Approfittando di Vini Naturali a Roma, Antonio Marino è riuscito il giorno prima a portare a Les Vignerons due grandi produttori del Collio, friulano e sloveno.

Si tratta di Franco Terpin e Simona Klinec, moglie di Alex.

L’enoteca è piena di persone, molti amici comuni e appassionati, tutti nell’attesa di sentir parlare i due produttori e soprattutto assaggiare i loro vini.

Franco è una persona solida e solare, lineare, dal sorriso schietto e la parlata pronta a rispondere ad ogni domanda; Simona è silenziosa e dallo sguardo attento a tutti, parla l’italiano e più o meno lo comprende, ma lascia parlare Terpin che si trova bene nella parte di conduttore.

I vini in degustazione sono quattro, lo Jakot 2007 da tokai friulano e la Ribolla Gialla 2007 di Terpin, il Pinot Grigio e la Malvasia, sempre 2007, di Klinec.

I vini sono come le persone che li producono, o forse è impossibile fare un vino che non assomigli al produttore. Questo vale naturalmente sia per quelli buoni che per quelli meno buoni, ed i quattro vini assaggiati prima, e bevuti con gusto poi, sono di gran qualità.

Rispecchiano la visione del vino di questa regione, il Collio, a cavallo tra Friuli e Slovenia, accomunata da terreni di grande mineralità e forte spessore, vini che riescono a dare sensazioni che si ricordano.

Il Pinot Grigio di Klinec è stupefacente già per il suo colore, una buccia di cipolla luminosa, un profumo vegetale e minerale insieme, un gusto morbido che accompagna il nerbo acido di questo vitigno come viene coltivato su queste colline.

Lo Jakot di Terpin è tutto terreno, sapido, fresco, aromi contrastanti e intensi di rami di rosmarino e pietra calcarea.

La Malvasia di Klinec ha profumi intensi di uva dolce e foglia di alloro, al palato morbio e fresco, una acidità che rinfresca completamente il cavo orale, il finale di mineralità dolce.

Ed infine la Ribolla di Terpin, la macerazione sulle bucce gli dona un colore giallo profondo, aromi che si sviluppano da pesche gialle a genziana, svoltando poi in aromi erbacei di alloro ed infine marini. Acidità che vibra sulla lingua, sapidità sulle labbra, lasciano entrambe la bocca fresca e riposata nonostante la buona complessità di questo vino.

Sono vini, tutti, da lasciar riposare per qualche minuto nel bicchiere, per assaporarne le variazioni col passare del tempo e per godere anche solo della luce che sprigiona dal calice.

Franco Terpin spiega, parla, racconta i vini, i suoi e quelli del suo territorio, parla dei terreni calcarei da una parte, rocciosi dall’altra, vigneti che prendono i profumi del mare e dei vulcani, e che dimostrano completamente la capacità dell’uomo nel fare il vino, senza usare altro che quanto la vigna, il terreno ed il tempo, mettono loro a disposizione.

Un plauso infine ad Antonio Marino che, insieme a Marisa, ha faticosamente costruito una delle poche, pochissime enoteche di vini naturali che riesce ad avere vini di grande qualità, con un occhio ai prezzi, decisamente abbordabili. Merito della sua continua ricerca di produttori, di assaggi, di una competenza che sta diventando sempre più alta nel proprio lavoro.

Altre foto dell’evento potete trovarle nella mia board Tasting I Was su Pinterest.

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
We respect your privacy.

3 Replies to “I confini del Collio a Les Vignerons”

  1. sono un appassionato di vini di Trieste. Vorrei sapere se potete inviarmi tramite @ un listino prezzo dei vostri vini naturali, magari anche degli ecologici e dei biodinamici se li producete.
    Grazie in anticipo

    1. Buongiorno Massimo, e grazie del tuo passaggio qui, scusa il ritardo nella risposta.
      Io non vendo vino, quindi non ho un listino. Se posso consigliarti, prova a contattare Riccardo la Ginestra o Distribuzione Sarfati (trovi entrambi su fB), hanno ottime etichette nei loro cataloghi.
      Un saluto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.