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14 aprile, 2016

Benvenuto Brunello 2016 – Degustazioni 3

brunello di montalcino

BRUNELLO DI MONTALCINO 2011

Cupano

Precisione del frutto, levità delle note di legni nobili e terra, garofano e altri fiori d’aroma intenso, speziatura fine e ricca: l’ampiezza olfattiva anticipa la grande stratificazione aromatica che risulta al palato in un liquido concentrato eppure dinamico, con l’acidità che sostiene agilmente la struttura e traina letteralmente la progressione; una progressione da caccia al tesoro, contesta di tracce versicolori: la frutta è rossa e scura, matura, polposa; il corredo speziato e d’erbe aromatiche è vastissimo e dosato nelle parti, rendendo un quadro di quilibrio e finezza; lo svolgimento di molteplici aromi è ordinato e non additivo, tutto si compone, nulla si affastella. La dovizia di particolari e la grazia di valere e piacere assai più che la somma degli stessi.

Costanti

Rose fresche, legno di rosa e giglio insieme a rosa canina, ciliegia e ribes rosso nitidissimi, cenni fumosi e resinosi, muschio, rosmarino, pasta di mandorle, un fondo di salagione, chutney di pomodoro. Un profilo nobile, complesso e coeso, potente ma espresso in agilità. Non esubera e non forza: tanto che l’impressione generale è di leggerezza e ariosità. Tutto al posto e nella quantità giusta, senza cenni di saturazione. Invoglia, avvolge e non stanca. L’attacco è molto fresco e sottolineato da tannini elegantissimi, fatti di grazia e rigore. Lo sviluppo è connubio di pienezza e definizione, struttura ingente e slancio; la progressione è regolare, di una limpida naturalezza: non è scansione ma flusso, ornato di presentazioni e rimandi – polpa di frutti rossi, melagrana e amarena su tutti, menta, armelline, anice, pepe verde e molto altro ancora – senza soluzione di continuità dall’apertura al finale. Succulenza e freschezza a ispirare le sensazioni finali. Un vino pieno di sostanza eppure aereo. Pieno di senso: oppone alla gravità di tanti vini prosaici la stessa levità che la poesia oppone a tanta prosa grave.

Fattoi

Spesso, scuro e ritroso di primo acchito. Denota così la sua concentrazione, che viene però svolta subito in un complesso vitale e coeso di aromi floreali (viola, tuberosa) e di terra, marasca, lampone, muschio, cenere e spezie dolci. Beva agile per il perfetto equilibrio tra maturità, succulenza e dolcezza del frutto, freschezza, sensazione tattile da tannini gagliardi e avvolgenti. Dinamica gustativa di grande soddisfazione, grande persistenza su note speziate, su quelle dolci del frutto e sulla scia di liquirizia e sale.

Fattoria dei Barbi

Un ipotetico concorso dedicato al Brunello per tutti vedrebbe il vino di Stefano Cinelli Colombini competere per la vittoria. Nella sua popolarità, quantità e diffusione evita di ricorrere a smancerie e mozioni degli affetti come espedienti per convincere la giuria: questo 2011 è elegante e silvestre, sa di bacche rosse, conifere, alloro e muschio; la bocca è buona e dolce nella presa, si apre con il ritorno deciso delle note fruttate ed evolve sapida e balsamica. I tannini cremosi ritmano bene il sorso e scandiscono la teoria ricorsiva di lampone, ciliegia, prugna e alloro. I ricorsi descrivono una persistenza pulita e convincente.

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