Il Critical Wine artistico di SetUp


SetUp Wine Bologna


I tre giorni a SetUp Critical Wine, spinoff di SetUp ArtFair, sono stati utili per riflettere su quegli eventi dove il vino viene abbinato ad altri argomenti.
In questo caso era l’Arte Visiva con sculture, pitture e installazioni artistiche ospitate all’interno dell’Autostazione di Bologna; altre volte è la Musica, come al Zola Predosa Jazz&Wine, o la Letteratura.

Senza SetUp non funzionerebbe

Il vino, per propria natura si presta bene ad essere inserito in percorsi artistici di qualunque genere, così come è adatto (o dovrebbe esserlo…) come traino per la valorizzazione del territorio, cioè della sua storia e della sua geografia.
I Vignaioli Critici presenti a #SetUpWine hanno fatto questo, parlando con i visitatori: raccontare il vino iniziando dal terreno che ne ospita le viti ed arrivando alla storia delle vigne, passando per gli assaggi, le tecniche di vinificazione, le particolarità di ogni vitigno, di ogni vino.

La parte del leone, naturalmente, l’ha fatta l’Emilia Romagna, con Pignoletto e Lambrusco, Malvasia di Candia aromatica e Ortrugo, Barbera, Bonarda, Sangiovese, ed erano ben rappresentate l’Irpinia e la Toscana, l’Umbria e la Lucania, il Friuli ed il Piemonte. Ogni vino era rappresentazione di una zona, sedici cantine ed un totale di oltre cento etichette a disposizione per le degustazioni. Dietro ai banchi i visitatori hanno trovato i produttori, quelli che vanno in vigna e che han poco, pochissimo tempo per dedicarsi alla promozione delle loro bottiglie, tranne che partecipare ad eventi come SetUp Critical Wine. Lo staff di ComunicaMente, azienda di Bologna esperta in progettazione e comunicazione di eventi culturali, ha portato qui all’Autostazione le cantine di Vino Critico, e soprattutto ha permesso di far apprezzare vini e vitigni meno noti ad un pubblico che non ha nel vino il proprio principale interesse.

L’Arte della Comunicazione? ComunicaMente!

Nei prossimi giorni si tireranno le conclusioni, con l’aiuto anche dei vignaioli espositori, sulle debolezze e sui punti di forza dell’evento, così da poterlo migliorare per la prossima edizione. Di certo, la partecipazione dei visitatori è stata ben superiore alle attese, grazie al lavoro svolto da ComunicaMente sui canali online ed offline, non soltanto in termini di numeri di visita ma, in particolare, per quel che riguarda il gradimento degli assaggi.

Ho trovato molta più conoscenza sui vini rossi che non sui bianchi, ed ancor meno sui rosati. I vini più noti al grande pubblico, Sangiovese, Aglianico, Barbera, andavano per la maggiore, ed il mio compito era esattamente quello di spostare l’attenzione anche su Lambrusco, Fiano, Pignoletto, Bonarda, sui rosé ed i frizzanti. Spero di esserci riuscito.
Alcuni particolari sicuramente andranno migliorati, la situazione logistica all’interno delle due sale, in certi momenti era di ardua gestione, ma i bicchieri rotti sono stati pochi, e l’unica camicia spruzzata di vino è stata la mia.
Esperienza quindi da ripetere, in un contesto magari differente o dedicato più centralmente al vino, con l’Arte a far da contorno.
Quel che è sicuro, i Vini Critici hanno avuto un notevole gradimento, riuscendo a portare le sensazioni artistiche anche nell’alveo gustativo ed olfattivo.
Ed il merito va ai ragazzi e le ragazze di ComunicaMente che hanno lavorato sodo per la riuscita dell’evento.

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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2 pensieri riguardo “Il Critical Wine artistico di SetUp

  • 27 gennaio, 2015 in 17:23
    Permalink

    Dunque ti sei macchiato la camicia e non ce l’avevi detto? 🙂
    Bravissimo, gran bel post. Come sempre

    Risposta
    • 27 gennaio, 2015 in 17:26
      Permalink

      Le macchie di vino son medaglie 😀
      Grazie Max, e grazie a voi tutti

      Risposta

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