Sarò la pandemia, sarà la rincorsa ai beni rifugio, ma certo il mercato dei fine wines in questo 2020 ha visto nuovi massimi che non si raggiungevano da tempo.

L’Italia si è confermata in forte ascesa, il Barolo Riserva 2013 Monfortino di Conterno è stabilmente attorno ai 1000€ da settembre 2019, o il Solaia 2013 di Antinori che in un anno è cresciuto del 50% arrivando quasi a 300€. Leggendo il Liv-Ex, praticamente l’indice di borsa dei vini di alto pregio, si vede che il Liv-Ex Italia 100 da inizio anno è cresciuto del 6,7%. Nella classifica dei 10 vini più scambiati nel 2020 ci sono tre italiani: Monfortino Riserva 2013 di Giacomo Conterno, Sassicaia Bolgheri Tenuta San Guido 2017 (220€) e Tignanello Antinori 2016 (110€).

Key Regional Index (Liv-Ex)

Insieme allo Champagne, l’Italia è la regione vinicola che maggiormente è cresciuta, superando su questo parametro anche Borgogna e Bordeaux. I nomi in crescita sono quelli di punta della produzione italiana, e quindi Supertuscans, Antinori, i grandi Barolo del Piemonte. E questo ha un notevole traino sui vini di altre cantine di queste regioni, facendo crescere tutto l’indotto.

L’elenco completo è questo:

  • Giacomo Conterno, Monfortino Riserva Barolo 2013
  • Château Lafite Rothschild, Pauillac, Bordeaux 2016
  • Taittinger, Comtes de Champagne Blanc de Blancs, Champagne 2008
  • Dom Pérignon, Champagne 2008
  • Louis Roederer, Cristal, Champagne 2012
  • Tenuta San Guido, Sassicaia, Bolgheri 2017
  • Château Lafite Rothschild, Pauillac, Bordeaux 2010
  • Antinori, Tignanello, Tuscany 2016
  • Petrus, Pomerol, Bordeaux 2016
  • Harlan Estate, Napa Valley 2016

Gli acquirenti dei fine wines

Il mercato dei fine wines è stato dominato negli acquisti dagli Stati Uniti con il 24% sul totale degli 83 milioni di dollari di valore del Liv-Ex, che nel 2020 ha superato l’Asia. Il Regno Unito si mostra però ancora una volta il principale mercato di riferimento per l’export, con il 30% degli acquisti sul totale.

L’Italia sta crescendo anche nel settore delle aste dei vini; Bolaffi ha piazzato una doppia magnum di Domaine Romanée-Conti 1990 a 100.000€; BagheraWine ha battuto il lotto 14 della collezione dell’enoteca Pinchiorri per 835.000€:

  • Romanée-Conti 1985 — Bottle number: N°1 — 1 Methuselah (6liters) |
  • La Tâche 1985 — Bottle number: N°1 — 1 Methuselah (6liters) |
  • Richebourg 1985 — Bottle number: N°1 — 1 Methuselah (6liters) |
  • Romanée-Saint-Vivant 1985 — Bottle number: N°1 — 1 Methuselah (6liters)
  • Grands-Echézeaux 1985 — Bottle number: N°1— 1 Methuselah (6liters) |
  • Echézeaux 1985 — Bottle number: N°1 — 1 Methuselah (6liters)

I vini di alta fascia stanno diventando sempre più titoli da giornali, attirando quindi l’attenzione di investitori più che di collezionisti. Il rischio di un mercato dei fine wines sempre più ricco è l’aumento di bottiglie contraffatte, rischio sempre in agguato visto che anche Tannico è caduto in questa trappola.

Ma di sicuro anche il settore dell’anticontraffazione, sia con strumenti tecnologici che con vere e proprie indagini su etichette e bottiglie, potrà migliorare le proprie posizioni.

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