Benvenuto Brunello 2015 – Degustazioni a Montalcino – 4

BRUNELLO DI MONTALCINO 2010

Le Macioche

Succo d’arancia rossa concentrato, edera, melagrana e gelées di ciliegia e lampone a risaltare su un fondo di bosco e terra che dona profondità. Spezie scure, cipresso, ghisa, in un secondo tempo una lieve nota animale. Sorso coinvolgente, di presa e ritmo grandi, potente e teso, lungo e chiosato da tannini cremosi, giustamente terrosi e ammiccanti a cacao e spezie dolci. La notazione sarà frequente fino alla noia, ma è tra le tante beltà acerbe di quest’annata feconda. Lungo finale pulito con i tanti temi aromatici riproposti in variazione.   

Le Ragnaie

Naso che allude a potenza e opulenza, rimanda a lampone, ciliegia ferrovia, cumino, radici, legno e olio di rosa, ardesia, sottobosco e alloro. La bocca è fine ed equilibrata, articolata ma agile nello sviluppo, misurata e ritenuta negli aromi e tuttavia pienamente espressiva per presenza, unità ed equilibrio. Freschezza e sapidità salienti attraversano l’intero passaggio al palato e ne prolungano l’impressione. Definizione dei ricordi di ciliegia, lampone, pepe rosa e caramella alla fragola con un tocco di carbone. Essenziale, composto ed elegante.

Lisini

Naso oscuro, profondo, concentrato, molto ricercato. Note di terra, cuoio, fernet, timo, lavanda, radici, inchiostro e incenso ad accompagnare quelle di frutto scuro (aronia, mirtillo) e liquirizia, più evidenti. Ingente sia per sostanza, sia per freschezza a sostegno, entrambe vibranti. Sorso molto appagante, con lungo finale di amarena, gelso, fuliggine e corteccia.

Loacker Corte Pavone

Scelta coraggiosa, coerente o interventista? La risposta al singolo assaggiatore appassionato, purché usi la cortesia di argomentare. Questo è un Brunello orientato, manicocentrico e moderno. Naso scuro e profondo, di visciola e confettura di more, torta di mele, cannella, rosmarino e canfora. Al sorso è di buon corpo e buono slancio, ritmico, disteso, efficiente più che coinvolgente. Partiture di basso molto pesanti e campionamenti di fiati e archi leggiadri, fragola, vaniglia e sciroppo di ciliegia. Molti tannini e buoni. 

Madonna Nera

In coerenza col nome, veste di scuro (sebbene non si pari in sacro): rubino molto intenso venato di porpora. Toni scuri anche al naso con mora, pepe, edera e sottobosco in evidenza su uno sfondo speziato e denso. Note di noce moscata, fernet e fiori amari. Al palato lo sviluppo è regolare, al liquido non manca tensione e le tracce del legno, ancorché di immediata percezione, non arrivano a frenare la progressione, né lo svolgersi dei sapori (mora, ciliegia, liquirizia, chinotto). Tannini grossi e un po’ asciuganti.  

Sanlorenzo Bramante

Originale, ampio e affascinante con mirtillo rosso, incenso, edera, olio di rosa, oliva, alloro, pellame e un salto in una vecchia torrefazione. Al palato, presenza che è volume, tensione e pressione. Prima frutti rossi e neri succulenti, radici e ardesia, quindi amarena e note di terra e spezie. La traccia minerale-terrosa percorre tutto il sorso e affianca il tracciante dei tannini austeri, non astringenti. Sapidità infusa e ricorrente, freschezza connaturale. Nello sviluppo evolve da densità a sottigliezze in un finale corale di ciliegia, bacche rosse e nere, borovnica, spezie, gesso e ardesia.

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