Il Duomo di Montalcino, opera di Agostino Fantastici (Montalcino 1782, Siena 1845)

Seconda parte delle note di degustazione della serata a Luce44 dedicata a Montalcino; naturalmente si termina con il Brunello. 

 

Brunello di Montalcino 2007 Fattoria dei Barbi

La varietà dei profumi compendia fiori, timo, tabacco scuro, foglia d’alloro, ciliegia ravenna e altri frutti rossi, muschio, mentolo e altre impressioni balsamiche. L’impressione generale è di calore e profondità. Al gusto attacca teso, sulla vena acido-amara che rievoca il Rosso evocandolo a potenza: il sapore è infatti anticipato e più incisivo. Lo sviluppo si apre continuo, incardinato sulle corrispondenze di frutto e su note originali di legno e gemma di pino; quindi flette sotto i tannini ancora mordenti, al loro status infans, e si rinserra, pieno e introverso. Difficile giudicarlo così presto: le sue parti essenziali richiederebbero ragionamenti più che percezioni.

Brunello di Montalcino 2002 San Polino

Alla stappatura si dichiara declive: tabacco, vecchio cuoio, prugna sciroppata, cappero e fiori macerati. Ma la maturità che lo segna non lo ha ancora sfigurato. Dopo qualche minuto, infatti, sale lento e pudibondo un refolo di pietra bagnata, brina, licheni e noce moscata. Quindi il filo sottile di ruggine al quale, nel sorso, sembra appigliarsi l’intero sviluppo tutto. Nasce in un anno minore e offre i presentimenti del declino. Nel timbro basso – l’acidità è quieta, quasi risolta – c’è una singolare indicazione ombrosa, pluviale. Le sensazioni prevalenti sono di pulizia ed essenzialità. Quel che del resto vi si poteva trovare è stato dilavato dalla pioggia di quelle annate infauste in cui si salvano solo poche gemme e crepuscolari.

Brunello di Montalcino 2006 Le Ragnaie

Naso da sempre molto elegante, raffinatosi ulteriormente in un anno di evoluzione (dall’assaggio a Benvenuto Brunello 2011): sottobosco, frutto rosso croccante, narciso, viola, cardo, fieno e tabacco virginia, quindi curcuma e noce moscata, il tutto descritto con definizione e unitarietà espressive. Questo articolato disegno si riflette al sorso, che compendia doti di larghezza e dirittura, una progressione incessante e pacata al contempo. La dote olfattiva viene resa con precisione al gusto. Sottofondo minerale di ferro e creta letteralmente dinamizzato dal saliente acido. In lunghezza si rivelano aspetti di leggiadria e rarefazione insospettati all’inizio.

Brunello di Montalcino 2007 Le Potazzine

La riservatezza, l’iniziale ritrosia è la sua cifra: così si concede con lentezza, prima in un soffio balsamico (pino, eucalipto), poi con erbe fini e un accenno di ardesia e ferro. Solo con successivi approcci se ne coglie la distensione in costante progresso, sublimata nei profumi di frutto rosso, mora e liquirizia dolce. In bocca è austero fin da principio: senza scosse, continuo il supporto acido allo sviluppo gustativo, si percepiscono prima pietra scura, argilla, sale nero e ghisa, poi lo spettro si amplia e subentrano la ciliegia, la sorba e in generale aspetti più solari e morbidi, pur senza svenevolezze o calori. Autorevole per presenza, pulita e ancora indelebile la sua traccia a qualche minuto dall’ultimo sorso. Uno dei migliori in degustazione al Benvenuto Brunello 2012.

Brunello di Montalcino 2007 Casisano Colombaio

Assemblaggio ben riuscito di partite dalle vigne omonime. Impressione sensoriale articolata e coesa, un primo segno della prevalenza dell’elemento naturale su quello tecnico. L’identità spicca infatti sul lavoro, peraltro ben svolto, dell’enologo: credibili i riconoscimenti di frutto scuro (mora), maturo e in confettura, ginepro, cuoio, liquirizia dolce e lo sfondo balsamico. Conforta la gradualità nell’evoluzione del quadro olfattivo, che è abbastanza complesso e non raggiunge facili picchi per poi altrettanto facilmente collassare. Apre fresco, sapido e giustamente morbido al gusto su ricordi di arancia sanguinella, chinotto e mela annurca. Tensione e corpo di pari rilievo ne sostengono in concorso la dinamica gustativa. Tannini fini e giustamente scabri. Buona la persistenza e ferma l’intenzione di ritornarvi.

Brunello di Montalcino 2006 Casisano Colombaio

Rispetto al 2007 è più statico e meno coeso all’olfazione: confetture di frutti scuri (mora, ribes nero), cotognata, macchia mediterranea, timo e fiori passi. Buona definizione. In bocca apre molto sapido, ricca la dotazione gustativa fruttata e importante la struttura, l’acidità è presente ma nello sviluppo declina, faticando a mantenere la tensione. Finale che richiama le erbe officinali, la cannella e il cipresso, con tannini asciutti e severi a occupare la bocca in dissolvenza.

Scarica gratis le note da Benvenuto Brunello 2012
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