Se il buongiorno si vede dal mattino, i ragazzi di DinamicheBio hanno davanti a loro delle splendide giornate.

La fiera del vino Naturale a Navelli, sabato 12 e domenica 13, mi ha dato la possibilità di vedere cosa accade quando si fa un lavoro con coscienza e con entusiasmo. Dalla scelta del posto, Palazzo Santucci che domina la vallata sottostante, alla navetta che trasporta i visitatori dal parcheggio giù al paese fino su, ai caffé portati a chi ne chiede anche sotto la pioggia della domenica pomeriggio. Particolari? No, bravura e coscienza del proprio lavoro. E se qualche sbavatura può esserci stata, nelle tempistiche delle conferenze ad esempio, è stato ampiamente superato dall’elenco dei produttori presenti, da quelli più noti ed importanti a quelli che per la prima volta partecipavano ad un evento di questo tipo, nei quali si vedeva tutta l’emozione e la voglia di parlare dei propri vini e del proprio territorio, raccontando le loro storie, ascoltando ogni parola dei visitatori.

Sono loro, i piccoli produttori, ad aver innalzato il buon livello della manifestazione, coinvolti in modo intelligente e non scontato da: Agnese Porto, Benedetta Mastri, Luca Paolo Virgilio e Paolo Quaglia, aggiungendo anche, per il suo contributo all’organizzazione, Pierluigi Massari de La cantina del Boss. (Ho aggiunto i nomi che erano saltati; se l’avete letto prima, i nomi giusti ora ci sono. Pardon). E naturalmente dall’ottimo Ufficio Stampa di Rita Vennarucci

Così c’è chi ha un solo ettaro di terreno e ne trae un Cerasuolo 2010 da tenere bene in mente, che fa tornare alla memoria le ciliegie sull’albero non ancora mature, l’erba fresca bagnata dalla pioggia ed una vena di tabacco aromatico. Acidità da frutto acerbo, che lascia il palato fresco e profumato, e la sapidità interessante che equilibra la morbidezza di questo Cerasuolo, un ettaro di vigna di Montepulciano d’Abruzzo dell’Azienda Agricola Ludovico. Il rispetto delle radici, della vite e proprie, per conoscere chi c’era prima e cosa accadeva cinquanta, cento anni prima, ricercando nei diari del nonno e nelle minute di un sindaco pignolo la volontà e la determinazione di fare bene il proprio lavoro, pochi scambi di parole con Lorenza Ludovico mi fanno capire che è da qui che si inizia per diventare grandi.

Continuo a girare per i banchi, dietro alle loro postazioni trovo amici di vecchia data, Valter Mlečnik e la moglie Ines, il cui sorriso è sicuramente contaggioso da quanto è solare, e si capisce allora perché il suo  Chardonnay, il suo Merlot, la sua Ribolla siano così solari e decisi; Aurelio del Bono, che il suo vino spumante metodo classico da 60 mesi sui lieviti lo considera un vino base, stratosferico come sempre, estroso, imponente, lui ed il suo vino. Franco Terpin, pacato e tranquillo che parla con tutti, saluta, ride, cosciente della propria forza che non ostenta ma fa trasparire, come quello che ha in bottiglia.

Giulio Armani a parlar di vino con Andrea Andreozzi

Andrea Andreozzi, de I Botri di Ghiaccioforte, un caro amico con il quale non sono riuscito a scambiare che qualche parola, ma con cui domenica mattina, insieme a Giulio e Guido, abbiamo fatto una bella chiacchierata sull’importanza, e la difficoltà, di trasferire l’andamento dell’annata nel vino.

I vini di Gaspare Buscemi, un assaggio di Pinot Bianco 1988 (già…. 1988) che fa strabuzzare gli occhi per la sua complessità, per la sua capacità di conquistare. Non li scopro certo io, i suoi vini, ma avere il piacere di chiacchierare con lui ed esser presi sotto braccio da un tale personaggio mentre nel calice si ha un tale vino, è una bella esperienza.

