Due trentini ed un siciliano

Ho avuto modo di assaggiare, o riassaggiare, tre vini ben diversi tra loro, a partire dal territorio per finire alla vinificazione.
L’occasione è stata una piacevole serata all’Enoteca Trucchi di Roma, un modo di stare insieme con una piacevole compagnia, più che una degustazione vera e propria.
In effetti Miriam Bruera ha provato a catturare la nostra attenzione parlandoci sia dei produttori che dei vitigni, ma ha deciso quasi subito di virare da una esposizione accademica ad una più amichevole, cosa che tutti hanno apprezzato.
Di vini si può parlare in molti modi, ma alla fine forse ci si dimentica che il vino è soprattutto bevanda per stare in compagnia, che stimola moderatamente la loquacità e predispone lo spirito ad uno stato di serenità.
E questo è stato il giusto modo per proporre la serata di conoscenza dei tre vini assaggiati, leggero e non didascalico.
L’organizzazione di Stefania Trucchi poi ha completato il tutto, regalandoci due ore allegre ed al contempo interessanti soprattutto per la scelta dei vini.
Il primo è il Riflesso Rosa 2011 di Eugenio Rosi, servito come aperitivo ad una giusta temperatura.
Come dice il nome, abbiamo qui un Cabernet Sauvignon vinificato in rosato, dove i profumi di frutta a bacca rossa, la rosa, un rabarbaro morbido, sono molto leggeri e quasi evanescenti, ritornano e svaniscono nuovamente.
In bocca risulta di buona freschezza e astringenza quasi assente, con una buona corrispondenza con l’olfattiva.
Il secondo vino è il Laeneo 2011 di Tenuta di Fessina, nerello cappuccio in purezza, solo acciaio.

Un colore rosso intenso con sfumature porporate accoglie la vista, mentre al naso, insieme alla fra

golina ed alla mora, alla viola ed alla rosa rossa, si riconoscono aromi balsamici di borotalco.

Salino, minerale in bocca, freschezza acida che si somma alla sapidità, il corpo alcolico che tende ad accompagnare le parti più minerali del vino, lasciando il palato equilibrato. Di bevibilità immediata, ma con ottime potenzialità se lo si sa attendere ancora un paio di anni.

La terza etichetta è ancora del Trentino, il Poiema 2009 di Eugenio Rosi, marzemino in purezza, e qui andiamo su grandi livelli.
Di colore rubino concentrato con sfumature violacee, al naso ci regala ribes nero e mora, accompagnate da aromi vegetali molto interessanti, bosso e viola.
Rispetto al 2008 che avevo già assaggiato sembra avere più morbidezza, con i tannini meno irruenti che lasciano emergere una bella freschezza, che questa volta il tenore alcolico non nasconde.
Il finale è profumato ed importante, la parte vegetale si rende più interessante ed invita a riempire nuovamente il bicchiere.

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4 Comments Add yours

  1. stefania ha detto:

    Questo articolo spiega perfettamente lo spirito di un serata resa piacevole non solo dal vino ma anche dalla compagnia unita dalla cultura per il vino , la sua passione e il desiderio di condividerla gioiosamente. Complimenti Rolando!

    1. Wine Roland ha detto:

      si, Stefania, il vino non è solo tecnica di degustazione, anzi. E’ soprattutto stare con una buona compagnia, naturalmente bevendo altrettanto buon vino.
      Grazie del tuo passaggio sulle Storie.

  2. silvia maestrelli ha detto:

    Grazie infinite, onorati di aver contributo, con il nostro Laeneo, ad allietare la vostra bella serata! http://www.cuntu.it/?p=4431

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