Ein Prosit 2014 – Intro


Ein PrositMi piace Ein Prosit perché Malborghetto è un luogo fuori dal comune: incontro di tre testi di cultura più che incrocio di tre frontiere, dove ogni parte si apre alle altre due e le comprende, ne parla almeno un poco le lingue, ne assorbe gli usi e i costumi.

Mi piace perché il servizio d’ordine premette l’educazione al piglio da servizio d’ordine.

Mi piace perché è bello il solco verde della Val Canale tra Pontebba e Coccau. E perché è bella la sede, il Palazzo Veneziano; il quale lascia con superiore, rinascimentale noncuranza che il suo loggiato, in occasione della manifestazione, venga adattato a una congerie di cucine, spezierie ed erbari, mescite, pasticcerie e salumerie. E fa sentire tutte queste, come i loro avventori, al posto giusto.

PontebbaMi piace perché è un luogo di vino e di storia. E anche chi vi giungesse solo per il primo, non riuscirebbe ad astrarsi dalla seconda.

Mi piace per la scollatura d’altri tempi, di taglio bavarese, della signora che gestisce con uguale sicurezza il bar nelle vicinanze del palazzo e le scollature d’altri tempi. Profonde e serie, come il suo contegno. Per giunta, prepara anche un buon caffè.

Mi piace perché c’è Casa Oberrichter, che è una dimora assai particolare: come in ogni casa ordinaria vi si può dormire e mangiare, e in verità si mangia assai bene. Ma la famiglia è di artigiani e artisti, e gli allestimenti sono frutto dell’estro e del talento loro. Potere delle preposizioni: questa famiglia ha il potere di offrire un soggiorno di favola, più che da favola. Per giunta, c’è anche un giradischi col quale ascoltare musica da vecchi vinili.

Ciò premesso, di Ein Prosit mi piacciono le degustazioni e gli incontri con la gente del vino. Per quest’ultima edizione ho avuto anche l’onore di parteciparvi in veste di blateratore, riuscendone stigmatizzato da un compagno guascone marchigiano per l’impudenza di una citazione in tedesco. Ma non è di quello strambo seminario che vorrei raccontare, sebbene i vini portati a esempio dai blateratori meriterebbero eccome una menzione, come quella sul sito di Ein Prosit ed intitolata in modo sudamericano Il Vino ai tempi dei Blogger.

Vorrei piuttosto raccontare di una degustazione alla quale ho partecipato in veste di uditore.

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