Da Brad Pitt a Kylie Minogue, ossia i Celebrity Wines

Da Brad Pitt a Kylie Minogue, ossia i Celebrity Wines

Sarà che viviamo tutti dentro qualche bolla, ma nelle ultime settimane non ho fatto altro che leggere notizie sui Celebrity Wines, vini lanciati, prodotti o sponsorizzati dai VIP di musica e cinema.

Già qui in Italia ne abbiamo alcuni esempi, da Al Bano a Sting (mi si perdoni l’abbinamento esoterico), ma ormai sono diventati produttori storici, e non fanno o quasi notizia.

Ma se vogliamo, qui c’è un elenco (non lo aggiornerò di continuo, non ci riuscirei) dei personaggi dello star system che nelle scorse settimane hanno fatto parlare di se sull’argomento vino. Non tutti loro producono realmente i loro vini, ma prestano il loro nome e la notorietà.

In genere hanno una propria linea commerciale di vendita, visto che il brand è il loro, e questo significa che i consumatori sono più interessati al marchio e all’appeal del marketing che non alle note di degustazione.

Star system e vino, buon abbinamento

Cameron Diaz è stata la prima di questa lista, quando il mese scorso ha lanciato la sua linea di clean wines, ossia vini puliti. Naturalmente, qualunque cosa voglia dire, le critiche ci sono state da più parti; una operazione di marketing abbastanza chiara, direi clean. Uve che arrivano da Spagna e Francia e poi assemblate per produrre le bottiglie.

Kylie Minogue ha lanciato la sua seconda linea di vini, un rosé di Provenza chiamato The Collection, acquistabile esclusivamente dal suo sito web. La prima serie di etichette, The Signature lanciata un paio di mesi fa, ha avuto un buon successo. Tre vini, un rosé, un rosso ed un bianco venduti anche sul sito di Tesco UK.

Continuiamo la carrellata di celebrity wines con una coppia celebre, Brad Pitt e Angiolina Jolie. Nonostante siano separati dal 2019, il brand costituito dalla loro coppia continua a far vendere. Sono insieme proprietari di Chateau Miraval in Provenza, da cui hanno prodotto delle bollicine che loro chiamano Champagne, anche se non si potrebbe. Però i coproprietari della tenuta sono anche produttori nella regione di Champagne, ed oltre tutto è uno Champagne rosé, che fino ad ora non esisteva. Comunque sia, la bottiglia verrà immessa nel mercato a metà ottobre ad un prezzo che dovrebbe essere di 140$.

Rosé, Champagne e Prosecco, i più amati dalle star

Di certo lo Champagne ed il rosé sono due tipologie di vino che vanno molto bene, per quel che riguarda le vendite. Soprattutto sono due vini che si adattano perfettamente al mondo delle celebrità dello spettacolo. Sarà per questo motivo che anche Idris Elba ha iniziato a produrre vini di entrambi i tipi. Il rosé di Provenza, tipico blend di Grenache e Cinsault,  è prodotto da Chateau Sainte Marguerit; lo Champagne sarà un blanc de blanc prodotto da Questa non è una vera e propria cantina vinicola, quanto una scuola di vinicoltura legata all’Università di Reims.

Anche uno dei vini italiani più bevuti in UK si è unito ad un volto noto della moda e del cinema. La cantina si trova a Valdobbiadene ed è proprietà della famiglia Biasiotto. Stiamo quindi parlando di Prosecco e di Cara Dellevingne, che ha visto un’ottima occasione per entrare nel mondo del vino.

La modella, insieme alle due sorelle Poppy e Chloe, ha stretto una partnership con i Biasiotto per produrre la linea Della Vite, che comprende un Prosecco Superiore DOCG ed un Treviso Prosecco DOC.

Mercato e prodotto entrambi importanti

La lista dei Celebrity Wines non si esaurisce qui; Snoop Dogg con il suo gin al sapore di fragola, Antonio Banderas con il Ribeira oppure James Cameron che ha acquistato un’azienda vinicola in Canada. 

Ma come dicevo all’inizio, negli ultimi due mesi questa moda sembra si sia consolidata e accelerata. I consumatori sono attratti molto più dal packaging e dal marketing, che non dalle analisi organolettiche, e questo è quel che accade per ogni altro prodotto. Sul vino in lattina ad esempio potete leggere questo mio post

Perché per il vino dovrebbe essere diverso? La bravura nella produzione di vino di noi Italiani, e a seguire i Francesi, forse ci ha fatto perdere di vista il punto fondamentale, ossia il mercato e le vendite. Fare un buon vino e non saperlo vendere non è una scelta molto furba, in un mercato globale dove prima o poi i concorrenti saranno Australia, Regno Unito e Canada.

 

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