Langhe e Piemonte a Roma

La giornata a Vignaioli di Langa e Piemonte è stata rilassante. 

Interessante non c’è dubbio, per il livello dei vini assaggiati, ma la rilassatezza si assaporava nei visi dei produttori che, nonostante due giorni ben pieni, erano ancora saldi e sorridenti a spiegare, a versare, a ridere, con i visitatori.

Uno degli appunti che posso fare, non solo a questa ma alla maggior parte delle degustazioni e degli eventi organizzati, è che tra i visitatori si vedono praticamente sempre gli stessi visi.

Forse, dico solo forse, bisognerebbe pensare di allargare la platea dei visitatori, ma questo naturalmente vale per tutti gli eventi. 

Tiziana ha sicuramente il merito di riuscire a portare etichette che non sempre fanno parte dei soliti, pur grandi, noti. E a dirla tutta, ho assaggiato grandi vini, nessuno escluso. 

Le Langhe, ed il Piemonte che le contiene, sono certo conosciute da tutti, anche da chi il vino lo compra solo al supermercato e probabilmente anche da chi il vino non lo compra per niente.

Le etichette presenti rappresentavano le migliori scelte non solo per quel che riguarda Barolo, Barbaresco e Barbera, ma soprattutto per il Dolcetto, per il Nebbiolo, per Ghemme e Boca, per Bramaterra.

Un altro dei meriti di Tiziana è avere non solo le grandi denominazioni, ma anche quelle meno conosciute, e lo stesso si dica per i produttori; insieme ai grandi nomi, pariteticamente anche quelli meno noti, ed ognuno con ottimi bicchieri.

Le piccole sono le denominazioni che andrebbero fatte maggiormente conoscere; prendete un passante qualunque e chiedetegli se conosce il Barolo o il Barbaresco: difficile che vi rispondano ‘non lo so’. La stessa cosa vale per la Barbera e forse per il Dolcetto.

Ma provate a domandare se abbia mai bevuto un Bramaterra, un Erbaluce, o un Boca: facilmente vi guarderà stupito senza sapere cosa rispondere.

Il Piemonte vinicolo è vasto e vario, lo stesso vitigno è diverso da zona a zona, per clima, esposizione e tradizione; in quale altro paese europeo trovate a pochi chilometri di distanza dei vitigni eccezionali come il nebbiolo e la barbera, il dolcetto e l’erbaluce?

Per questo, visto che il territorio è così importante, e visto che il Piemonte è ormai il simbolo della difesa del territorio, potrebbe essere interessante un evento che riporti solo le denominazioni piemontesi che non siano Barolo e Barbaresco. 

Solo per non farci distrarre.

Nei prossimi articoli troverete quindi alcune note di degustazione, sparse e senza molta voglia di essere tecniche. Diciamo che anche io, domenica 18 novembre, mi sono goduto la bevuta più che cercare riconoscimenti olfattivi o misurare la potenza dei tannini.

A rileggerci!

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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