Enoteca Divinis bar à vins: Gli altri bianchi di Borgogna

La seconda serata di assaggi al Divinis, martedì 25 settembre.

L’introduzione e le note di degustazione sono di Maurizio Landi, proprietario dell’Enoteca Divinis di Bologna.

L’altra uva bianca della Borgogna.

La controparte inferiore, come da sempre viene considerata nella Côte d’Or dove è stata sostituita con le varietà più nobili Chardonnay e Pinot Noir, quando non relegata ai vigneti più alti o a quelli più bassi di pianura, dove produce vini leggeri e di pronta maturazione, adatti a essere mescolati al liquore di mirtilli per il kir.

Ma nel paese di Bouzeron l’Aligoté vanta una propria denominazione, che fa scendere la resa massima da 60 a 45 hl e dona vini più energici.  Ha piante vigorose, con legno duro e pelle della buccia spessa, che se non giunge a corretta maturazione tende a trasmettere al vino una rugosità piuttosto rustica.

Inoltre, le foglie della piante sono di grandi dimensioni e se lasciate libere di crescere impediscono un’adeguata ventilazione dei grappoli, con conseguenti problemi di maturazione e di muffe.

Il fascino dell’Aligoté consiste nella sua immediatezza selvatica, e anche gli esemplari più prestigiosi non sfuggono a questa prospettiva.

Qui risiede il loro pregio!

Un vino che ha la capacità di adattarsi alla tavola in modo perfetto, certo non aristocratico, ma non si può bere Chardonnay tutti i giorni!

Bourgogne Aligoté Traditionnel 2009

Henri Naudin-Ferrand ~ Nuits-Saint-Georges, Bourgogne Aligoté A.O.C.

La famiglia Naudin possiede una storia e una tradizione viticola che risale al ‘500. Dal 1994 è Claire a reggerne le sorti. Il lavoro delle vigne è particolarmente attento ai dettagli e si sta avvicinando a un trattamento biologico del terreno. La vinificazione è fatta con lieviti indigeni e l’utilizzo dell’anidride solforosa è ridotto al minimo, a vantaggio della naturale presenza di anidride carbonica. Da questo vino, tuttavia, ci viene una piccola delusione. Semplice, oltre i presupposti, appare decisamente costruito. Quasi banale nella struttura e anche nella componente aromatica, decisamente artefatta. Purtroppo, un vino trascurabile.

Bouzeron Aligoté 2009

Aubert et Pamela De Villaine ~ Bouzeron, Bouzeron A.O.C.

Noti per la sua posizione di cogerente del Domaine de la Romanée-Conti, Aubert acquisisce il Domaine a Bouzéron nel 1971, privilegiando i vigneti in pendio, con densità molto elevate, fino a 12000 piante per ettaro. Questa operazione ha portato al riconoscimento della denominazione Bouzéron Aligoté nel 1997. Un lavoro attento nella selezione in vigna – l’azienda è biologica certificata e sta applicando la biodinamica – e in cantina, con vinificazioni in botti da 20/25 hl e un uso ridottissimo dell’anidride solforosa. Di tutt’altra stoffa, rispetto al precedente, questo Bouzéron: un vino vero! Discreto, lungo e affascinante. Un vino che non ti stancheresti mai di bere, perché espressivo e autentico.

Bourgogne Aligoté 2009

Emmanuel Rouget ~ Flagey-Échézeaux, Bourgogne Aligoté A.O.C.

Nipote di Henri Jayer, è l’erede materiale e spirituale del grande innovatore della Borgogna vinicola. Dotato di notevole sensibilità in cantina, Rouget è considerato uno dei vinificatori più attenti del panorama attuale. Di stampo estremamente classico, i suoi vini subiscono una lavorazione attentissima e minimale e vengono imbottigliati senza filtrazione. Altrettanto forte e autentico il suo Aligoté, anche se un po’ scoordinato. Turba in modo evidente una nota di volatile, che fatica a lasciare il passo nonostante il tempo di permanenza nel bicchiere. Ma per il resto, un vino davvero interessante e coinvolgente.

Bourgogne Aligoté 2009

Domaine Leroy ~ Vosne-Romanée, Bourgogne Aligoté A.O.C.

Lalou, soprannominata Madame Pinot, è considerata una degustatrice di assoluta sensibilità e una viticoltrice visionaria. È stata una delle prime ad applicare la biodinamica nelle sue vigne, in concomitanza con un’attenzione spasmodica alle rese per apportare ai vini la giusta concentrazione aromatica e strutturale. C’è chi sostiene che sia pazza, ma quello che si percepisce quando si ha la fortuna di assaggiare uno dei suoi vini è un concentrato di vita e di emozioni. Ovviamente, ogni cosa ha il suo prezzo… Il suo Aligoté è appena un po’ sotto tono. Legno un po’ evidente e uno sviluppo morbido e suadente, sembrano imbrigliare questo vino dai tratti rustici in una signorilità che non gli compete. È vero che i vini di Leroy hanno bisogno di tempo, ma a questi prezzi mi aspetterei qualcosa in più anche nella loro fase iniziale.

Bourgogne Aligoté 2008

Coche-Dury ~ Meursault (F) Bourgogne Aligoté A.O.C.

Chi ha avuto la fortuna di assaggiare un vino di Jean-François Coche-Dury non lo dimentica più. Attenzione in vigna, vinificazione che prevede una possente pressatura con un torchio tradizionale che estrae tutte la ricchezza degli acini. Segue una lenta e lunga maturazione sulle fecce, per consolidare la struttura del vino, arricchirlo nel suo patrimonio aromatico e rafforzarlo nella sua tenuta. Di quei vini che allargano gli orizzonti. L’Aligoté è rugoso, aspro, che impressiona, un vino indimenticabile. Non sono prodotti facili quelli di Coche-Dury, spesso con un’acidità e una tannicità che non rendono agevole l’approccio. Ma la profondità e la ricchezza che esprimono è veramente fuori dal comune.

Morey-Saint-Denis 1er cru Clos des Monts Luisants Monopole Vieilles Vignes 2007

Domaine Ponsot ~ Morey-Saint-Denis (F) Morey-Saint-Denis 1er cru A.O.C.

La filosofia di vinificazione è particolarmente attenta al rispetto della vigna. La maturazione è lunga, circa ventiquattro  mesi, e non vengono effettuate filtrazioni. I vini vengono messi in bottiglia senza l’aggiunta di anidride solforosa. Il controllo dell’ossidazione in momenti delicati come l’imbottigliamento è effettuato attraverso l’utilizzo di azoto e anidride carbonica. La vigna del Clos des Monts Luisants è stata piantata nel 1911, ha una densità di 12000 piante per ettaro con sistema ad alberello. Il primo imbottigliamento risale al 1934. Il suo Aligoté è appena una piccola delusione, ma forse dire così è eccessivo: venire dopo Coche-Dury è veramente complicato! Lo stile aziendale sembra prevalere sul vino, ma quello che davvero manca è un po’ di slancio, un po’ di freschezza. L’azienda dichiara una vita presumibile per questo vino di anche cinquant’anni: peccato di gioventù?

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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