Degustazioni ViniVeri Cerea 2015 – Number 2

Seconda parte delle degustazioni da Vini Veri 2015 a Cerea.

Note di degustazione

 

Campi di FonterenzaCampi di Fonterenza

Rosa IGT Toscana Intenso, floreale e delicato profumo di ciliegia e lampone. Fresco, da abbinare ad antipasti a base di pesce, carni bianche.

Pettirosso 2011 IGT Toscana – Mirtillo e ribes, un accenno di alloro. Il calore alcolico e la sua acidità fresca lo rendono davvero bevibile in ogni momento, soprattutto direi con formaggi semi-stagionati, anatra, coniglio in umido.

Rosso di Montalcino 2012 – Grande e giovane, questo Rosso, un altro dei buoni bicchieri dei miei assaggi qui a Cerea.

Fresca frutta rossa, susine e prugne, cenni più scuri di caffè e cuoio. Calore alcolico e freschezza come nota distintiva della cantina, lo rendono un gran vino da abbinare a cacciagione condita con erbe aromatiche.

Brunello di Montalcino 2010 – Una fiera e la necessaria velocità di degustazione non rendono giustizia alla degustazione di questa annata di cui si parla molto. Sicuramente il Brunello 2010 di Fonterenza ha una complessa struttura, dai profumi profondi ma sempre con una nota fresca di foglia aromatica, l’alloro rende bene l’idea. Al palato la freschezza lo rende bevibile senza pensieri, godibile soprattutto se accompagnato con formaggi stagionati o cacciagione.


Serafino Rivella

Dolcetto d’Alba 2013 – Naso pulitissimo di piccoli frutti rossi, evidentissimi ed una freschezza indiscutibile.

Barbaresco 2010 – Ha ancora la freschezza della gioventù, viola fresca e succo di prugna, buona acidità e tannini da domare

Barbaresco 2009 – Si vede la maturità che questo vino sta raggiungendo, profumi meno intensi del 2010 che hanno bisogno di più tempo per svelarsi, e quando lo fanno rivelano le note caratteristiche del nebbiolo. In bocca l’equilibrio ancora non è raggiunto, ma ha la potenzialità di una grande annata


PraesidiumPraesidium

Cerasuolo 2014 – La freschezza del cerasuolo è indiscutibile, quello di Ottaviano Pasquale è eccezionale, esplodente. Molto giovane ancora, imbottigliato da poco, è da assaggiare con più calma e con più tempo in bottiglia.

Montepulciano d’Abruzzo 2010 – Potenza è la parola, ben tenuta a bada dalla capacità di Ottaviano di interpretare questo vitigno. Al naso porta in modo evidente il melograno e la susina, con evidenze di profumi vegetali. Anche alla bocca dimostra la sua potenza in ogni caratteristica, dalla morbidezza alla freschezza, l’equilibrio lo conquisterà tra qualche mese nella stagione più calda.

Montepulciano d’Abruzzo 2009 – Qui troviamo un vino ordinato, pulitissimo nei profumi di frutta rossa matura e lievemente speziati, profondità sottolineata dal cuoio e dal pellame, tutto ripeto molto pulito. In bocca le sensazioni sono ben divise, la freschezza fa da contraltare ai tannini perfetti.

Montepulciano d’Abruzzo 2003 – Profondità di questo vino, in evidenza una pastiglia di liquirizia dolce e confettura di mora. Uno spettacolo al palato, morbidezza avvolgente che consente ai tannini di fare il proprio lavoro senza alcun disturbo, agevolati da una freschezza raramente trovata in un 2003

Montepulciano d’Abruzzo 2002 – Stiamo parlando di un vino di 13 anni fa, che merita un assaggio più tranquillo rispetto ad una degustazione ‘à la volée’; anche qui è evidente la radice di liquirizia e lo sciroppo di mora. Al palato i tannini stanno quasi prendendo il sopravvento sulla morbidezza, ma continua ad avere dalla sua l’acidità che sorregge il tutto.


I MandorliI Mandorli

Vigna alla Sughera 2011 Sangiovese – Profuma di susina e pesca rossa, erbaceo. lievemente speziato. Al palato risaltano le sensazioni più fresche, una sapidità finale quasi adorabile.

Vigna al Mare 2012 Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc – Qui si sente la macchia mediterranea, il tratto caratteristico del vino de I Mandorli. Fiori rossi recisi, prugna, pepe rosso, il naso anche in una veloce degustazione ha una complessità davvero unica. In bocca risalta la sua complessità mediata da una bella freschezza che lo rende eccezionalmente bevibile.

 

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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