Il miglior prodotto sullo scaffale di Google

google-globeSapete quale è il prodotto migliore che vende Google? Noi.
Google vende noi, i nostri interessi, le nostre ricerche sulla sua pagina, al miglior offerente, assicurando ai publisher, ossia alle aziende che mettono la pubblicità su Google, che noi vedremo il loro banner. 

Pubblicità tutta intorno a te

Certo non possono assicurare che poi ci andremo a fare click, ma se sto cercando un libro e mi compare il banner pubblicitario di Amazon, ad esempio, è quasi certo che ci andrò sopra col mouse per entrare nel sito di Bezos.
Non c’è niente di nuovo, in questo. 

Voi date i vostri dati personali, ed ogni volta che andate alla cassa a pagare vi danno dei bollini da appiccicare ad una cartellina. 
Gli asciugamani o le tazzine che ricevete non servono solo a fidelizzarvi in quella catena di supermarket, ma servono per avere i vostri dati, telefono, indirizzo, magari email, a cui potranno poi contattarvi per proporvi scontistiche, offerte o prodotti pensati solo per voi.
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Infografica da econsultancy.com

Le Carte Fedeltà sono l’evoluzione digitale delle cartoline per attaccare i punti.

State vendendo, anzi regalando, voi stessi alla GDO. Google fa la stessa cosa.
Quando effettuate delle ricerche loggati al motore di ricerca, usando quindi il vostro indirizzo di Gmail, loro avranno tutta la tracciatura del vostro storico di ricerche, ed useranno questa informazione per proporvi in visione il miglior banner pubblicitario possibile.
Molto meglio rispetto ai foglietti che vi riempiono la cassetta della posta o, peggio, dello spam che vi sommerge la casella dell’email.
Il prodotto commerciale di Google che i publisher utilizzano per i propri annunci si chiama AdWords, mentre AdSense è il programma commerciale ad uso degli editori, ossia dei proprietari dei siti web che ospitano i banner. In un prossimo post vedremo come funzionano e come si usano.
Sono due le maniere in cui Google presenta la propria pubblicità.

Il programma AdWords

Primo metodo.
Quando fate una ricerca su Google avete sicuramente notato che i primi risultati in alto sulla SERP, ossia la pagina dei risultati (Search Engine Research Page), o nella barra laterale a destra, sono bordati in arancione. 
Quelli sono i banner AdSense a pagamento, ossia ci sono aziende che pagano Google per essere presenti nelle pagine di ricerca. 
In quali? Dipende dalla domanda che avete fatto, dalla keyword (parola chiave) o frase che avete inserito nella barra di ricerca. Se cercate “Libri su Internet”, vedrete facilmente la pubblicità di qualche casa editrice che vende online. Ripeto, Amazon e le case editrici pagano Google per poter inserire il proprio banner pubblicitario nelle pagine di ricerca. 
Chiunque può farlo. Basta iscriversi al servizio di Google AdWords e sottoporre il proprio banner a Google.
Sia però chiaro che nessuno, dico nessuno, paga per essere il primo nei cosiddetti ‘risultati organici’, ossia i siti che vedete sulla pagina di Google quando fate la ricerca. Quelli, per essere primi, adoperano altre tecniche che, pian piano, vi spiegherò su questa pagina.
 
Il secondo modo sono i banner pubblicitari che vedete su alcuni siti, come questo qui sulla barra laterale. 
Cosa vedete adesso? La pubblicità di una cantina? Di un libro? Di un sistema per la costruzione di siti web? Google decide per voi cosa farvi vedere.
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I risultati di ricerca in una tipica SERP di Google

I proprietari dei siti e dei blog che aderiscono al programma AdSense, mettono a disposizione il proprio spazio web per far inserire a Google i banner venduti tramite AdWords. Al proprietario del sito web andrà una (piccola) percentuale, variabile in funzione dell’importanza dell’azienda che sta facendo pubblicità e soprattutto in base ai click ricevuti sul banner. Senza click, Google non paga.

Il vostro blog inoltre viene scelto in funzione del numero di visite che fa giornalmente: ovviamente, più visite ricevete, più importante sarà il banner che Google deposita sul vostro sito, maggiore sarà anche la percentuale che vi verrà pagata ogni volta che qualcuno ci fa click sopra.
Come potete immaginare il giro d’affari di Google è enorme: alcune stime parlano di 10 miliardi di dollari in pubblicità per il 2014.
Questo consente di fornire alcuni servizi (apparentemente) gratis: GMail, Google Maps, Google Books, YouTube, Blogger, Android e molte altre.
Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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