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3 maggio, 2017

La Cina colpisce il contrabbando di vino

Dopo il sequestro di vino di contrabbando per 12 milioni di $ effettuato a Shenzen lo scorso 7 aprile, si registra un secondo colpo al sistema di importazione illegale di distillati.

Qualche giorno fa infatti il servizio dogane di Guandong ha sequestrato 29 milioni di $ durante un’operazione in un magazzino di proprietà di un cittadino di Macao. Il signor Yang, proprietario del magazzino, è accusato di aver importato Cognac sfuso dalla Francia dichiarando un valore molto al di sotto di quello reale.

Il distillato poi sarebbe finito in due impianti di imbottigliamento clandestini da cui il Cognac sarebbe poi uscito con un notevole incremento di prezzo, provocando una perdita di imposte stimata per qualche milione di $.

Il liquore sfuso veniva inoltre miscelato con altri liquori di basso prezzo, in modo da aumentare anche il numero di bottiglie prodotte.

In Cina la lotta al contrabbando di vino e liquori, per lo più provenienti dalla Francia che ne è il maggior importatore, ha come obiettivo far alzare i prezzi del vino illegale così da renderlo non più conveniente per lo smercio.

Le rotte più comuni sono quelle che passano per Macao ed Hong Kong, per proseguire poi verso le grandi città delle provincie di Shenzen e Shantou.

Proprio per questo il Servizio Dogane cinese ha adottato nuovi protocolli per il controllo dei transiti attraverso le proprie frontiere, sia studiando gli orari di maggior passaggio dei trafficanti, che separando i viaggiatori con grandi bagagli da quelli con piccoli carichi.

Ancora oggi però una bottiglia di Château Lafite Rothschild 2012 si può trovare al mercato illegale a prezzi attorno ai 400$, mentre il suo prezzo reale va dai 600ai 700$, rendendo il mercato nero di vino e liquori ancora conveniente.

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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