Nuovi amici, come Guido Zampaglione di Tenuta Grillo, di cui ho perso la degustazione da Antonio il venerdì ma che ho avuto la fortuna di  conoscere sabato durante il viaggio di andata verso Navelli, di rara educazione e sobrietà nel parlare così come i suoi vini sono puliti e affascinanti, il Baccabianca 2006 una scoperta continua di profumi e sensazioni tattili.

Ancora, Stefano Papetti Ceroni dell’Azienda De Fermo, con il quale ho condiviso un buon quarto d’ora di scambio di idee sulla storia e la sua importanza per far conoscere un vino come lo Chardonnay 2011, ad esempio, profumi intensi di lime e melone verde, acidità di tutto rispetto e morbidezza in accompagnamento che donano alla bevuta un invidiabile equilibrio.

E Giulio Armani dell’Azienda Denavolo, anche di lui mi son perso la degustazione a Les Vignerons di venerdì passato, ma mi sono rifatto con i suoi vini, il Dinavolo 2008 in particolare con una potenzialità espressiva che mi costringe a berne un secondo calice, e poi fregandomene dei riconoscimenti olfattivi mi accorgo di berne un terzo perché è buono da bere, è divertente al palato così come lo è Giulio ad ascoltarne le rare parole.

La conferenza di apertura di sabato. Da sinistra: Giuseppe Altieri, Carlo Noro, Francesco Guccione, Emanuele Giannone, Michele Lorenzetti, Claudio Menicocci

Il racconto prettamente degustativo termina qui, tanti ne ho dimenticati o avrei dovuto assaggiare meglio, come il Còvolo 2008, 70% Merlot e 30% Cabernet Sauvignon ed il Passacaglia 2007, 70% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon e Barbera, di Vignale di Cecilia, grande morbidezza da bordolese di razza, assemblato intelligentemente con la Barbera che ne migliora la struttura acida, da profumi vegetali e terziari di sottobosco.

I complimenti naturalmente anche ad Emanuele Giannone, che ha aperto la manifestazione sabato facendo da moderatore all’interessante conferenza con Giuseppe Altieri, Carlo Noro, Francesco Guccione, Michele Lorenzetti e Claudio Menicocci, è riuscito a risolvere una situazione dialetticamente difficile sabato pomeriggio, e domenica è stato quasi sempre senza voce.

Due belle persone: Nicoletta Bocca e Francesco Guccione

In finale un ringraziamento alle persone della Pro-Loco che domenica pomeriggio, nonostante il gran numero di persone, sono stati talmente bravi da servire un ottimo risotto allo zafferano cotto a puntino. E grazie anche per la fetta di torta che ho sfacciatamente chiesto direttamente in cucina alle 6 del pomeriggio.

Di due persone ancora non ho parlato, due persone che per motivi diversi mi hanno dato delle emozioni; di loro racconterò con più calma nel prossimo post.

Nel viaggio di ritorno, oltre ad Igiea, Antonio e Marisa, mi ha fatto compagnia il ricordo dell’ultimo calice assaporato prima di tornare a casa, il San Fereolo 2008 di Nicoletta Bocca servito da Francesco Guccione. A loro due, un ringraziamento assolutamente personale.

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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2 Replies to “Le DinamicheBio di Navelli”

  1. Anche io avevo (ed ho ancora) l’ottimo ricordo del sapore del San Fereolo 2008 uno dei migliori assaggi della manifestazione, bravi tutti i ragazzi dell’organizzazione!!

  2. Sai che io non ho fatto in tempo a sentire quasi niente? Sono stata letteralmente rapita dagli incontri di Emanuele e dalla necessità interiore di salutare tutti gli amici in giro! 🙂 Cosa che, come sappiamo, non è nemmeno riuscita…
    Segnalo, tuttavia, il Cerasuolo di Pettinella…

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