Drinkin’ Wine Spidie-Odie

Drinkin’ Wine Spidie-Odie

'Champion' Jack DupreeCosa sia il blues, potrei impiegarci un mese intero a dirvelo e non riuscirei a farmi capire. Però se ascoltaste 12 battute di blues, comprendereste subito.

Il blues, Everyday I Have the Blues, My Blues and You, I Got the Blues: il blues bisogna ascoltarlo e viverlo e, se avete la fortuna come me di poterlo suonare, anche meglio.

Bene, dovreste veramente ascoltare gente del calibro di B.B.King, ad esempio, di John Lee Hooker, di Thelonius Monk in Blue Monk, John Mayall, Eric Clapton, giusto per dirne qualcuno, per rendervi conto delle variazioni che si possono creare; oppure per l’ennesima volta riguardatevi The Blues Brothers ed ascoltate Ray Charles nell’intro di Shake the Tail Feather.

Mettetevi comodi ad ascoltare Clapton e B.B.King che prendono la Key to the Highway, poi ditemi se non vi vien voglia di prender su una borsa, metterci dentro qualcosa ed andar via, in qualche ovunque.

Ascoltate Elvis Presley che canta Jailhouse Rock ed esclamate: “diamine, ma questo è un blues!”

E poi ascoltate anche ‘Champion’ Jack Dupree e la sua ‘Drinkin’  Wine Spidie-Odie’, ed alla fine riascoltatela nuovamente e poi ancora una volta. Ditemi se siete capaci di star fermi, di non battere il piede, un dito, shake your head.

Jack Dupree, classe 1910 probabilmente, ha vissuto l’infanzia alla scuola per orfani di New Orleans, la stessa di Louis Armstrong; si sudava i soldi come cuoco in un ristorante e pianista nei bordelli e nei bar a luci rosse, dove man mano affinava la sua tecnica ed ebbe modo di veder suonare altri pianisti famosi, come Big Fat Charlie e Kid Stormy Weather.

Da New Orleans si sposta a Chicago, negli anni ’30, dove però non si trova molto bene e suona poco, impegnato soprattutto a vendere whisky clandestino; decide allora di spostarsi a Detroit e poi a Indianapolis, dove incontra Joe Louis che lo convince a diventare un boxer. Diventerà campione dei pesi leggeri dell’Indiana e vincitore dei Golden Gloves, e da qui il suo soprannome ‘Champion Jack’.

Fu però dopo la guerra che Champion Jack Dupree iniziò ad avere successo, incontrando un ambiente favorevole a New York ed iniziando a registrare per la Savoy e la King, ma  continuando sempre a fare il cuoco.

Di Dupree si possono ricordare alcuni brani piuttosto famosi, almeno negli anni ’50, come Walking the Blues che vi consiglio vivamente o Blues From the Gutter, del ’58.

Non era un pianista molto tecnico, ma univa il suono del suo pianoforte a quello della sua voce, un vero blues singer, creando un effetto molto particolare.

Se fosse un vino diremmo che è di eccellente bevibilità, il suo canto a volte acido ma che pian piano si addolcisce me lo fa associare al Frappato 2008 di Arianna Occhipinti, bevuto in due occasioni a distanza di qualche mese.

Come la musica di Dupree, è necessario un po’ di tempo per farci superare la semplice piacevolezza e scoprire la mineralità siciliana di questo vino insieme a sua freschezza, esuberante alla prima bevuta, più equilibrata la seconda volta. Un passo iniziale verso i vini più complessi e maturi di Occhipinti, così come Champion Jack ha saputo evolversi dal blues imparato da bambino nei bar di New Orleans a quelli più complessi degli anni ’50, suonando ad esempio come Big Bill Broonzy prima e Fats Domino poi.

Cantate “Drinkin’ Wine spidie-odie” insieme a Champion Jack, e forza, ‘pass that bottle to me’!

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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2 pensieri riguardo “Drinkin’ Wine Spidie-Odie

  1. Non solo il suo Frappato, ma anche Arianna Occhipinti ce la vedo come “blues lady”. L’accoppiamento, dunque, non è per niente strampalato.

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