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2 dicembre, 2010

Cronache milanesi

Come vi avevo detto già, domenica scorsa sono stato a Milano alla manifestazione SemplicementeUva, una tre giorni dedicata al vino [cosiddetto] naturale, ripetendo il sottotitolo della rassegna.

Ben organizzata, per quel che ho potuto vedere io, gli spazi espositivi non affollati ed un’ottima cantina dove acquistare direttamente i vini degustati. L’utilizzo dei QRCode, inoltre, rendeva molto 2.0 l’acquisto dei vini: fotografando il codice bidimensionale e presentandosi poi in cassa si velocizzava molto il passaggio, un sistema sicuramente comodo per volumi di vendita consistenti.

Sono stato inoltre particolarmente contento, in quanto sommelier AIS,  di vedere l’apporto che la sezione AIS Lombardia ha dato alla manifestazione, segno che non è vero che l’AIS sia necessariamente orientata solo verso i vini ‘ufficiali’, le etichette blasonate e basta. Al contrario dimostra, se pur ce ne fosse bisogno, che l’AIS guarda sempre con favore e curiosità al buon vino; poi certamente c’è chi dice che il buon vino è solo quello naturale (io sono uno tra questi) e chi invece parla solo delle puzzette e decanta le doti della moderna tecnologia. Ma il mondo è bello perché vario ed ogni opinione, se espressa con il dovuto garbo, ha diritto di cittadinanza, sempre che sia una opinione ponderata e non solo l’espressione di qualche produttore di riferimento. Ma basta così, torniamo alla rassegna.

Il posto è piuttosto accogliente, ben collegato con la metropolitana (la stazione ‘verde’ di Lambrate è a due passi), anche se per strada non ho visto molti cartelli che pubblicizzavano la manifestazione: ho chiesto a due ragazzi se sapessero dove fosse la strada, ma non sapevano assolutamente di questa rassegna che si svolgeva a due passi da casa loro. Magari qualche indicazione in più nei pressi della location la prossima volta non sarebbe male.

Veloci le procedure di accredito, un cartellino con su scritto Operatore, o Visitatore, a seconda del titolo di ingresso, legato con uno spago sottile sottile da mettere al collo: un nastrino di stoffa con il logo della manifestazione sarebbe stato più carino e considerando che l’ingresso per Operatori era di 20€ e quello per Visitatori di 30€ forse un gadget di questo genere poteva anche starci.

Giusta la caparra dei 5€ per il bel bicchiere da degustazione che ho volentieri regalato alla mia amica Alessandra.

Essendo arrivato alle 13 direttamente da Roma la prima cosa che ho voluto fare è stata mangiare.

Era stato allestito uno spazio (l’Osteria) per poter mangiare, tavolate miste utili per fare amicizia durante il pasto, bicchieri di buon vino presi a qualche stand, prezzi in linea con Milano.

Personalmente mi sono trovato al tavolo con un distributore di Cesenatico, un cuoco di Bologna e due ragazzi di Novara, ognuno a parlare del cibo e del vino della propria regione.

Un ottimo inizio.

Forse si poteva fare uno sforzo per far pagare i piatti uno o due euro in meno, ma insomma non lamentiamoci troppo.

Finito di mangiare, inizia il giro per salutare gli amici, produttori, distributori, la ciurma di Porthos quasi al completo, ed iniziare ad orientarsi tra gli stand.

Nel prossimo post, la cronaca della fantastica degustazione di Chateau Musar.

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