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23 marzo, 2015

Weingut Molitor-Rosenkreuz Riesling Spatlese Trocken 2001


Il nome è piuttosto complicato da pronunciare e probabilmente anche da ricordare. Questo Riesling  invece si fa ricordare molto bene.

Andiamo con ordine.

Weingut significa cantina, fin qui è facile, Molitor-Rosenkreuz è il nome del vignaiolo, ed anche questo è facile. Riesling non ha necessità di spiegazioni (oppure infinite, guardate voi).

Spatlese Trocken è la classificazione del vino secondo le denominazioni tedesche. mosella-cartinaPerfettini come sempre, e visto che da loro è ammessa la chaptalization, ossia l’aggiunta di zuccheri, hanno inventato una divisione in funzione del grado zuccherino residuo; i vini di categoria QmP sono quelli di qualità più alta, nei quali questa pratica non è consentita. Spatlese appartiene proprio ai QmP, e indica una vendemmia tardiva; Trocken (secco) ci dice che il grado zuccherino dovuto alla vendemmia posticipata è compreso tra 4 e 9 g/litro.

Non era difficile, vero?

Prima di passare al vino, è importante un breve accenno alla geologia. Non è facile infatti capire l’epifania del Riesling se non si ha ben chiaro il posto da dove proviene.

La geologia del Riesling

La zona è la valle della Mosella, ed il terreno è di origine devoniana, ossia si è formato all’incirca 350 milioni di anno fa (mese più, mese meno), ed è composto soprattutto da rocce scistose, costituite da molti strati di materiale argilloso, che si sono formate durante il Devoniano a causa degli enormi movimenti delle placche tettoniche e dalla conseguente attività vulcanica che ha portato zolfo e gesso a mescolarsi con l’argilla.

Non sembrino solo notizie secondarie, queste sul terreno. Le radici della vite scavano a fondo, ed in questo territorio si fermano solo dallo strato di granito sottostante a quello argilloso-scistoso, e trasportano alla pianta, e dunque all’acino, le mineralità del terreno.

Le note di degustazione

riesling-1E così arriviamo alle note di degustazione del Riesling 2001 di Molitor.

Al naso, nonostante sia un 2001 (degustazione avvenuta a Natale 2014, dunque sono trascorsi 13 anni), si apre piuttosto facilmente, tanto è potente il patrimonio aromatico di questo vino. Non bisogna però farsi prendere dalla fretta, perché si rischierebbe di trovarsi di fronte ad aromi piatti e scontati. Quindi lasciatelo nel calice per qualche minuto, senza muoverlo, dandogli tempo di adeguarsi all’ossigeno, e poi iniziate ad ossigenarlo lentamente.

Banana caramellata e pesca nettarina danno subito il tenore zuccherino del Riesling, ma l’ossigenazione fa poi comparire la tipica impronta di idrocarburo e di gomma bruciata, di pietra focaia e canna di fucile. La complessità viene arricchita da note evidenti di melone e frutta tropicale.

Il residuo zuccherino regala alla bocca una sensazione di morbidezza che, se non fosse mitigata dalla notevole acidità, sarebbe perfino troppa, alimentata anche da una gradazione alcolica (12°) decisamente elevata per i vini della Mosella. Grazie alla sua freschezza, invece, la bocca rimane in equilibrio, come avviene con i grandi Riesling Spatlese, e con una sensazione affumicata che, ancora una volta, viene equilibrata dal finale citrigno.

La lunghezza è un altro tratto caratteristico del Riesling 2001 della Weingut Molitor-Rosenkreuz, con ritorni retronasali di cedro e melone.

Abbinamento

Con queste premesse, è un vino che può facilmente essere abbinato con il sushi o con un più tipico risotto al tartufo. Personalmente ho aperto la bottiglia in presenza di spaghetti con gamberoni, e l’accostamento è risultato abbastanza equilibrato, nonostante la potenza del vino. Non vi azzardate ad abbinarvi dei dolci, nemmeno secchi.

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