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21 aprile, 2012

Morellino di Scansano Riserva Vigna I Botri 2001

Andrea Andreozzi mi pregio di chiamarlo amico, una persona cioè con la quale si riescono a condividere anche interessi non accomunanti.

Ha una sensibilità indiscutibile, in particolare quando ti ascolta parlare con aria assorta e capo leggermente inclinato, braccia conserte a far propria ogni parola che gli si dice.

E’ certamente fuori dal mainstream, lo si deduce anche dalle manifestazioni enologiche che frequenta ed a cui partecipa, come Vignaioli Critici a Forte Fanfulla o al CSOA Forte Prenestino.

Se lo può permettere, rispetto a molti altri i suoi vini sono di certo tre spanne al di sopra, nessuna puzzetta mascherata da naturalità, una serietà ed una pulizia estrema nel produrre il suo Morellino di Scansano.

Ne ho già assaggiati e recensiti alcuni, qui, ma l’ultimo assaggiato (comprato direttamente da lui durante l’evento al Forte Prenestino) è stato una continua scoperta bicchiere dopo bicchiere, il Morellino di Scansano Riserva 2001.

Il Morellino di Scansano de I Botri di Ghiaccioforte è prodotto con due cloni di sangiovese, morellino per un 75%, un 10% di prugnolo gentile, a cui viene aggiunto l’alicante, conosciuto anche come grenache, ed il ciliegiolo.

Tra i grandi meriti di Andrea, e naturalmente di Giulia Andreozzi e Giancarlo Lanza, vi è quello di non voler usare in alcun modo i facili vitigni di moda in Italia ed in questa parte di Toscana, come merlot e syrah, affidandosi invece ad una vinificazione non solo di tipo biologico, ma soprattutto di conservazione dell’essenza del Morellino di Scansano.

In questo modo, il suo Morellino di Scansano è un vino tipico, con vitigni che sono storicamente figli di questo territorio e che producono, con l’abilità del vignaiolo, un vino davvero eccezionale, che è l’unico modo per riportare in forma una denominazione che altrimenti rischia di essere omologata a tante altre. Il lavoro in vigna, lo studio, la cantina, le scelte non facili e soprattuto poco remunerative nel breve, sono il modo giusto per produrre un vino di eccellenza. Purtroppo, non per essere presenti in ogni scaffale o in ogni carta dei vini, dove troppo spesso si preferisce il vino (e non solo) standardizzato e piatto, come il pensiero che si vorrebbe tutti avessero.

Ciò che colpisce del Vigna i Botri Riserva 2001 è la sua eccezionale bevibilità anche dopo undici anni, nessuna pesantezza austera ma invece note speziate di cannella e tabacco, accompagnate da marasca e melagrana. Si lasci nel calice per qualche minuto, prima di farne una seconda olfattiva, e ne verran fuori profumi di sottobosco, di pelle e di pellame.

Al gusto poi è leggiadro e solido, con una acidità che si equilibra perfettamente con il tannino compatto, la mineralità che non ti aspetti da questo vino che lo mantiene, appunto, bevibile e mai stancante.

Il finale in bocca è lungo, un riassunto della mineralità gustativa e delle spezie olfattive, lasciando il cavo orale perfetto per un secondo sorso.

Un gran vino con una capacità di elévage ancora lunga, come se fosse nato da pochi anni e non da oltre due lustri.

Due parole sull’alicante, o grenache.

La grenache è un’uva che in queste zone può considerarsi tradizionale, ed è un vitigno che con nomi diversi si trova in tutto il mondo vinicolo: in Spagna con il nome di garnacha o guarnacha, in Francia come garnache. Il cannonau è ancora grenache, e la stessa cosa si può dire della vernaccia. Questo vitigno ha cioè seguito le conquiste spagnole della Corona di Aragona in tutto il mondo, la Sardegna, il Roussillon nel sud francese in particolare, è stato il primo vino ad essere introdotto in Australia nel XVIII secolo (fonte Wikipedia.org), e naturalmente nell’immancabile California. E’ uno dei primi vitigni conosciuti, e molto probabilmente alcuni suoi biotipi hanno dato origine anche alle varietà a bacca bianca dell’Ugni blanc, lo Chardonnay ed il Semillon.

Nel 1892 fu per primo Girolamo Molon che accertò l’identità tra grenache, cannonau ed alicante, il cui nome è un chiaro omaggio alla Spagna che, nei primi anni del ‘500, era diventata l’alleata del Papa in un contesto anti-francese.

Erano secoli in cui si formava l’Europa ma non ebbe a formarsi l’Italia, con i principati eredità medievale ormai in disarmo ma nessuna capacità di unirsi in unica potenza.

Fu nel 1579 che Pietro de’ Medici, figlio del granduca di Toscana Cosimo I,  venne nominato generale delle fanterie italiane in Spagna e dalla sua sede di Alicante si spostò alla corte del Re Filippo II d’Asburgo; probabilmente la decisione di inviarlo in terra spagnola non fu solo un atto politico da parte del Granduca Cosimo, ma soprattutto un modo per allontanare dalla corte toscana un figlio scapestrato, violento e di cattiva fama.

Si distinse poi nella crisi di successione del Portogallo, che la morte senza eredi del re Sebastiano I lasciò senza guida. L’occasione per il re Filippo II era unica, e dopo l’ultima battaglia nel mar delle Azzorre, la Spagna si ritrovò a governare non solo su tutta la penisola iberica, ma anche sui possedimenti portoghesi del sud America.

Ci sarebbe tanto ancora da raccontare, ma naturalmente mi fermo qua, ma mi stupisco ancora, come sempre, dove ci riesca a portare un semplice grappolo d’uva.

Si, voglio ricevere le note di degustazione
di Benvenuto Brunello 2012
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4 Comments on “Morellino di Scansano Riserva Vigna I Botri 2001

Andrea
24 aprile, 2012 a 07:30

Caro Rolando,
lo ho riassaggiato domenica sera abbinandolo alla cioccolata di Modica del laboratorio dolciario artigianale Don Giuseppe Puglisi, che già il nome è un programma, una casa d’accoglienza e un laboratorio che utilizza solo materie prime equosolidali, allora è sorprendente come la sua nervosa dinamica gustativa si metta al servizio anche di ciò!

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Andrea
24 aprile, 2012 a 07:40

ti sei giustamente soffermato sul grenache, detto anche “tinto di Spagna” per i motivi che si possono desumere dalla tua esposizione, che impropriamente confondono con l’Alicante buscè utilizzato da altri più noti produttori della zona.

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Wine Roland
24 aprile, 2012 a 09:38

Si Andrea, la grenache è un vitigno che inizia ad appassionarmi. ho assaggiato un francese della Languedoc, metà e metà tra grenache e carignan di cui scriverò a breve.
Grazie del commento

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I Botri, Morellino di Scansano,
23 luglio, 2012 a 06:33

[…] Morellino di Scansano I Botri di Ghiaccioforte Riserva […]

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