Giulio Ferrari, Bruno Lunelli e il Trento DOC: Storia di un vino che ha sfidato gli champagne francesi

Giulio Ferrari è sicuramente uno dei nomi più importanti dell’enologia italiana, un appassionato ed esperto di vini, un imprenditore di successo, ma soprattutto un pioniere, il primo a diffondere lo Chardonnay in Italia e colui che inventò la creazione dello spumante Trento DOC.

Nato in Trentino nel 1858, Ferrari frequentò la scuola agraria San Michele all’Adige dove acquisì importanti conoscenze in fatto di vino. Durante un periodo trascorso in Francia nella sua giovinezza rimase folgorato dallo champagne e si innamorò per sempre delle tante amate bollicine. Che sia stato l’amore per il vino o l’intuito imprenditoriale a portarlo alla produzione del suo spumante con metodo classico è una questione dibattuta, ma poco importa.

Ferrari iniziò a produrre vini spumanti attraverso un’accurata scelta dei propri vitigni soprattutto di origine francese.

Così nel 1902 inizia per mano di Giulio Ferrari la produzione di spumanti in trentino col metodo classico e nel 1993 il Trento diventa DOC, prima denominazione italiana dedicata esclusivamente al metodo classico.

Ferrari tuttavia produceva solo poche e pregiatissime bottiglie che erano riservate ad una nicchia di appassionati. Senza eredi Ferrari decise di cedere l’azienda nel 1952 a Bruno Lunelli, titolare di un’enoteca trentina e con la stessa passione per il vino, le bollicine e soprattutto con lo stesso spirito imprenditoriale. La produzione era molto limitata e si serviva di metodi artigianali per garantire un’ottima qualità improntata alla massima ricerca. Basti pensare che il primo anno Ferrari produsse solo 100 bottiglie e ne scartò addirittura il 50% nonostante la cura nella produzione, non considerandole all’altezza.

Quando Ferrari cedette la sua azienda infatti questa produceva poco meno di 9000 bottiglie, una produzione che ormai non era più in grado di tenere il passo con le richieste del mercato che si erano moltiplicatesi con l’affermarsi della fama di questo spumante che, allora, poteva ancora chiamarsi Champagne (i francesi non avevano ancora richiesto la paternità esclusiva di questo nome).

Se dunque possiamo attribuire a Giulio Ferrari l’invenzione del Trento DOC, Bruno Lunelli è sicuramente chi ha reso questo vino grande e ne ha determinato il suo successo sul mercato.

Lunelli, con i figli Mauro, Franco e Gino, porterà in breve tempo il marchio Ferrari a diventare il leder indiscusso nel metodo classico trasformando una piccola azienda produttrice di pochi esemplari in un vero e proprio colosso dell’enologia.

Sotto la proprietà Lunelli, Ferrari aumentò rapidamente la produzione convincendo molti agricoltori della zona a convertire le proprie vigne in chardonnay promettendo ad essi che le avrebbe sempre acquisite lui e parallelamente acquistando vitigni per garantirsi una produzione propria.

Oggi Giulio Ferrrari è arrivata ad essere un’azienda con 30.000 metri quadrati di cantine in cui possono maturare fino a 15 milioni di bottiglie e che produce 700 mila bottiglie millesimate di spumante classico Ferrari ogni anno.

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