Di Beaujolais noveau ed altro da Enoteca Bulzoni

Beaujolais noveau di Raphael Champier

Venerdì ho trascorso una piacevole ed interessante serata da Bulzoni, organizzata dal mio amico Jeff Lanet, fotografo di moda, importatore di vini francesi ed italiani, organizzatore di eventi.

L’evento in questione, trattandosi di una enoteca, non poteva essere che una degustazione, in particolare del Beaujolais en primeur di Raphael Champier.

Se devo essere sincero non sono un grande amante dei vini novelli, né francesi né italiani; li trovo un facile strumento di marketing per cercare di far parlare di se.

Devo invece dire che il vino di Raphael non mi è dispiaciuto; avevo già bevuto, in altre degustazioni, i suoi vini, prodotti in modo naturale con attenzione in vigna e pochi o nessun trattamento in cantina, ben fatti e gradevoli. Non vini dunque da grandi occasioni, che in verità capitano non spesso, ma da giornata della festa, quando si ha semplicemente voglia di godersi un buon bicchiere di vino.

In particolare il suo Beaujolais noveau si presenta di un colore molto intenso, quasi inchiostrato, ed al naso non ha solo i soliti profumi freschi di questa tipologia di vini, ma tende ad avere aromi che lo fanno assomigliare ad un vino più invecchiato, frutta rossa si ma molto matura, ed un vago sentore dolce che è l’unico segno di trovarsi di fronte ad un primeur.

All’assaggio mostra tratti naturalmente scomposti, sebbene non sgradevoli, alcolico e con tannini non addomesticati dal procedimento di fabbricazione.

Un Beaujolais noveau certo differente da altri di questo tipo che avevo già bevuto, sebbene come scrivevo poco sopra, non sia particolarmente amante di queste tipologie. E’ pur vero che il noveau francese non ha nulla, ma proprio nulla, da spartire con il novello italiano che, mi spiace dirlo, è sempre più spesso un miscuglio di vini invenduti negli anni precedenti mascherati e resi più nuovi con l’aiuto dell’anidride carbonica.

Questo di Raphael Champier è un vino da accompagnamento, un vino cioè che non va bevuto da solo ma ad esempio con del formaggio di breve stagionatura, o qualche fetta di salame.

Mentre aspettavo che arrivasse Raphael, che ci avrebbe dato alcune informazioni sul territorio delle sue vigne e di come viene fatto il noveau, seduto al banco a gustarmi il mio Beaujolais, ho avuto

Primeur di Domain Maby

l’occasione di assaggiare anche un altro vino en primeur, gentilmente offerto da un avventore conosciuto al momento, Ettore Scarlino. Ne aveva portata una sola bottiglia da assaggiare insieme ad un altro suo amico, ma visto che mi trovavo proprio lì accanto ho potuto approfittare dell’assaggio.

Anche questo un noveau, ma della Còte du Rhone, Grenache noir e 30% di Cinsault, di carattere completamente differente dal primo.

Leggero, fresco e riposante, profumi di fragoline e ciliege ancora sull’albero, il Primeur di Domain Maby è stata una simpatica scoperta, un vino che non conoscevo e che non credo sia così semplice trovare da queste parti.

Nel frattempo iniziano ad arrivare altre persone, in tempo per ascoltare anche le spiegazioni di un altro produttore naturale, grande amico di Raphael , e cioè Jerome Bourgeois Diaz con i suoi due petillant, un rosè ed un bianco.

Vini della regione di Champagne, fatti nello stesso modo dello champagne, anche questi due sono vini naturali, pochi solfiti, lieviti non selezionati ma naturali, attento lavoro in vigna ed in cantina senza aiutarsi con prodotti chimici, solo zolfo e rame, con parsimonia, sulle viti.

Sia il rosé che il bianco sono vini che presentano una naturale acidità, bollicine morbide anche se non eccessivamente fini, ed una ottima persistenza. Il bianco risulta più profumato del rosè, con note erbacee e di paglia appena tagliata che lo rendono il mio preferito tra i due.

Lo Champagne di Jerome Bourgeois Diaz

Il rosè è molto varietale, i profumi di pane in lievitazione coperti da quelli di frutti di bosco appena colti, con una bella freschezza e discreta mineralità.

In definitiva, dunque, una serata molto interessante, allietata anche dagli ottimi piatti di degustazione che servivano per accompagnare il vino, a prezzi tutto sommato accettabili e porzioni decenti e adatte per almeno un paio di calici da degustazione.

Devo così ringraziare, oltre ai produttori Raphael Champier e Jerome Bourgeois Diaz, la capacità di Jeff Lanet di organizzare un evento come questo all’interno di una prestigiosa enoteca come Bulzoni, specialista ormai dei vini naturali e selezionatore attento di etichette di alta qualità.

Potete contattare Jeff per qualunque domanda sull’importazione di questi vini, o direttamente me che girerò a lui le vostre richieste.

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1 thought on “Di Beaujolais noveau ed altro da Enoteca Bulzoni

  1. Buonasera,sono un privato,cortesemente e’ possibile sapere la disponibilita’ e prezzo del beaujolais di champier?grazie.Saluti D

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