M’illumino diMMondo

images_1Quelli che come me hanno usato impropriamente il Georges-Calonghi, capiranno subito la differenza tra una sciabolata e una scibalata. Indirizzo chi, invece, ne avesse fatto solamente uso proprio a un lemma poco frequentato dai liceali più diligenti: scybala. Ebbene, poco tempo fa ho avuto la buona sorte di imbattermi in vari aforismi illuminanti. I due più salienti, di due pensatori molto diversi, sono una sciabolata e una scibalata. Li condivido con voi, senza dire which is which, and who is who. Uno: Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta.”. E due: Questi conati aulenti di poesia enologica non li posso soffrire. Dal punto di vista poetico sono ancora più goffi e nescienti di quello che trovavo ai concorsi anni fa; dal punto di vista enologico sono invece viscidi di occhieggiante blandizie. Almeno fosse un critico, avesse scoperto qualcosa, fatto un’affermazione rilevante, fatto un’affermazione per primo, avesse studiato davvero la lingua italiana. Non è che un mediocre affabulatore di emozioni: pacchiane, vistose, e spesso spurie.”. Nulla, proprio nulla accomuna i due autori.

Uno è uno zelante osservatore della società italiana, delle sue mutazioni antropologiche, un anacronistico rapsodo dei dissesti dello sviluppo capitalistico. Un povero ideologo frustrato, insomma, presenza futile e fuori moda. Bruttino. Un perdente.

L’altro pensiero è di un OGM: un apparente incrocio Tommaseo-Catone-Petronio, poi certificato quale Incrocio Manzoni-Moccia, ibrido eno-letterario tra rigore e cuore-sole-amore, morale e nazionalpopolare. È l’esteta ecumenico e campione letterario che noi, stronzi, non avevamo ancora riconosciuto.

Dei due pensatori, uno scrive di sottoproletariato, cultura e società. Che noia. NelProlétariat_agricole_1907 tempo che gli resta, scribacchia versi (anche alla Bandiera Rossa), racimola grigi passaggi televisivi e gira filmacci. Che pena. L’altro evita saggiamente questioni oziose e ci parla di vino e costume, diciamo più sul genere-Bandiera Gialla. Genio. Uno è indifferente agli applausi, l’altro ne ha bisogno come di Xanax® o Cialis®. Uno è afflitto dai mali del suo tempo, l’altro dall’esondante plenitudine dell’ego. Uno, infine, ha fatto sì che il proletario acquisisse dignità culturale; l’altro, che il conato acquisisse dignità poetico-enologica, definendo per primo lo stile cosiddetto emetico – proprio così, senza la erre – in poesia. Indovinate quale dei due autori ha scritto il primo, quale il secondo pensiero.

PS – Il secondo pensiero ha cambiato il mio orizzonte culturale, a cominciare dal giudizio sui blog che frequento: vivo da scioperato tra reprobi e ignoranti. Facciamo pena. Anzi, peggio: a differenza di tanti organi istituzionali, griffati, leccati e patinati, a differenza soprattutto dei prolassi on-line dei poeti laureati, il blog medio fa schifo. Hanno ragione esteti e censori a parlare di pattume. Ma che colpa abbiamo noi se la natura ci ha voluti brutti, irsuti e pidocchiosi? La colpa è evidentemente quella di scrivere, pur nel nostro stato miserando e in barba ai gerarchi della belletristica e ai loro manifesti per la difesa della razza. Io, ad esempio, tonto che non sono altro, fino a qualche giorno fa non mi rendevo conto di essere e di scrivere brutto, irsuto e pidocchioso. Per fortuna, al vaglio dei contabili di peli, lendini e altre brutture non si sfugge. E a percolar saggezza è stato proprio uno dei migliori: è grazie a lui, alla sua scorta armata di titoli e sottotitoli, commende e ammennicoli, se ora m’illumino d’immondo; grazie a lui mi riconosco finalmente nella spuria, vistosa e pacchiana genia di nescienti non professionisti, non titolati, non scriminati, non profilati su LinkedIn, non partecipanti a concorsi, soprattutto non intellettuali. Io, tra i goffi poeti emetici, mediocri affabulatori di emozioni. Insomma, un tipo perfetto per comparsate sui canali tv nazionali. Ciò che, in effetti, succederà tra pochi giorni. Al critico preclaro, che chiamerò colagogo per evitare confusioni irriguardose con noi emetici, va tutta la mia ammirazione: aveva capito tutto e prima. Chissà che non sia stato proprio lui a raccomandarmi al casting.

PPS – All’altro autore, il nostalgico perso nei suoi pensieri di classe, va invece la mia ammirazione per aver messo a nudo la miseria intellettuale di chi, mancando d’autorevolezza, si atteggia ad autorità.

PPPS – Le definizioni di emetico e colagogo sono facilmente reperibili sul web o sui prontuari farmaceutici.

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