Primo di tre articoli di Maurizio Landi, a cura di Alice Colantonio, sulla degustazione di Champagne del 25 ottobre all’Enoteca Divinis di Bologna.

Le zone più prestigiose per la produzione delle uve, in una denominazione molto vasta e in ulteriore ampliamento per motivi politico-produttivi come la Champagne, sono due: la Montagne de Reims e la Vallee de la Marne, con una propaggine verso Sud rappresentata dalla Côte de Blancs.

La Montagne de Reims è di fatto una formazione collinare non particolarmente elevata, situata a Sud della città di Reims, sede peraltro di alcune delle maison commerciali più importanti. Terreno ed esposizioni sono propizi al Pinot Noir, al punto che in alcuni comuni si producono vini rossi di buona qualità. Non mancano le produzioni di Chardonnay di alto livello, come dimostra il lavoro di Léclapart a Trépail. A Sud della Montagne de Reims troviamo la Vallée de la Marne, che comprende il versante Sud della montagna, ottimi vigneti lungo il corso del fiume e, soprattutto, la propaggine verso Sud, la Côte de Blancs. Qui il pendio e l’esposizione dei vigneti cambiano, rivolgendosi a Est; anche il terreno si arricchisce di calcio, già presente in tutta la regione, dando vita alle condizioni ideali per la

coltivazione dello Chardonnay. I nomi dei comuni che incontriamo sono, da soli, dei miti: Cramant, Avize, Le Mesnil sur Oger, sinonimi di Champagne di pregio prodotti, appunto, con solo Chardonnay. La regione esterna, l’Aube, non viene considerata all’altezza delle altre zone, ma alcune realtà propongono vini interessanti. L’uva più coltivata è il Pinot Meunier. 

Nella composizione della batteria mi sono affidato più al gusto personale che ad altreconsiderazioni. Esistono, ovviamente, degli Champagne di forte carattere e di altrettanto evidente impronta territoriale, ma soprattutto parlando di grandi maison è più la propria inclinazione a far protendere verso l’una o l’altra bottiglia. Tra i vini in degustazione si sono riscontrati due fronti opposti: gli Champagne di maison (Krug e Bollinger) e quelli più artigianali. Ma tutti i vini si sono dimostrati dotati di grande personalità, tanto da rendere impossibile il predominio di un’etichetta.

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