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26 novembre, 2012

Il #vino non cinguetta

L’evento Vignaioli di Langa e Piemonte, organizzato da Tiziana Gallo sabato 17 e domenica 18 novembre, è stato, a mio avviso, un bel successo di visitatori e di produttori. Di alto livello le etichette sui banchi, hanno fatto da buon richiamo per la due giorni dedicata al Piemonte in generale ed alle Langhe in particolare.

Degli assaggi sparsi parlerò più avanti, mentre la domanda che mi sto ponendo da qualche giorno riguarda l’utilizzo della comunicazione ‘social’ da parte di coloro che, per ragioni professionali o semplicemente edonistiche, frequentano il mondo del vino.

Due sono stati gli eventi che mi hanno portato a questa domanda: il primo, vedere che su Foursquare, su cui ho fatto check-in appena arrivato all’hotel Vittoria, non compariva nessuno dei miei contatti. Poi un tweet da @elenabocaconti, che ho ritwittato aggiungendo l’hahstag #langapiemonte,  aggiunto anche ad un paio di foto che ho postato su Twitter. Naturalmente, non avendo molti follower l’hahstag è rimasto pressoché deserto.

Anche @percorsi_divino ha postato un paio di tweet, relativamente però ai post sul suo sempre ottimo blog mentre su Instagram un mosaico fotografico di @ilbeonefotograf, ormai fotografo ufficiale negli eventi enologici,  con hashtag #vignaiolidilanga e cinque twit di @lacolombera con lo stesso hashtag.

Per il resto non ho trovato molto altro. Quindi, se proprio dovessi trovare un appunto da fare a Tiziana per il prossimo evento, è di suggerire un hashtag da usare durante le manifestazioni che organizza. Non costa nulla, basta aggiungerlo anche in piccolo alla locandina; per la prossima edizione di Vini Naturali a Roma sarà così sufficiente aggiungere “Condividi su twitter #vininaturaliroma” ed inviare le news su Twitter usando questo hashtag e qualche foto. Magari anche qualche intervista postata su YouTube potrebbe essere taggata con lo stesso hashtag. In questo modo tutti i partecipanti, produttori e visitatori, potranno condividere le proprie degustazioni in real time.

La domanda successiva è conseguente: quanto è usato Twitter nel mondo enologico?

Si possono usare alcuni strumenti di analisi per questo social, anche se le versioni free forniscono generalmente statistiche limitate nel tempo. Io ho usato Tweetarchivist, che consente una buona analisi sia cercando un utente che una determinata parola chiave.

Ho iniziato con #vino,  presente oggi circa 2000 volte su Twitter negli ultimi tre giorni; di questi messaggi solo il 24% proviene dal web, quindi tweet inseriti da un pc; il resto proviene da applicazioni per iPhone (20%), Instagram (9%), il 2% dal bottone Twitter su qualche sito, ed il resto da applicazioni varie per Android.

E’ interessante notare che la parola è usata per il 48,34% da utenti spagnoli ed il 33.17% da utenti inglesi. Molto dopo arriva il Portogallo con l’8% e l’Italia con quasi il 7%.

L’hashtag #vignaiolidilanga occorre in 14 tweet, e la parola più usata è ‘colombera’, segno che La Colombera almeno utilizza in modo corretto lo strumento; si consideri che il produttore in genere ha altro da fare, durante un evento, che schiacciare tasti sul proprio smartphone. Infatti @lacolombera ha fatto il 50% di tweet, seguita da @albertograci e @ilbeonefotograf, però 14 tweet sono pochini.

Anche #wine oggi è apparso quasi 2000 volte, per il 95% da utenti di lingua inglese, ma i top tweeter hanno poco a che fare con il vino, tranne che averlo nel nome utente. Quasi la metà arriva da iPhone, l’8% da Instagram ed il resto da Android.

Vediamo l’hashtag #vignaioli, pensando alla manifestazione di Fornovo Vini di Vignaioli.

Ci sono stati 8 tweets, praticamente tutti italiani; per #fornovo si contano 12 tweet, quasi tutti di un sito di turismo e viaggi; andiamo meglio leggermente con #FIVI che ha 50 tweet, i top tweeter sono @vignaioliFIVI con il 28% e @lasbalchi con 20%.

La European Wine Blogger Conference ha prodotto, con #ewbc, quasi 860 tweet nell’ultima settimana; considerando che è terminata la settimana scorsa, significa che se ne parla ancora. Il miglior tweeter è l’account ufficiale della manifestazione @eurowbc con il 15%, a seguire alcuni wine blogger con @kenpayton e @thewinehub; siti di informazione come @wineofturkey fanno il 10% e @winesofbalkans il 7%.

I più citati dai retweet sono ancora @eurowbc, poi @jamiegoode e @ryanopaz; naturalmente @andrewcjefford ottiene un buono score con 29 retweet, sempre nell’ultima settimana. Sembrano pochi, ma tenete presente che in Rete le notizie arrivano subito, vengono discusse, e poi rapidamente altrettanto concludono la propria spinta propulsiva. Avere ancora 29 retweet dopo sette, otto giorni, è un buon risultato.

E’ naturale che EWBC possa avere più risonanza rispetto ad altre manifestazioni locali, solo italiane o solo francesi, ad esempio; però dopo una settimana avere ancora 860 citazioni dell’hashtag è un bel segno, indica una discussione in corso fatta di tweet e di citazioni, un botta e risposta coinvolgendo altri mezzi di informazione.

Ed è anche vero che spesso negli eventi di un certo livello, si ha a disposizione anche una connessione wi-fi gratuita e di facile accesso; questo vale anche per la maggior parte degli alberghi, cosa che rende immediato prendere il proprio smartphone, iPhone o Blackberry ed inviare in Rete la foto della bottiglia con Instagram, la considerazione su Twitter o i saluti alla famiglia tramite Facebook.

