Movia Ribolla Gialla 2008

031109collio2aLa Ribolla Gialla è uno dei più tipici vitigni del Collio, sia friulano che sloveno. 

Non ci vuole molto per dire che anche quest’uva proviene dalla Grecia, ma invece di penetrare nel resto del territorio europeo si è fermata al confine tra est ed ovest, e raramente se ne trova al di fuori del Collio. 

La prima volta che se ne sente parlare fu nel 1289, in un contratto di vendita di terreni, così come nel documento di passaggio di proprietà di un terreno a Barbana nel 1376, dove si sottolinea che il proprietario da tale appezzamento ricavava “sex urnas raboli”, ossia sei anfore di Rabola, il nome iniziale della Ribolla.

Nel 1402 a Udine fu emessa addirittura una legge che proibiva di adulterare il vino prodotto da quest’uva, una sorta di disciplinare ancestrale. 

A quanto pare questo vino era talmente richiesto che si susseguirono leggivinska_klet_goriska_brda_map_1 precise e stringenti contro la sua adulterazione o falsificazione, come l’ordinanza del 1446 contro coloro che smerciavano in modo fraudolento vino con il nome di Ribolla, o in un documento del 1445 della città di Fiume dove si precisava che ogni partita di Ribolla fosse accompagnata da una dichiarazione di provenienza, mentre secondo Giovanni Boccaccio eccedere nel bere la Ribolla doveva essere considerata un peccato di ingordigia.

Nell’epoca moderna però la Ribolla non ha goduto, come secoli prima, di grande fama, tanto che spesso veniva vinificata insieme ad altri vitigni locali come la Pica o la Glera, e man mano l’interesse per questo vitigno, nel Collio friulano, è diminuito alquanto, preferendole il Tocai friulano, il Sauvignon, il Pinot bianco.

Nel Collio sloveno invece la Ribolla ha continuato ad essere tenuto in gran considerazione, e negli anni ’80 costituiva oltre il 65% della produzione enologica slovena, in particolare nella zona di Goriska Brda, ossia appena al di là della parte italiana di Gorizia. zona dove ha i vigneti Movia.

 

ribolla2008moviaLa Ribolla 2008 di Movia si presenta di color dorato carico, non del tutto trasparente per via della assenza di filtrazione.

Va abituata pian piano all’ossigeno, e dopo qualche minuto sprigiona aromi di caramello e di noci, di cedro spremuto e buccia di limone, spezie, ananas, mela acerba, un minerale non particolarmente elevato. I profumi hanno una notevole intensità e lunghezza olfattiva.

Al palato risulta inizialmente quasi grasso nella sua morbidezza, che però viene immediatamente stemperata da grande acidità e sapida mineralità che ben presto riequilibrano la bocca, riprendendo le sensazioni aspre di frutta gialla tropicale e quelle più amare della frutta secca, con un buon equilibrio dato dalla grassezza iniziale.

E’ un ottimo vino per accompagnare dei formaggi di media stagionatura e non troppo salati, ottimo con lonze e salsicce secche, spettacolare su un risotto con zucchine e scampi.

Ha un prezzo medio compreso tra i 20 ed i 25 €

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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