Contrario al Naturale

Vino NaturaleL’editoriale de  l’Enologo, qui il link alla versione in pdf (e va beh), contiene il solito attacco al movimento del Vino Naturale, portato niente meno che dal presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella.
Inizia l’articolo dicendo che il consumo del vino è in calo in tutti i paesi fondamentalmente per colpa dell’informazione che, a dire di Cotarella, veicola nozioni sbagliate sul vino.
Il quale, continua, è frutto sia di tradizioni millenarie che di tecnologia applicata.
Benissimo, la tecnologia è un’ottima cosa. Però mi piacerebbe sapere cosa esattamente intende lui, e tanti altri come lui, con la parola Tecnologia.
Non lo spiega, non lo spiega mai nessuno.
Se la prende con il tasto ‘mi piace’. Non è necessario premerlo, quel tasto, caro Cotarella, così come è invece possibile commentare un post per iniziare un dialogo portando obiezioni o prove contrarie. Ed ormai il conteggio dei ‘mi piace’ su una pagina è uno sport che non serve a molto, il numero di ‘Like’ non è correlato con le vendite di un prodotto o di un servizio.
Quindi la possibilità di obiezione esiste.
Non capisco poi, ma è un mio limite personale, il nesso logico tra i mobile device, ossia telefonini e tablet come scrive sull’editoriale, e calo del consumo in tutti i paesi.

Se il vino, come giustamente ricorda, è un prodotto sociale, non vedo perché uno strumento social come uno smartphone collegato in rete non debba essere usato per condividere sensazioni, assaggi, esperienze vinaiole.
Ed ecco subito dopo, il passaggio che a mio avviso è forzato e svela il vero intento dell’articolo.

Il paragrafo inizia con una domanda, lecita e giusta, ossia “Quanto di questo calo è legato alla cattiva informazione sul suo valore, [….], sul metodo di produzione? Il paradosso […] è che il vino [….] viene presentato come prodotto del tutto naturale, il suo legame con il territorio viene ritenuto spontaneo, e gli eventuali difetti presentati come caratteri virtuosi e distintivi”.
Fermi tutti, qui torniamo alle solite frasi di ogni detrattore del Vino Naturale, che francamente non vale nemmeno più la pena di controbattere.
Ripetere che un Vino Naturale non è fatto spremendo l’uva ed aspettando che venga fuori il vino è come voler spiegare che l’acqua sia bagnata o che la ruota sia tonda.

Mi piacerebbe che a Cotarella rispondesse qualche produttore di Vini Naturali, o che magari fosse venuto, ad esempio, a Vini di Vignaioli la scorsa settimana a Milano, piena di gente ad assaggiare, con i produttori presenti ai loro banchi e con la totale assenza di vini difettati o puzzolenti.

Nel paragrafo successivo viene spiegato che ormai l’enologo non solo produce il vino (!!!!) ma lo vende, lo promuove, lo racconta, lo difende.
Si occupa di tecnologia, in cantina e anche in vigneto, di mercato e, appunto, anche di comunicazione“.
Tutto bello, molto figo.
In tutto questo articolo manca una figura, una figura fondamentale.
Manca la figura del vignaiolo.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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