Benvenuto Brunello 2016 – Degustazioni 7

Secundum Opinionem

Si conclude qui la rassegna dei migliori – sempre secundum opinionem, vincolante solo per chi scrive – tra i 2011 Annata e Selezione. Seguiranno presto i 2010 Riserva preferiti, quindi le sorprese e, per concludere sulla traccia degli anni passati, tutti i B-sides. (in foto: parte degli appunti di Emanuele)

BRUNELLO DI MONTALCINO 2011 SELEZIONE

Il Marroneto Madonna delle Grazie

Walter Speller, che notoriamente non si spertica in elogi e florilegi, lo descrive almost Barolo-like per struttura. Profondo, complesso, con un ventaglio aromatico di ampiezza sconvolgente: un campionario da spezierie e orti botanici. Fitto già nella qualità del colore, si muove lento e offre profumi intensi in lunghe, eleganti folate successive: più scure le prime di bosco, terra, tè, radici e visciole. Acquista via via luce e slancio nei richiami a spezie chiare, origano, salvia, amarena, ribes, foglia di vite e incenso in grani. Bocca di grande spessore ed energia, materica, severa anche per i tannini massivi, radenti e maturi, che dominano lo sviluppo anche per i riflessi gustativi (cacao amaro, fumé, fiori secchi) ma non bloccata. Dopo l’impennata del 2010 mi auguro che sia tornato a prezzi meno ultraterreni. Di certo il suo resta, per chi se lo potrà permettere, un titolo high-yield anche in termini di piacere futuro. E comunque a lunga scadenza.

Le Ragnaie V.V.

Pieno, profondo, dinamico e persistente. Fermo ma diffuso e fine nella presa. Al naso si mostra poco e accenna a terra, pietra, sottobosco e salagione. Al palato è disteso, continuo e coinvolgente in progressione, incardina la potenza e il calore in uno slancio perentorio e lungo, con frutti rossi e neri dolci, sublimati, resi in essenza e in alta fedeltà, cui si aggiungono spezie e legni nobili in filigrana. La pressione tattile è diffusa e delicata ma accompagna a lungo, con eleganza e soddisfazione.

Lisini Ugolaia

Una delle più felici suggestioni del bere risiede nella metafora del vino che ti parla. Ugolaia è in tal senso un vino biblico, di poche e potenti parole. Naso al limite dell’anosmia, solo tracce di sasso, iodio e carne. Bocca potente e a trazione integrale, presa implacabile e progressione trascinante: l’impressione di densità e concentrazione passa quasi in secondo piano per tensione ed energia infuse. Tra tannini battenti, la chiusura di questo Brunello è sorprendentemente fresca con cenni balsamici e di after eight. Persistenza tra le più durevoli.

Mastrojanni Vigna Loreto

Vigna Schiena d’Asino non pervenuto: sconforto, anche perché si vocifera che i mercati esteri abbiano fatto la parte del leone. Ma con Vigna Loreto si trova ben più che una consolazione. Brunello austero, concentrato ed elegante, coalizza felicemente parti chiare e scure, molteplici e di diverso registro, perciò difficili da mettere assieme: arancia, visciola, spezie, cola, iodio, radici e note balsamiche intense e complesse. In bocca ha la tensione e l’energia trattenuta del grande vino in potenza, è succulento di frutti rossi e agrumi, sapido, pienezza e forza del tannino radente, da stondare ma non allegante. E soprattutto ha un passo di slancio e di grazia che reclama il sorso più che l’assaggio.

Poggio Antico Altero

Più elegante del Brunello d’annata che lo era già molto, più misurato ed essenziale. Si sente il legno ma non stona, è incorporato e sa di raspo maturo, tè e china; il senso lo danno mora, cenere, ciliegia, rabarbaro, erbe amare; il senno l’espressione unitaria, non additiva. Succulento, dettagliato e polposo al palato, richiama visciola e ribes maturi, ha presa elegante e slancio, bel corpo, progressione ancora lenta ma continua e godibile, tannini di buona caratura e molto fini.

Tiezzi Vigna Soccorso

Concentrazione e stratificazione, profondità, finezza e complessità nell’espressione aromatica – prevalgono i toni scuri di viola, china, sottobosco, muschio, mora, ribes nero. Dopo, e sullo sfondo, terra e mare, ferro e sale, legno di rosa, pigna. Bocca molto elegante: i tannini, piccoli e avvolgenti, apprendono subito e non asciugano. Emerge la vena minerale ferrosa e terrosa insieme a visciola e rose. Progressione serrata e continua, sviluppo aromatico contenuto e preciso, molte emozioni in fondo con un acuto calorico a rilanciare aromi di frutta, radici e fiori. Un altro canone, anche per quest’anno.

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