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27 settembre, 2012

Enoteca Divinis bar à vins: L’Alto Adige tra pane, vino e formaggio

Un Alto Adige che mi piace. Capace di concedersi a chi lo interpreta con prodotti apprezzabili e non banali.

Ai vini assaggiati martedì 20 settembre manca solamente un guizzo di eccezionalità per arrivare a uno stile superiore, che sarà, si spera, la naturale evoluzione di un percorso che alcuni viticoltori hanno già cominciato.

Dagli assaggi di questa sera, d’altro canto, sembra che le cantine sociali abbiano fatto un passo indietro, indirizzando i vini verso una produzione maggiormente standardizzata.

 

LA DEGUSTAZIONE

[accompagnata da pane alle noci e uvetta e pane ai semi vari, realizzati con pasta madre del 1954 e farina integrale biologica di grani antichi cooperativa Talon. I formaggi sono creazioni De Gust]

Alto Adige DOC Eisacktaler Veltliner Kuen Hof 2009, Peter Pliger

Brixen (BZ)

Azienda di sei ettari nella Valle Isarco a pochi passi da Bressanone, nata all’inizio degli anni ’90 quando Peter, che precedentemente conferiva le uve alla cantina sociale, decide di intraprendere una propria strada, fatta di attenzione alla natura e alla purezza del vino. Solo rame e zolfo, in vigna, lieviti indigeni in cantina e un utilizzo ragionato dell’anidride solforosa sono alcune delle parole d’ordine della produzione, che si concentra sui vini bianchi, che vengono maturati in acciaio e botti grandi di acacia.

Taglienti in gioventù, mostrano notevole profondità nonché capacità di evoluzione nel tempo.

Partiamo bene, perché il suo Veltliner è il più convincente della batteria. Al primo assaggio mostra un tocco di saturazione aromatica ingombrante. Poi si equilibra e distende in una dinamica di notevole fascino. Il carattere vegetale del Veltliner è perfettamente rispettato e parte integrante di un insieme vibrante e ricco.

In abbinamento con: formaggio Orsino.

Alto Adige DOC Eisacktaler Sylvaner 2009, Garlider, Christian Kerschbaumer

Velturno (BZ)

Christian Kerschbaumer, dopo aver convertito i suoi quattro ettari al biologico, nel 2003 comincia a imbottigliare i vini e a
commercializzarli col proprio nome. L’azienda produce prevalentemente bianchi tipici della Valle Isarco e anche uno dei pochi Pinot Nero della zona. Il suo Sylvaner si dimostra un po’ immediato e semplice, senza grande grinta e con scarsa profondità. Tuttavia il vino è ben fatto, con una nota varietale spiccata, non caricaturale.

In abbinamento con Rustico di Braies.

Alto Adige DOC Eisacktaler Kerner 2009, Manni Nössing

Bressanone (BZ)

Azienda giovanissima, nata nel 1999, costituita di appena quattro ettari di vigna nei pressi di Bressanone a un’altitudine di circa 600 metri. Lavoro di impostazione naturale, lo stile dei vini è intenso e profondo, talvolta con una densità un po’ eccessiva. Il suo Kerner è considerato uno dei più personali ed espressivi della regione. E infatti è una piacevole sorpresa: il vino si esprime su note corrette e eleganti, senza rinunciare a una ricchezza sorprendente. Corretta e piacevolissima la componente aromatica. Il work in progress di questo giovane vignaiolo sembra dare frutti pregevoli.

In abbinamento con: Winnebacher Graukäse.

Alto Adige DOC Lagrein Riserva Porphyr 2006, Cantina Terlano

Terlano (BZ)

Fondata nel 1893, la Cantina di Terlano è una delle cooperative più all’avanguardia di tutto l’Alto Adige. I suoi 143 soci attuali coltivano 165 ettari di vigneti, pari a una produzione annua totale di 1,2 milioni di bottiglie. Questo vino riflette la standardizzazione di cui parlavamo all’inizio: nonostante esso mostri uno spessore importante e una rispondenza olfattiva varietale molto corretta, manca di slancio e nel finale il legno prende il sopravvento, banalizzando il tutto.

In abbinamento con: formaggio d’alpeggio della Val Venosta

 

Alto Adige DOC Moscato Rosa 2009, Franz Haas

Montagna (BZ) 

Franz Haas ritiene che il suo Moscato Rosa non sia una vendemmia tardiva, e nemmeno un passito, ma che il vitigno possieda naturalmente un‘alta gradazione zuccherina, e per questo viene vendemmiato a maturazione avanzata. Si tratta di un vitigno molto delicato che necessita di vigneti ben esposti al sole e al vento, per evitare lo sviluppo di muffe che possono compromettere il raccolto. La vinificazione è in rosso, ma la macerazione è breve (solo qualche giorno) per evitare l’estrazione di tannini astringenti. Quello che assaggiamo si presenta appena meno complesso di altre versioni ma di un’eleganza veramente fuori dal comune. È affascinante trovarsi di fronte a un vino così ricco e allo stesso tempo elegante e bevibile. Un vero “succo di frutta”, senza con questo volerne sminuire la portata, perché appare come una lettura corretta di un vitigno delicato e fragrante, senza inutili ricerche di corposità.

In abbinamento con: Blu del Sarentino.

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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