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4 febbraio, 2012

Domaine Bart Marsannay 2007 Les Grand Vignes

Domain Bart è situato  nella Côte de Nuits, la culla dei gran cru di Borgogna dove risiedono,  per fare qualche  nome ,Gevrey, Chambolle e Vosne.

La  Côte de Nuits si stende da Marsannay, nei pressi di Digione, fino a Nuits-Saint-Georges, ed è sicuramente la patria dei migliori Pinot Noir in circolazione. Bisognerebbe scrivere un trattato, piuttosto che un singolo articolo, sulla storia della Borgogna e delle sue suddivisioni enologiche.

Basti dire che nel territorio di sei città esistono ben 24 etichette di Grand Cru.

Per rimanere nella Côte de Nuits, possiamo dire che il suo terreno profondamente calcareo e l’esposizione tipicamente a est e sud-est delle vigne a 250-300 mt slm, sono la vera ricchezza dei vini presenti, Pinot Noir su tutti.

La Côte de Nuits è probabilmente la regione più a nord dove vengano prodotti vini rossi di qualità, ed è proprio il suo clima a determinare, anno per anno, la differenza tra le varie vendemmie.

Il suolo poi spesso è diverso da comune a comune, e possiamo trovare vaste aree di terreno calcareo inframmezzate da zone dove è presente un’alta concentrazione di marna, una roccia di origine sedimentaria in parte argillosa ed in parte carbonacea, lascito dell’antico mare interno che più o meno 150 milioni di anni fa ricopriva la Borgogna.

I produttori della  Côte de Nuit rispettano le differenze annuali di clima e quelle geografiche del sottosuolo con un disciplinare che prevede un’alta densità di ceppi, fino anche a 10mila piante per ettaro, a fronte di una produttività da disciplinare che non deve superare i 40 ettolitri per ettaro, dunque non più di 60 quintali per ettaro di vigna.

Gli impianti sono generalmente a Guyot o, meno utilizzato, a cordone speronato, e la vendemmia viene effettuata a mano, con molta attenzione alla sanità di ogni grappolo; viene poi il momento della pressatura, ed anche qui le differenze tra produttore e produttore si fanno sentire.

La Borgogna infatti, a differenza di Bordeaux, è composta da molteplici piccoli vitigni, ed un vignaiolo può arrivare a possedere non più di pochi filari di viti.

Così i produttori maggiori potranno produrre i propri vini da un unico vitigno, mentre i più piccoli dovranno consociarsi tra di loro o decidere di vendere le proprie uve ad un produttore (il ‘negociant’) che selezionerà quelle simili tra loro per poterle poi vinificare insieme, producendo dunque due o tre etichette diverse.

E’ ancora usato il metodo di vinificare le uve, in rosso, lasciando il raspo a macerare per breve tempo insieme alle bucce a contatto con il mosto. Questo comporta una maggiore estrazione di tannini che però rischiano di essere troppo verdi e legnosi; è dunque necesaria la massima attenzione durante l’uso di questo metodo.

La fermentazione malolattica viene lasciata compiere dall’evoluzione della temperatura ambientale, non indotta quindi, ed il vino viene lasciato riposare almeno 18 mesi nelle classiche barriques borgognone da 228 litri, poco più grandi quindi di quelle bordolesi da 225 litri, cosa che qui ha senso e tradizione.

Il Pinot Noir, dunque, è un vino che non assomiglia mai ad un altro, di anno in anno e di ettaro in ettaro, ed è questo che lo rende grande come vitigno ed enorme la Borgogna come zona vinicola.

Marsannay è conosciuta anche per i suoi Pinot Noir rosé, e vi si produce anche una buona parte di Chardonnay come AOC Marsannay blanc.

Il Marsannay 2007 Les Grandes Vignes del Domaine Bart è una AOC Côte de Nuit Villages, una sottozona della Côte de Nuit che comprende i piccoli borghi di Fixin e Brochon a nord, Comblanchien, Corgoloin e Prissey a sud, e vicina ai grandi cru di Marsannay come Saint-Jacuqes e Clos de Jeu.

L’uva viene vendemmiata manualmente, selezionando attentamente le uve, viene fatta una macerazione a freddo preliminare, poi subisce una pressatura soffice; la fermentazione avviene con il controllo della temperatura e rimontaggi manuali due volte al giorno. Matura in tini di legno di cui il 20% nuovi ed una macerazione sulle proprie bucce per 6 mesi per un totale di 15 mesi.

Nel bicchiere appare rosso violaceo, trasparente; al naso spiccano i sentori di geranio e spezie, marasca sotto spirito e frutta rossa matura, poi segue un profumo di cuoio e di pelle.

Al gusto ha un’ingresso morbido, che prepara la lingua alla buona acidità che ha sostenuto il vino durante gli anni trascorsi dalla vendemmia, una mineralità appena accentuata ma nitida, tannini leggeri ed in generale un buon corpo.

Una buona persistenza accompagna poi la bevuta, lasciando qualche traccia di sapidità che si sente maggiormente dopo la deglutizione.

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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