Twitter ad esempio consuma pochissima banda, è praticamente solo testo, ed in 140 caratteri si possono dire parecchie cose o, come dicevo in un altro post (Gonzo Writing) linkare l’articolo del proprio blog se si vuole fare un discorso più articolato.

Per fare un confronto, mentre @winespectator (68mila follower e oltre 5000 tweet) ha prodotto nell’ultima settimana più di 850 tweet, con l’hashtag #bibenda ne troviamo appena 37, l’editor @paolabibenda ne produce solo tre o quattro.

Tra i produttori, @bele_casel (Luca Ferraro), è un buon utilizzatore dell’uccellino azzurro, con 24mila tweets e oltre 2700 followers.

L’analisi non è certo esaustiva, confrontarsi con EWBC o con il mondo americano del vino è poco generoso; però le possibilità, da parte di wine blogger, di editor di riviste, di produttori ed organizzatori di eventi, ci sarebbero.
Nemmeno è tutto oro quel che luccica, come spiega Jim Dougherty su leaderswest in un articolo intitolato “Twitter study shows the hazards of believing Twitter studies“.
E’ però naturale che in giro per negozi, dovendo comprare una bottiglia di vino, se posso guardo su twitter o magari su fB tramite lo smartphone, semplicemente perché non posso portarmi il computer di casa appresso!

Sullo stesso tema, interessante anche l’articolo di @jancisrobinson (162mila follower e 7mila tweet) intitolato What Twitter has done for Wine.

Sembra che ci sia invece qualcosa che blocca l’enoappassionato italiano dall’uso dei social, che è molto più orientato a Facebook che a Twitter, e più interessato a criticare, o esaltare, l’ultima guida vinicola piuttosto che commentare in un blog.

I siti web dei produttori raramente offrono la possibilità di lasciare commenti. Il fenomeno del wine-blogging è nato, come altre cose più o meno belle, negli USA, ed è normale che vi siano un maggior numero di bloggers americani e che siano più attivi. Le guide stanno perdendo valore, mentre Jancis Robinson ha un blog dove alcune sezioni sono a pagamento, così come Robert Parker jr, per citarne solo due. 

Poi certo, in Italia c’è quello che non frequenta e, per questo, si autoincensa continuamente; però il linguaggio della comunicazione sta andando in direzioni diverse sia dalla carta stampata, che dai soliti blog, si legge e si scrive soprattutto in mobilità. 

Prima o poi, anche il mondo del vino se ne dovrà rendere fortemente conto.

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7 Comments on “Il #vino non cinguetta

Maria Critina Pugnetti
26 novembre, 2012 a 12:01

Complimenti per questo articolo che forse non esaurisce l’argomento, ma sicuramente fornisce molti spunti di riflessione e approfondimento.

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Wine Roland
26 novembre, 2012 a 12:18

Grazie, e grazie del tuo passaggio qui

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Andrea
27 novembre, 2012 a 10:53

Caro Rolando,
la tua analisi è assolutamente opportuna e attenta.

Oggi la comunicazione e l’interazione in mobilità stanno diventando sempre più parte della nostra vita, non di tutti ma sicuramente di molti.
In qualsiasi settore, non solo quello del vino, non si può più pensare di non prendere parte alla “conversazione”. La conversazione è sempre stata ed è presente nei luoghi offline, spesso lontani dal produttore di vini… Oggi il produttore, il commerciante, possono prendere parte a questa conversazione, meglio ancora se parte attiva e propositiva, facendo dei propri clienti soddisfatti un potentissimo strumento di diffusione del proprio brand e dei propri prodotti ma soprattutto avvicinandosi agli scettici e agli insoddisfatti, accettando di considerare realmente e costruttivamente i loro dubbi e le loro critiche.

Come dici giustamente tu Twitter è lo strumento migliore per commentare in tempo reale un avvenimento e l’hashtag è la chiave più efficace per aprirsi a un pubblico sempre più vasto, che esiste e attende solo di essere guidato (dall’hashtag appunto 🙂 ).

Un altro strumento interessante di Twitter sono le liste o anche applicazioni esterne come paper.li o Twylah che permettono di raccogliere feed su argomenti (e account) specifici grazie anche al monitoraggio quotidiano di hashtag.

Vista la tua attenta ricerca di hashtag, ne potresti creare una lista e condividerla su Twitter… con un Hashtag ad hoc ovviamente 😀

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Wine Roland
27 novembre, 2012 a 12:00

Andrea, grazie del tuo passaggio qui. Mi fa piacere la tua opinione, vista la tua esperienza nella comunicazione online. Sto in effetti pensando a come usare meglio alcuni strumenti, e soprattutto a mostrare ad altri come utilizzarli. Paper.li ad esempio, dove sto muovendo i primi passi. C’è ancora una certa resistenza ‘filosofica’, almeno nel mondo del vino che, per sua natura, è estremamente legato al terreno. Questo credo sia il lavoro più duro, ma anche il più stimolante; potrebbe diventare un bel trampolino per le aziende più nuove (‘giovani’ mi piace poco, troppo usato a sproposito) ed intraprendenti.
Ti ringrazio ancora

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Andrea
27 novembre, 2012 a 12:55

Rolando sono io che ti ringrazio per la sempre apprezzata considerazione 😉

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[…] si tratta di “Storie del vino” nel quale viene fatta una dettagliata panoramica del mondo del vino su twitter che…….non […]

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[…] si tratta di “Storie del vino” nel quale viene fatta una dettagliata panoramica del mondo del vino su twitter che…….non […]

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