I produttori presenti a Sangiovese Purosangue, la manifestazione romana dedicata al Brunello di Montalcino organizzata domenica 4 novembre da Davide Bonucci, hanno dato modo di assaggiare vini di elevato livello.

Non basta infatti dichiarare la DOCG Brunello di Montalcino in etichetta per fare un grande prodotto, ma è necessario spendersi in vigna ed in cantina, e soprattutto essere presenti agli eventi per parlare con il neofita e con l’esperto.

Sui banchi di assaggio, oltre ovviamente alla 2007, quasi tutti i produttori avevano anche la 2006, alcuni la 2005 e la 2004.

La 2007 si è rivelata, come già visto a Benvenuto Brunello (potete scaricare il pdf con le degustazioni da questa pagina, per la password basta iscriversi alla newsletter o inviatemi una email), più fresca e di immediata bevibilità, dando vini generalmente più pronti rispetto alla 2006.

I vini del 2006 infatti risultano, sempre in media, più restii all’apertura immediata, hanno bisogno di più tempo ed hanno una profondità olfattiva maggiore; naturalmente un anno in più di bottiglia ha consentito un miglior amalgama degli aromi terziari.

I 2005 assaggiati sono stati tutti di grande livello, tenuto conto che l’annata non è considerata da vini eccezionali. Però mi sono dovuto ricredere, nonostante fosse dichiarata una annata ‘minore’, stretta tra la 2006 e soprattutto la 2004.

Queste le costanti degli assaggi. Ora iniziamo con le differenze: ogni produttore ha lasciato la propria firma nei suoi vini, lasciando trasparire non solo le caratteristiche meteorologiche, ma soprattutto le differenze di terreno e di esposizione, nonché la diversa interpretazione di ogni vinicoltore. Queste note non sono esaustive di tutti i produttori, sono solamente alcuni appunti sparsi presi durante la giornata di domenica.

Le Ragnaie

Erano presenti il Brunello di Montalcino 2007, il Brunello Vigna Fornace 2007 ed il Brunello 2006.

Il 2007 mostra profumi di mora e susina, arancia e terra calcarea; la sapidità olfattiva fa da riscontro all’acidità gustativa, netta e diritta, con un finale in pieno accordo con gli aromi calcarei.

Il Vigna Fornace ha un altro passo, non c’è che dire. Rimangono i frutti rossi, l’agrume e la mineralità, ma certo più ampi, un maggior numero di riconoscimenti. Fra tutti il chiodo di garofano che pare alzarsi dal centro del bicchiere. Anche in bocca si nota la complessità, la morbidezza a braccetto con la freschezza lo rendono di molto piacevole bevibilità, e si sentono dei tannini rotondi e molto gradevoli.

Infine il 2006 che  ricorda nella struttura il 2007, ma con una acidità più intensa, così come gli aromi che danno l’impressione di frutta rossa appena colta. E’ un vino in movimento, gli aromi più scuri si intuiscono solamente, nel bicchiere, ed anche i tannini alla gustativa  sembra che necessitino di maggior maturazione, a conferma del 2006 come annata da più lunghe vedute.

Le Potazzine

Due Brunello sul banco de Le Potazzine, il 2007 ed il 2006.

Il Brunello di Montalcino 2007 ha dalla sua tutta la bevibilità dell’annata, un vino da bere proprio ora, da attendere nel bicchiere per far apparire le note balsamiche iniziali e quelle di mora e ciliegia. In bocca la freschezza naturale del vino trasporta, ripulendoli, gli aromi sentiti all’olfattiva, trasformando la ciliegia in amarena e la mora in ribes, rivelando sapidità di pietra e la autorevolezza dei tannini.

Diverso il discorso sul Brunello 2006, con una profondità che i pochi istanti concessi dalla degustazione riescono soltanto a far intravedere. Qui i profumi sono orientati verso il the verde e la violetta, la ciliegia ed il geranio; i terziari si intravedono appena, danno l’idea della felce e della terra umida. In bocca è ancora la freschezza che fa da caratteristica di questo vino, migliorata, rispetto al 2007, dalla sua naturale morbidezza che accompagna dei tannini maturi e composti. Insomma, due grandi vini.

 

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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