Le frodi nel vino tra Spagna e Francia

La grande quantità di vino prodotto dalla Spagna è un serio problema per i viticoltori e consorzi francesi, sempre più attenti nel contrastare le frodi nel vino.

Multa spumeggiante

Un paio di giorni fa, un produttore francese è stato multato di 97.000€ per aver venduto 30.000 hl di vino sfuso spagnolo ad un commerciante, spacciandolo per vino francese. Un litro di sfuso spagnolo costa da 0.25 a 0.37€/litro, e quando viene etichettato come prodotto in Francia, il suo prezzo praticamente raddoppia.

Il leader dell’associazione vinicola di Aude, Frédéric Rouanet, ha sottolineato che la sua associazione ha da sempre visto con sospetto le centinaia di autobotti piene di vino provenienti dalla Spagna, e quanto accaduto non fa altro che confermare come molte delle frodi nel vino francese siano agevolate dal basso prezzo del vino spagnolo.

E’ solo una delle ultime puntate, fortunatamente non cruenta, della guerra che i viticoltori della Languedoc portano avanti per la difesa del proprio vino.

Vino sulla strada

Ad aprile una cisterna di vino spagnolo è stata fermata nei pressi di Narbonne e svuotata completamente lungo l’autostrada; l’azione fu  duramente contestata dallo stesso governo spagnolo nei confronti di quello francese, accusato di non rispettare gli accordi europei per il transito di persone e di beni, argomento purtroppo di attualità. Il ministro degli Esteri di Spagna convocò addirittura l’Ambasciatore francese.

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70.000 litri di vino spagnolo versati in autostrada in Francia – Credit: Raymond Roig/Getty

In Languedoc non sono nuovi ad azioni eclatanti per difendere il proprio mercato vinicolo.

La prima azione dei vignaioli, questa volta contro i vini contraffatti ed in difesa dei vini naturali, risale al 9 giugno 1907, quando una manifestazione di 800.000 persone invase le strade di Montpellier, con proteste che arrivarono fino a Narbonne. Una buona sintesi la trovate qui.

Nel 2005 il CRAV, Comitato Regionale per l’Azione Vinicola, distrusse il deposito di due venditori accusati di acquistare uve di scarsa qualità imbottigliando poi il vino con false etichette francesi.

“Una situazione assolutamente intollerabile per due Paesi partner e amici”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Jose Manuel Garcia-Margallo.. “Nel 2015 la Francia ha importato 7,2 milioni di ettolitri di vino, l’83% veniva dalla Spagna.  Possibile che la Francia, primo esportatore al mondo, sia in difficoltà?”

Ad aprile del 2005 misero una bomba presso gli uffici di France Telecom e nel 2009 distrussero l’equivalente di un milione di bottiglie di vino proveniente da Spagna e Italia, e nel 2013 un’altra esplosione nella sede del partito socialista di Carcassonne, accusato di favorire una politica favorevole alle sofisticazioni. Alcune di queste vicende le trovate descritte in questo mio vecchio post.

Una minaccia eclatante avvenne poi a febbraio 2016, quando lo stesso Frédéric Rouanet minacciò di bloccare le tappe del Tour de France che passavano in Spagna, in Svizzera ed in Andorra, perché tra gli sponsor figurava un vino cileno chiamato Bicicleta.

Visto però che il mercato del vino francese in bottiglia non è certo sotto attacco da parte della Spagna, i vignaioli di Aude si sentono minacciati nella produzione di vino sfuso. La solita soluzione è quella di ‘chiudere i mercati’, ‘chiudere le frontiere’.

Il nazionalismo francese è spesso surclassato anche dal suo regionalismo, a volte ben più marcato che non da noi in Italia.

La produzione massiccia di vino spagnolo sta mettendo in grossa crisi il mercato del vino sfuso francese

In Italia nel 2015 abbiamo importato vino sfuso spagnolo per 55 milioni di €, ossia 1,65 milioni di hl, con una media di 0.34 €/litro. (Da I numeri del vino) 

Se poi aggiungiamo le incertezze verso la Gran Bretagna dovute alla Brexit, le incognite per il 2016 e per gli anni seguenti nel mercato del vino, sembrano davvero troppe.

Certo, visto quel che sta accadendo anche in questa parte di mondo, potrebbe sembrare un problema secondario. 

Wine Roland

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Sommelier tardivo, web-surfer d'antan, a metà fra l'analogico ed il digitale. Appassionato di tecnologia, osservo la Rete attraverso un buon bicchiere di vino.
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