e coesione affatto naturali, tant’è che per tanta materia la progressione è agita quasi in souplesse. Un soffio dal bosco insieme al frutto scuro in cadenza. Tannini uncompromising, duri e nettanti. Vino austero, sobrio nell’espressione gustativa; vino senza subordinate e parafrasi, conciso e lunghissimo. Uno tra i miei preferiti.

Cantina di Montalcino

La canzone popolare: un testo semplice, efficace, messo insieme bene su pochi accordi suonati e cantati con mestiere. Refrain accattivanti e, tra uno e l’altro, tanti buonismi a presa rapida. Dignitoso, delicato, accessibile. Di gran lunga migliore di chi la scelse come inno: perché è perfettamente bevibile e non la dà a bere.

Capanna

Se l’esperienza (anche di più esperti e famosi) lo descrive come un esempio di rigore e tradizione, il 2010 non fa certo eccezione. Potenza ed eleganza insieme. Ribes nero e rosso maturi, timo e alloro spiccano in un quadro ispirato a leggerezza, profondità e volume. L’approccio al gusto è suggestivo, acuto e potente, una pulsazione profonda e ricca di rimandi. La trama è robusta e si svolge in più strati di bacche nere, erbe fini, spezie e sfumature terrose. Tensione sottesa e infusa alla materia. Finale superbo per energia libera e precisione, con tannini puntuti a dettare una cadenza da virtuoso. Un altro tra i preferiti.

Caparzo

Tanto gentile e tanto onesto. Roselline, mentuccia, pepe rosa, arancia candita e mela granata e tutto ciò tra soffuso e alluso. Dove sei? Si nega. Meno svagato pare all’incontro col palato: tra disinvolto e disinibito, vivace e morbido. Si sviluppa con agio e pienezza in fase centrale, regolando i tannini un poco asciuganti con dolcezze di frutto e acidità piana, quindi chiudendo pulito. Bravo ragazzo, lindo e profumato.

Caprili

Una possibile via profana ai misteri gaudiosi. Il primo: crusca, fieno e lardo, sotto quelli fragole e mare, a seguire anguria e iris. Il secondo (e qui mi fermo): bacche rosse acidule, amarena, apple crumble, di nuovo crusca, orzo, fumo, gelatina di ribes, muschio, alloro e un chiaro sfondo minerale-salmastro. Complesso e intenso, coinvolgente e con tutto ciò elegante. Vibrante al palato in virtù della proverbiale red berry acidity e di tannini radenti. Un intreccio felice e misterioso di trama fittissima e orditi morbidi. Finale lungo e salato.


Vuoi leggere tutta la raccolta delle degustazioni di Benvenuto Brunello 2015?

Questa è la Guida Definitiva alle Degustazioni,  in offerta per i lettori di Storie del Vino!

degustazioni benvenuto brunello 2015

Acquista la guida

Resta in contatto con le Storie del Vino
Le novità, le news, le curiosità dal mondo del vino
We respect your privacy.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *