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24 novembre, 2014

Ein Prosit 2014 1 di 3


coccauBrunello non è Brunello: il Sangiovese a Montalcino.

Mercé del cronometro tiranno, Gian Luca Mazzella si presenta in versione-velocista ma ben allenato: movimenti studiati e passi ben contati per arrivare al traguardo di una corsa a otto contro il tempo, lui insieme a sette altri atleti. Con questi ultimi in pista il rischio di perdere il fiato e il ritmo a metà percorso era concreto: lui ha distribuito bene il primo e tenuto il secondo, esponendo il tema centrale – la “relatività” del sangiovese grosso, la “titolarità” spesso negata del piccolo – e il massimo consentito (dal cronometro) di dettagli utili, coprendo il massimo possibile di spazio con ciascuno dei passi a disposizione. Eccoli:


 Brunello di Montalcino 2009 Salvioni-La Cerbaiola

Tutto il frutto possibile (e credibile) per un Sangiovese di Montalcino ma senza ostensioni: da intuire, piuttosto, nell’impressione di dolcezza e freschezza coese, ancora di là da svolgersi. La sosta nel calice lo aiuta a delineare con più immediatezza le trame e le note, ma è comunque un vino di spessore e grande stratificazione: oltre al frutto, sottobosco, alloro, cortecce e spezie fini. Al palato è esemplare: sferico, tanto largo quanto profondo. Grande per corpo e dotazione d’energia: attacco e progressione perentori, sviluppo continuo e pressante per forza e presa tattile. Tannini severi e radenti: ferrei. Colto qui in fase iniziale con l’auspicio di ritrovarlo più volte nella fase inerziale, che si prevede lunghissima.


 Brunello di Montalcino 2008 Le Ragnaie

Altra variazione sui temi della classicità e fedeltà, con gli ovvi distinguo per annata e zona rispetto al precedente. Freschezza primaria del frutto (ciliegia, lampone) nitida e ben definita all’olfatto, svariata di sottobosco, erbe aromatiche e ferro. In bocca è preciso in attacco e nello sviluppo – quest’ultimo più misurato, meno pressante rispetto agli assaggi dell’anno scorso. Regola e misura, leggerezza e classe. Finale con note speziate dolci e di ciliegia, tabacco e corteccia. Tannini nettanti, già ben svolti.


 Brunello di Montalcino 2008 Cerbaiona

Sensuale, quasi esotico con la ricca speziatura e le note di legni ed erbe aromatici ad anticipare il sottobosco e il frutto rosso opulento, maturo e preparato (gelatine). La freschezza è sostenuta da un agile supporto balsamico (cipresso, canfora) che slancia in apertura anche il sorso, sottolineando il tratto più fresco. Colore e maturità del frutto riflettono fedelmente la sensazione all’olfatto, l’ondata calorica contiene lo sviluppo e sottolinea la concentrazione del liquido, la sua rotonda ricchezza, soprattutto l’irruenza che segna la sensazione globale: irruenza da giovane che si sa bello e titolato e mostra insieme bellezze e scompostezze, tanto sa che queste ultime verranno assorbite (per sua parte) o, nell’attesa, condonate (per nostra).

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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