Enoteca Trucchi, senza trucco

­La parola magica è sinergia, ma da una persona che fa la psicoterapeuta bisogna aspettarsi un significato più complesso.

Se mettiamo insieme la terapeuta della psiche, un paio di esperte di cinema e comunicazione, una scrittrice e due sommelier Master Class, si otterrà un bel gruppo di lavoro con la possibilità di muoversi in molte direzioni.

Ora supponete che tutte queste persone siano in realtà solo due: avete ottenuto l’Enoteca Trucchi di Via Cavour a Roma.
Stefania Jade Trucchi ha messo su questa Enoteca un paio di anni fa, prendendo con sè la sommelier Miriam Bruera con esperienza nel campo delle degustazioni e nell’organizzazione di eventi in ambito enogastronomico.

Sono entrato per la prima volta nell’Enoteca Trucchi un paio di settimane fa, per andare a trovare Miriam che avevo conosciuto a Navelli; dopo avermi parlato in modo orgoglioso del suo mestiere di sommelier in Enoteca, e soprattutto in ‘questa’ Enoteca, mi suggerisce di ritornare qualche giorno dopo per poter incontrare Stefania.
Intanto inizia a raccontarmi del suo blog  di video -degustazioni, della conoscenza ed amicizia con Giulia Graglia, la regista di “Senza Trucco”, mi parla entusiasta delle persone che passano per via Cavour ed entrano nel negozio, della soddisfazione di trasmettere qualcosa di interessante ai clienti ed ai curiosi, e che tutte le bottiglie che vedo negli scaffali, lei e Stefania le hanno assaggiate.
Nel frattempo mi consiglia un paio di ottime bottiglie, delle quali vi parlerò in un post a breve.

Incontro Stefania Jade Trucchi una mattina di qualche giorno dopo, il caldo era già iniziato ma fortunatamente la fermata della metropolitana è proprio a due passi, comoda da raggiungere.
La chiacchierata che facciamo spazia dal vino a pennellate di vita privata, dalla scrittura al cinema, dal  nuovo impegno con il suo blog alle mie esperienze lavorative nell’ informatica. Poi ci siamo addentrati nel mondo del vino.
Inizialmente avevo uno scaffale dedicato solo ai vini naturali: [Nda: Ancora non era accaduta la vicenda Bulzoni ]-, mi racconta, -ma non vi si avvicinavano in tanti, immaginando che fosse un vino ‘strano’, sperimentale. Così abbiamo deciso, io e Miriam, di mescolare le bottiglie ,dividendole per Regione,, senza preoccuparci della provenienza naturale o convenzionale , dando in tal modo una visione più ampia del panorama enologico dei vari Terroirs in tutte le loro diverse sfaccettature

Mi parla poi della sua passione per la Letteratura , per la Musica e per le arti visive in generale, e descrive alcuni momenti delle riprese delle degustazioni  fatte insieme a Miriam e a Giulia, che lei ammira molto, e della piacevolezza di questa nuova esperienza condivisa.

-Come ti è venuto in mente di aprire una Enoteca?- domando

E’ una cosa che avevo pensato da molto tempo avendo una grande passione, oltre che per il vino, anche per la comunicazione e per il contatto umano. Finalmente la mia vita si è messa nella direzione giusta e ho sentito lo spirito adatto per iniziare ,cercando di coniugare queste mie passioni . – risponde.

-Mi ha detto Miriam che l’autore  del logo dell’enoteca [che compare anche sulle buste] è tuo figlio.-

E’ assolutamente vero. Per l’insegna ho deciso di celebrare la memoria di mio padre e ho chiesto a mio figlio di 9 anni di fare un disegno che rappresentasse la Liguria,luogo di nascita di parte della mia famiglia.Spontaneamente il bambino ha disegnato un grappolo d’uva e sullo sfondo il mare della nostra terra. L’immagine mi ha emozionato e l’ho usata come simbolo dell’enoteca.-Stefania tira fuori un quadernone ad anelli ed estrae con un sorriso il disegno originale del figlio (il più piccolo dei suoi tre figli dei quali mi parla con orgoglio trasmettendo un grande amore materno) : un disegno semplice nei tratti, intelligente nell’idea, profondo nella realizzazione.

-Come scegli le bottiglie che hai sugli scaffali?-
Degustazioni, passaparola tra colleghi, le conoscenze mie e di Miriam. E poi, come ti dicevo, noi le assaggiamo tutti, non le compriamo alla cieca. Il vino che vendo deve convincere anche a me.-
-Tra le bottiglie, (diciamo così), convenzionali, hai delle ottime etichette, così come tra quelle, (diciamo così), naturali. Però hai anche marchi più commerciali- noto alzandomi dallo sgabello e fermandomi a guardare gli scaffali.
Si, per forza. Questa è una enoteca di passaggio, turistica per così dire. Qui entra lo straniero con la fotografia di un vino che ha bevuto al ristorante e me lo chiede, l’italiano che mi cita etichette improbabili e se ne va stizzoso perché non le trova in scaffale. Devo avere anche le etichette più note, sebbene oggi io le scelga con molta più cura degli inizi

E’ un sano ragionamento, questo, dovendo fare in modo che l’attività sia non solo un dispendioso passatempo. Capisco anche che il loro lavoro si è affinato nel tempo, ed ora possono, Stefania e Miriam,  permettersi di proporre il vino che reputano di maggiore qualità. E sugli scaffali vedo molti dei vini che piacciono anche a me, naturalmente.

Anche tanti altri ragionamenti sono stati fatti, con Stefania, sulla visione della vita e sui libri, sul cinema e sui figli, mantenendo però sempre il vino come comune denominatore proprio perché come l’Arte ,il Vino è un mezzo di Comunicazione. E’ stata un’ora di belle parole, le sue naturalmente, così come qualche pomeriggio prima con Miriam. Una enoteca dove prima si stabilisce un contatto, poi si parla di vino. Ed è un bel posto dove scegliere ottime etichette.

Prima di andare via Stefania mi regala due libri, un regalo che in una enoteca non ti aspetti e che quindi risulta ancora più gradito. Doppiamente gradito, visto che sono due libri di cui lei è l’autrice, Il candore di un’anima, Sperling&Kupfer Editori, 2006, e L’enoteca dei sentimenti,  edizioni Il Mio libro, 2010; a quanto mi ha raccontato Miriam,  l’idea di aprire una enoteca, a Stefania è venuta non leggendo un libro, ma scrivendoselo  da sè.


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One Comment Add yours

  1. stefania ha detto:

    Un’articolo che non può non rendermi orgogliosa, scritto con cura e con dovizia di particolari. Rolando riesce sempre a stupire con i suoi articoli originali non lasciati al caso ma alla sua capacità di approfondire le cose e soprattutto di far emergere lo spirito delle persone. Un grazie di cuore
    Stefania J. Trucchi

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