Benvenuto Brunello 2016 – Degustazioni 12

Quei bravi ragazzi del Brunello

Brunello secundum opinionem, ovvero, Quelli che non ti aspettavi

Castello Romitorio Filo di Seta

Scuro e solenne, ricco di richiami: bosco, fumo, incenso, muschio, pepe, erbe aromatiche e frutta scura a descrivere un quadro ampio ma unitario, senza eccessi. Bocca piena e concentrata ma non pesante, anzi fresca e di slancio, piccante e ruvida nella trama dei tannini, radente e pulita in lunghezza.

Cerbaia

Una Riserva come si deve, seria e arroccata, che allude più che sciorinare: erbe, finezze balsamiche, cenni fruttati, eminente sapidità al palato insieme a tannini imponenti, freschezza e cenni a ribes nero e radici in persistenza.  

Donatella Cinelli Colombini

Una quasi-trasfigurazione. Oppure ero io duro di comprendonio? Buono il Brunello scuro, intenso al naso con duroni croccanti, spezie rosse, salvia e china e dalla bocca dinamica e succulenta, piena e fitta di trama, con tannini ancora marcanti ma di nitida persistenza fruttata. Meglio ancora la Selezione Prime Donne che profuma di ciliegia, composta di prugna, sottobosco, incenso e menta, di grande stoffa e ingente presenza al palato, onusto ma di sottesa e viva tensione, fitto di tannini radenti e buoni. Contende alla Riserva, ampia, concentrata e vibrante, il ricordo del calabrone di Rimskij-Korsakov.

Fornacella

Dopo il calabrone le farfalle di certe fornaci che quest’anno figurano meglio di quelle più note. Questa prima porta in volo fiori blu, radici, erbe e amarene, è sottile, dinamica e precisa, di bella ed essenziale impressione tattile e diffusione aromatica, tesa per freschezza fruttata e tannini fendenti.

Fornacina

La seconda vola anche più aggraziata sebbene riveli già al naso, fitto e profondo nelle note di marasca, tabacco, torrefazione e radici, più dimensione e materia. La bocca è di notevole concentrazione, specialmente nel frutto, e la amministra con slancio e freschezza notevoli. Buona e persistente impressione tattile. Dei Biliorsi è buonissima anche la Riserva dal profilo olfattivo ampio e intenso di spezie, erbe aromatiche, frutta scura e cortecce, perentoria nella presa al palato, precisa in progressione, succulenta nel frutto. Di potenza e bella, piena presenza.

La Magia Ciliegio

Nomen omen. Il ciliegio-albero non è da solo perché si accompagna a sandalo, rovere e ginepro. Il legno si sente, non è prepotente, si fonde bene a note di sottobosco, cacao, incenso, menta e spezie. Sorso di densità, trama e asperità ragguardevoli, ma non stanca, né allega. Il frutto è scuro, polposo e acidulo. Vino potente, scontroso e promettente, peccato solo che, vista la produzione a dir poco esigua, sarà difficile incontrarlo di nuovo.

Castiglion del Bosco Riserva Millecento

Una Riserva che ridona dignità alla categoria del vino a concetto: è questo un vinone con tutti i crismi, barrique inclusa e nitida, ma fatto bene e sgrondato dei barocchismi ingombranti e dei terribili fenoli agglomeranti. Un vino arcadico, ritualizzato nell’aderenza a uno stile – potenza, sostanza, facilità di lettura – ma tutt’altro che scontato. Grande sostanza, di grande effetto al naso (erbe officinali, radici, rovo), molto serrato al palato con prevalenza di note boscose e balsamiche e una chiara traccia di liquirizia. Dopo i due della puntata precedente (QUI SE VUOI LINK AD ARGIANO-CAPARZO della precedente uscita), è il terzo dei grandi che non maramaldeggiano 

Vasco Sassetti Riserva

Ignoranza, più che sorpresa: la mia frequentazione della Riserva di V.S. è stata fin qui sporadica e l’invito della 2010 è a tornarvi più spesso. Fitto di richiami a bosco e fiori amari, nitido nel frutto, soprattutto ciliegia. Bocca seria e serrata, concentrata, poco espansiva ma energica e bilanciata, ben conclusa da tannini di grana grossa, croccanti e puliti. 

Ventolaio Riserva

Per eccesso di zelo si potrebbe contestare a una Riserva la verve e la generosità, specialmente a questa che tende al badiale, carnosa e terrosa, fruttata (ciliegia) e ferrosa com’è al naso, dichiaratamente sapida, briosa ed espansiva al palato, con finale fresco e dai ricordi speziati. Una Riserva, insomma, già in fase di distensione. Tutto troppo presto? Ma se poi è semplicemente buona, come la mettiamo?

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