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27 febbraio, 2016

Benvenuto Brunello 2015 – Degustazioni a Montalcino 23

brunello di montalcino profumo di rose

ROSSO DI MONTALCINO 2013

Col D’Orcia  

Semplice e tenue con fragoline, caramelle alla ciliegia, talco e salvia. Bocca fresca in ingresso, quindi via via più morbida e dulcinea in progressione, presa leggera e tannini delicati, morbidi e dolci.

Collemattoni

Tra i migliori. Arancia sanguinella, ciliegia, fragola, salvia e rose in perfetta definizione e armonico insieme. Dettagli di roccia e gesso, in più mirto e lavanda. Complessità e densità non frenano la sensazione complessiva di grande slancio, che è la stessa dominante del palato: freschezza sorgiva e rossa di frutto croccante, acidulo, intatto. Molto sapido, affascinante nelle note delicate di spezie dolci, coinvolgente nello sviluppo che compendia note di frutto più scuro, mirto, salvia e ferro. Chiusura in staccato con tannini in bella evidenza, croccanti e diffusi.

Fattoi

Buono e scuro per il frutto (prugna, visciola, aronia), l’ardesia e la terra. Note di salagione e acciuga. Sorso teso e sostanzioso, molto equilibrato, di grande freschezza naturalmente composta a dolcezza e morbidezza del frutto maturo. Grande bevibilità e tattilità, in specie nel finale quasi piccante, con tannini buoni e incisivi.    

BRUNELLO DI MONTALCINO 2010

Col D’Orcia

Un punto di amaro tra fiori e radici, quindi molte erbe, tra queste salvia e ruchetta, ciliegia, lampone e altre dolcezze di frutta rossa in preparazione. Un quadro semplice ma dotato di intima eleganza.

Agile al palato, delicato e scorrevole ma non evanescente, buona la resa del frutto e risoluto, terroso il tannino. Finale con i rimandi d’erbe e frutta in essenza.

Collelceto

Di profilo molto basso: rovo, ghisa, ardesia e terra a precedere frutto scuro e cappero. Bocca cruda, fresca e fluida, discreta per presenza e dosata per calore e tocco. Svetta solo il frutto, fresco e polposo, in un insieme che altrimenti sa di discrezione. Tanto corretto da risultare timido.

Collemattoni

Elusivo e ingannevole, in questa fase liquida il naso con un frutto cotto o macerato e note di arrosto, creta, pigna e zenzero. Altra, possibile statura al palato, ma è serratissimo e risoluto nel non mostrarsi se non attraverso tannini duri e scabri ma buoni. Crittografato. Insondabile.

Corte dei Venti Quattroventi

Fruttato e carnoso, articolato, caldo e solare ma dinamico, bilanciato nei riferimenti più freschi a menta, fiori e mela granata. Ricordi di tabacco, felce, acciuga, oliva ed etere. Molto complesso. Bocca fluida e pronta ma non declive con frutta rossa matura, acidità rinfrescante, sviluppo di moderata tensione ma in bell’equilibrio con calore e struttura. Finale elegante, con tannini cremosi e dolcezze di frutta matura. Queste, in aggiunta, le note dalla degustazione di inizio 2015 a Porthos: « Rubino-granato vivido. Sentori di frutta cruda, benzene e tratti vegetali evidenti, quasi di pianta grassa, potremmo riconoscere il fico d’India. In divenire, già con una proporzione bilanciata tra freschezza e corpo, ha tenuta e una convincente esuberanza nelle sensazioni finali.».

Cupano

Come ci ha gioiosamente, golosamente abituati, così ci riaccoglie: sfondo carnoso e fiorito con rosa canina, anguria e garofano a svettare sullo sfondo molto composito di frutta e fiori, quindi sottobosco, garrigue, canfora, menta, oliva, benzoino e bellissime note di lampone e visciola. Al sorso è profondo, vibrante, sapidissimo e di grande freschezza infusa, molto articolato nella composizione e nella successione dei sapori, ciclico e ricco di variazioni e riprese. Il bosco e la bottega dello speziale ci accompagnano nel lungo finale fino all’uscio, presso il quale ci vengono consegnate bacche di ribes e una radice di liquirizia, che ci sia più gustoso il cammino verso casa.

Fattoi

Sensazione di compressione e profondità. Asfalto, ghisa, mora e viola. Note di caffè, spezie scure e trinciato forte a ricordare la botte – forse nuova? Riassaggiato nei mesi a seguire andava progressivamente stemperando questa marcatura e faceva risaltare le note di marasca, mora e prugna disidratata. Di grande presenza, quasi prestanza al palato, all’insegna del frutto scuro maturo con immediata sensazione retrogustativa di nocciola e cacao. Tessitura fitta e robusta. Presa risoluta con tannini molto duri, terrosi, e freschezza che bilancia perfettamente le note più morbide e mature del frutto. Molto lungo, con la traccia del legno pronunciata ai primi assaggi e via via meno incidente.

Fornacella

Naso grazioso con anguria, lampone, pompelmo rosa, cannella e salvia. Bocca composta, sapida, di freschezza emergente e ben composta alle note morbide di frutta matura. Misurato ed elegante.

Fornacina

Rosa, fragola, fico d’india, cenere, pepe rosa e tabacco. Insieme definito ed equilibrato, fine, di impronta fresca. Bocca essenziale: lo sviluppo si articola più per tatto che per sensazioni gustative. Diritto e persistente con cenni di ribes e menta in diminuendo.

Fuligni

Sottobosco, viola, verbena, menta, resina, sandalo. Densità di aromi che si distende in un profilo variegato, slanciato e aereo. Bocca, di converso, dura e seria: droiture proverbiale, trama minerale, frutto essenziale, progressione scandita da tannini seri e maturi, molto buoni. Acidità saliente da frutto rosso croccante e nessun cedimento a morbidezze. Lunghissimo finale con la sensazione nettante e croccante di tannini tra i più buoni della rassegna.

Gianni Brunelli – Le Chiuse di Sotto

Leggiadro e solare al naso, un quadro molto fine di discrezione e grazia con ciliegia e ribes, sottobosco, radici e spezie sullo sfondo. Palato elegante e di grande presa, carnoso e sostanzioso ma con l’acidità a sostenere il corpo e conferire slancio. In progressione è teso e coinvolgente. Tannini molto robusti e finale di grande pulizia con frutta rossa, erbe aromatiche, terra e garofano. Tra i migliori.

Il Poggione

Denso e stratificato con carne, sottobosco, gelso nero, una nitida traccia balsamica di eucalipto e cipresso e ancora burro di cacao, terra e ardesia. Al palato rende la fittezza di trama e la concentrazione senza pesi, è piano ma continuo nello svolgimento, molto succulento, di grande compressione aromatica, con il frutto che si fa più nitido verso il finale e tannini fitti e mordenti a dettare la cadenza.

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